dietro ogni problema c’è un’opportunità

non l’ho detto io, ma Galileo, quello che ha “inventato” la scienza moderna.
Tutti erano abituati ad avere un’idea (che il Sole girasse intorno alla Terra) e nessuno era disposto a cambiarla (anche se la verità era il contrario ed aveva ragione “lui”).
Lasciatemi dire che una cosa analoga si verifica con una delle idee più marcatamente in voga tra gli esportatori italiani: quella che sia meglio vendere “EX WORKS”, così da disinteressarsi del trasporto e dei suoi problemi, lasciando al compratore l’onere.
Ormai me lo sento ripetere come un ritornello (anche in questi giorni, mentre sono ad Hong Kong alla fiera del vino, visitando gli stand degli esportatori italiani che intendono promuovere i loro vini in Cina!): “noi vendiamo EX WORKS perché non vogliamo problemi. Noi vendiamo EX WORKS perché noi siamo produttori, non trasportatori. Noi vendiamo EX WORKS perché così i rischi legati al trasporto non sono nostri. Noi vendiamo EX WORKS …” e vabbè potrei continuare all’infinito.
Talvolta provo a scalfire quella granitica certezza, magari aprendo il discorso con un semplice: “potrebbe non essere proprio così …”, ma vengo immediatamente bloccato da chi, certo della verità assoluta della sua fede, non è proprio disposto ad iniziare alcuna discussione.
E così il trasporto resta davvero un problema, e non si trasforma in opportunità.
Se però diamo uno sguardo alle economie vincenti (vogliamo prendere la Cina, per esempio?) ecco che gli altri, quando vendono i loro prodotti all’estero, “includono” sempre il trasporto nelle loro offerte.
Succede con la Cina ma anche con la stragrande maggioranza delle economie orientali (dal Giappone al Vietnam, dalla Corea all’India) e succede anche con le “altre” economie europee (i tedeschi vendono normalmente “FRANCO DESTINO”, così come fanno Olandesi e Belgi e la stragrande maggioranza degli esportatori che vivono nei Paesi dell’Est).
Ma anche americani e canadesi, brasiliani ed argentini …
Insomma, almeno da un punto di vista “percentuale”, siamo in netta minoranza.
Avremo ragione noi italiani?
Credo proprio di no: a fine gennaio faremo un convegno (organizzato dal Propeller Club port of Milan) per cercare di spiegare come stiano davvero le cose, quali opportunità possano essere colte cambiando i termini di resa, quale salto in avanti potrebbe fare la nostra intera economia se aprissimo un tantino gli occhi.
Spero solo di non finire anch’io a battere i piedi in terra dichiarando: “eppur si muove” (volendo significare che la nostra economia si muove ANCHE e SOPRATTUTTO grazie a coloro che hanno fatto il salto di qualità, abbandonando il vecchio EX WORKS per passare a vendere FRANCO DESTINO).
E gli esempi “vincenti” non mancano.
Paolo Federici

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2 commenti

Archiviato in cultura, economia, Idee, riflessioni, Trasporti

2 risposte a “dietro ogni problema c’è un’opportunità

  1. Pingback: piccolo reportage dalla fiera del vino di Hong Kong | La nave dei sogni

  2. Paolo Federici

    oggi sul Messaggero Marittimo:

    «Franco destino una proposta prioritaria della Consulta»

    MILANO – Nella nostra edizione di martedì 13 Novembre, abbiamo pubblicato un redazionale a firma Paolo Federici spedizioniere groupagista della Fortune International, responsabile della comunicazione di Confapi Trasporti e vice presidente di Spedapi. Il titolo era chiarissimo, quasi una provocazione: “Abbandonare ex works e passare al franco destino”.
    Abbiamo avuto, noi che lo abbiamo pubblicato, ma sopra tutto Federici che lo ha scritto, note di compiacimento con sottolineature di vario tipo.
    Fra gli intervenuti, l’ex sottosegretario ai Traporti ed ex presidente della Consulta della logistica e autotrasporto Mino Giachino che ha rilasciato queste poche righe che testualmente riportiamo.
    «Caro Federici, come Le è noto la Consulta oltre al testo di “Piano” ha consegnato al Governo ben 4 proposte sulle priorità logistiche (accelerazione sportello unico doganale, distribuzione urbana delle merci, incentivi al franco destino e alla telematica applicata ai trasporti). Il Governo dei tecnici oltre ad aver chiuso la Consulta, lascia nel cassetto il Piano e le proposte operative. Non solo, ho appena saputo – continua Giachino – che a fronte di un emendamento (34.50) presentato dalla senatrice Bonfrisco al decreto in discussione al Senato nel quale la senatrice chiede che il Governo assuma come riferimento il Piano della logistica, il Governo, sulla base delle indicazioni dei burocrati ministeriali che hanno contribuito a creare l’inefficienza logistica del Paese, sosterrà che il Piano è solo una fotografia del sistema logistico italiano.
    Basterebbe invece mandare avanti la proposta che incentiva la vendita franco destino come Lei ha scritto su ”Il Messaggero Marittimo” per risolvere uno dei tanti problemi».

e tu che ne pensi?

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