e se domani …

se avesse avuto i propri uffici in Svizzera oppure in Lussenburgo, quest’anno la mia azienda chiuderebbe il bilancio in utile e potrei così programmare investimenti ed assunzioni.
Siccome invece sono in Italia, per colpa delle troppe tasse, della immensa burocrazia e dell’impossibilità di detrarre tutti i costi, la mia azienda quest’anno chiuderà il bilancio in perdita. Dovrò dunque utilizzare gli utili degli anni passati (mai distribuiti ma sempre reinvestiti o accantonati) per ripianare la perdita, quindi non potrò programmare nè investimenti nè assunzioni.
E meno male che in passato, come una brava formichina, ho accantonato … i guadagni.
Siccome la mia azienda gestisce trasporti internazionali, il fatto di essere fisicamente dislocata in Italia, oppure in Svizzera, o anche in Lussemburgo, non cambia assolutamente l’operatività gestionale.
Lavorando con telefono e computer, il mio ufficio (con tutti i suoi dipendenti) può essere ovunque!
Tra l’altro, va detto che la maggioranza dei miei clienti sono … all’estero!
Alcuni miei concorrenti si sono già trasferiti, chi in Svizzera, chi in Slovenia, chi … a Singapore oppure ad Hong Kong.
Cosa ci sto a fare ancora in Italia?
Più che continuare ad arrabbiarmi inutilmente, cos’altro mi resta?
Nonostante che la mia azienda abbia più di venti anni, oggi, dopo che avrò speso, per ripianare le perdite odierne, le somme che erano state accantonate in passato, mi ritroverò senza grosse speranze per il futuro.
Se fossi stato, per questi venti anni, in Svizzera oppure in Lussenburgo, oggi avrei qualche milioncino di euro da parte ed un futuro roseo.
Invece, per colpa di questa politica “distruttiva”, mi ritroverò, a breve, davanti alla necessità di emigrare, chiudendo l’attività in Italia per trasferirla da Milano a Lugano (dove mi accoglieranno a braccia aperte!).
Qualcuno ha una soluzione alternativa?
Sta di fatto che quando se ne saranno andati tutti (tutti quelli che ancora possono “delocalizzare”), mi dite chi manterrà i politici e la loro ciurma piratesca?
Lo sapete qual è la più grande Compagnia di Navigazione al mondo?
Un suggerimento: è italiana (o meglio … lo era!)
Si chiama MSC e più di trenta anni fa si è trasferita, armi e bagagli, in Svizzera.
Se fosse rimasta in Italia, oggi sarebbe miseramente fallita come la maggior parte delle Compagnie di Navigazione che sono rimaste in patria.
Se anch’io, trenta anni fa, avessi trasferito la mia attività fuori dall’Italia … oggi probabilmente sarei ricco e felice.
Invece per questo amor di patria (non ricambiato) soffro e mi dispero.
E non vedo alcuna luce alla fine del tunnel.
Paolo Federici
(i miei “concorrenti” nel mondo del trasporto internazionale sono olandesi, tedeschi, belgi, svizzeri, francesi … aziende che hanno alle spalle Stati che li sostengono e NON li tartassano. Mi sembra di dover battagliare, usando il fioretto, contro chi ha il bazooka. Sarà anche vero che noi italiani siamo campioni olimpici di fioretto, ma se dobbiamo combattere contro chi usa il bazooka, non abbiamo proprio speranze. SE lo Stato Italiano desse anche a NOI le stesse armi – nel senso di leggi, normative, procedure – che hanno in altri Stati Europei, allora sì che potremmo giocarcela alla pari. Ma così come siamo messi oggi, non abbiamo proprio speranza.)

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6 commenti

Archiviato in denuncia, economia, Politica, riflessioni, Trasporti

6 risposte a “e se domani …

  1. Dario

    parole sante caro Paolo !!

  2. Christian Coel Leal

    E’ proprio così…..Bravo Paolo!! Sto ritornando al mio paese natale , il Brasile, dopo 24 anni di duro lavoro in proprio in Italia. Le motivazioni sono proprio queste che lei ha elencato… Vado via!

  3. Claudio Meazza

    Paolo, io è da tanto che vorrei andarmene, ma vista l’età e la mia professione non mi è facile. Per fortuna ho la soddisfazione di vedere partire mia figlia, laureata da 7 mesi al Politecnico, che dopo stage sottopagati, va a fare l’ingegnere in Svizzera. Stipendio VERO e che rimanendo in Italia avrebbe preso tra 10 anni, forse.

  4. caro Claudio … pensa che invece mia figlia sta pensando all’Australia
    😦

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