Lottare … ma perché?

fare lo spedizioniere, qualche decina di anni fa, era uno dei mestieri più belli del mondo.
Un lavoro da “architetto“, dovendo coordinare la “costruzione” di un trasporto, mettendo insieme autotrasportatori, magazzinieri, gruisti, stivatori, mulettisti, doganalisti, agenti marittimi, compagnie di navigazione, agenti esteri, etc.
Sì, proprio come un architetto coordina muratori, piastrellisti, elettricisti, idraulici, etc.
Poi alla professionalità ha fatto spazio la corsa a chi fa meno: l’ordine tassativo era “ridurre” i prezzi.
Quindi il lavoro di chi si sentiva architetto è diventato quello del contabile pignolo che, per offrire un servizio al risparmio, doveva, a sua volta, cercare di risparmiare sui costi degli autotrasportatori, dei magazzinieri, dei gruisti, degli stivatori, dei mulettisti, dei doganalisti, degli agenti marittimi, delle compagnie di navigazione, degli agenti esteri … ed anche sul personale dipendente.
Così anziché creare nuovi posti di lavoro, si è cominciato a tagliare, alla ricerca esaustiva del risparmio.
Ma ancora non bastava: bisognava anche offrire servizi bancari ai clienti, anticipando somme per loro conto (senza però chiedere “interessi”) e permettendo di dilazionare i pagamenti.
E così l’architetto-contabile si è inventato anche il compito di consulente finanziario, offrendo, senza maggiorazione alcuna di prezzo, questa sua nuova capacità, mettendosi al servizio del cliente.
Solo che i clienti hanno cominciato ad “approfittarsi” della loro posizione dominante e sempre più erano quelli che non rispettavano le scandenze.
E se un cliente NON rispetta la scadenza di un pagamento, cosa si può fare?
Assolutamente niente, se non insistere, sollecitare, rammentare … e per fare questo necessita del personale da destinare al compito iniquo.
Ecco dunque che anziché dedicarsi alla “costruzione” di nuovi trasporti, l’architetto del trasporto si è ritrovato a fare il gestore di un call center incentrato sui solleciti di pagamento.
Intanto lo Stato continuava a richiedere, ogni giorno, nuovi adempimenti burocratici (la scheda di trasporto, la dichiarazione del black list, l’intrastat … insomma tutti quei documenti che oggi bisogna compilare per ottemperare alle intricate leggi esistenti) rendendo la vita dell’architetto-spedizioniere sempre più ardua e difficile.
Alla fine tra clienti che vogliono spendere sempre meno, adempimenti burocratici sempre più complicati, ritardi nei pagamenti sempre più cospicui, l’architetto-spedizioniere non ha più tempo per organizzare i trasporti e quindi anche i suoi guadagni calano drasticamente, fino a non avere più di che pagare fornitori e dipendenti, dovendo quindi, obtorto collo, pensare a chiudere baracca e burattini e buona notte.
E di quel bel lavoro, a breve, non resterà più che un vago ricordo.
Paolo Federici

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4 commenti

Archiviato in cultura, economia, riflessioni, Trasporti

4 risposte a “Lottare … ma perché?

  1. Dario

    Ogni giorno rifiuto carico in quanto andrei a lavorare gratis !!! il cliente deve pagare il giusto, e riconoscere la professionalità dello Spedizioniere, per fortuna i miei clienti storici sono di questo avviso !!! :-))
    Dario

  2. Dario, tu hai ragione e lo sai che io condivido quanto dici … il fatto è che i clienti “storici” sono sempre meno e le nuove generazioni di “esperti” degli uffici import/export sono capaci solo di riempire dei file “excel” e fare le comparazioni sui prezzi.
    E vince chi fa meno (come prezzo) ed allo stesso tempo concede di più (come termini di pagamento).
    La differenza “vera” poi la scoprono quando c’è un problema, ma intanto il lavoro NOI l’abbiamo perso.
    Un cliente mi aveva chiesto un preventivo per un grosso lavoro per la Russia. Un mio concorrente gli aveva quotato un prezzo che era il 20 per cento in meno rispetto al mio. Solo che il mio prezzo “includeva” il costo delle scorte e dei permessi (erano imballi “eccezionali”) mentre l’altro no. Alla fine quel cliente ha pagato (a quel mio concorrente) il 37 per cento in più rispetto a quello che avrebbe pagato con me.
    E questo è solo uno di migliaia di esempi che potrei fare …
    Quando i clienti capiranno che lo spedizioniere è un professionista, come il medico, l’avvocato, il commercialista … e non va scelto solo perché fa il prezzo più basso (qualcuno fa il giro dei dottori o degli avvocati chiedendo quanto fanno pagare e su quella base decide la sua scelta?), chissà se noi ci saremo ancora!
    😦

  3. hai ragione, soltanto adesso che leggo questo post capisco quanto anche il vostro lavoro può essere duro. Molte volte chi non é del settore non può e non riesce a comprendere che vi siano professioni neanche mai viste e che anche loro hanno problematiche ogni giorno! Mi fà piacere aver compreso qualcosa di nuovo. Grazie

  4. ciao Max, immagino che qualcosa di analogo succeda nel tuo settore (se non sbaglio di occupi di turismo!).
    Oggi come oggi le gente va su internet, si costruisce la vacanza su misura (cercando il massimo del risparmio) e dell’esperienza di un agente di viaggio … non sa che farsene.
    Salvo poi accorgersi che il turista “fai da te” alla fine si ritrova da solo ad affrontare i problemi.

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