anche all’Università BOCCONI si parla di TRASPORTI

organizzato dal CERTERT (Centro di Ricerca in Economia Regionale, Trasporti e Turismo) si è tenuto a Milano (lunedì 29 ottobre) un incontro per illustrare la situazione del Piano della Logistica.
Oltre al padre putativo della stessa (Bartolomeo Giachino) erano presenti alcuni dei membri del comitato scientifico, a cominciare dal suo Presidente (Rocco Giordano).
Ma anche illustri docenti, che esercitano in altre università milanesi (come il professor Andrea Boitani dell’Università Cattolica).
Nonché Luigi Merlo, presidente dell’autorità portuale di Genova e gli assessori regionali della Lombardia (sia quello uscente, Raffaele Cattaneo, che il fresco di nomina Andrea Gilardoni).
Il professor Lanfranco Senn (presidente del Certert) ed il suo vice (Oliviero Baccelli) hanno spiegato agli intervenuti l’importanza della LOGISTICA nel nostro Paese e quale sia la situazione attuale dell’intero mondo dei trasporti.
L’intervento forse più interessante (non me ne vogliano gli altri!) è stato, a mio parere, quello di Andrea Boitani che ha spiegato come il “NON FARE” costi davvero molto.
Il suo intervento ha evidenziato come l’inefficienza logistica comporti maggiori costi per le imprese industriali (minore competitività dell’export), congestione e inquinamento (soprattutto nelle grandi aree metropolitane), e ridotta capacità di attirare nel paese attività capaci di produrre valore aggiunto.
E non perché l’Italia spenda “meno” rispetto ad altri Paesi Europei, ma perché spende MALE.
Così torniamo al Piano della Logistica, sul quale hanno lavorato per tre anni grandi esperti del settore e che questo Governo ha bocciato in toto, non riuscendo a vedere come migliorando la logistica “italiana” ne avrebbe beneficio tutta l’economia del nostro Paese.
Ed il bello è che il PRIMO punto del PIANO DELLA LOGISTICA (quello che prevedeva l’istituzione dello SPORTELLO unico) era un modo per SEMPLIFICARE le procedure e ridurre la burocrazia imperante senza nessun costo a carico dello Stato.
Se però il Governo NON intende attivare nemmeno operazioni che NON hanno costi ma solo benefici per l’economia, siamo davvero alla frutta.
Ovviamente sapere che nessuno si decide ad aprire quel famoso conto in banca per permettere di pagare i diritti doganali all’import con un bonifico (dopo che una decisione legislativa è stata presa … ventuno anni fa) la dice lunga sulla reale voglia di semplificare, di ridurre la burocrazia, di dare possibilità di crescita alle aziende.
Continuare solo a tassare, non può essere la soluzione
Paolo Federici

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