i COSTI MINIMI di sicurezza

il Tribunale si doveva pronunciare il 25 ottobre, ma non l’ha fatto, rimandando il tutto al 15 novembre.
Dunque ancora qualche settimana e poi finalmente sapremo …
Intanto oggi, in un convegno organizzato nella prestigiosa università Bocconi, il professor Andrea Boitani, spiegando come i costi dell’inefficienza logistica pesino sull’economia nazionale, ha dichiarato che l’approvazione dei “costi minimi” avrebbe lo stesso impatto di una NUOVA tassa imposta alla committenza.
Il Professor Boitani ha anche realizzato un grafico per “spiegare” visivamente come calcolarla:

Dunque, comunque la si giri, la questione ha solo lati negativi.
Se il Tribunale NON confermerà la correttezza della legge, gli autotrasportatori fermeranno l’Italia (hanno già dichiarato che partirà uno sciopero).
Se, viceversa, il Tribunale confermerà la correttezza della legge, saremo costretti a pagare questa NUOVA tassa.
Io continuo a non capire perché SOLO gli autotrasportatori debbano avvantaggiarsi di una legge che gli riconosce i COSTI MINIMI.
Ma – domando e dico – TUTTI gli altri settori (il verduraio, la Fiat, il supermercato, l’idraulico …) non hanno forse lo stesso problema?
Non devono TUTTI fare i conti con i loro COSTI … cercando di fare in modo che i RICAVI superino i COSTI, così da avere un GUADAGNO?
(Questo rapporto tra COSTO, RICAVO e GUADAGNO è una delle prime cose che si insegnano alle elementari).
Insomma, vi sembrerebbe logico se a fine mese, dopo essersi accorto che il rapporto tra COSTO e RICAVO è negativo e non ha generato alcun GUADAGNO, l’idraulico venisse a chiedervi la DIFFERENZA per coprire i suoi COSTI MINIMI?
Eppure questa “assurdità” per un settore (ed uno solo) dell’economia italiana ha portato addirittura ad una legge (non solo “unica” per quella specifica categoria, ma anche “unica” al mondo! In nessun altro Stato al mondo esiste un qualcosa di analogo).
Ecco come si continua a perdere tempo ed a far lievitare i “costi dell’inefficienza della logistica”.
Intanto il mercato ha già reagito: buona parte dei trasporti che prima venivano commissionati ad autotrasportatori italiani, adesso vengono commissionati a società estere (austriache, slovene, polacche …).
Qualcuno dovrebbe spiegare agli autotrasportatori che non è con il ricatto (chiedere una legge “assurda” minacciando un altrettanto assurdo sciopero è e rimane una forma di ricatto) che si può sperare nella crescita economica dell’Italia.
Sta di fatto che, per ora, questa legge ha fatto solo dei danni anche e soprattutto agli AUTOTRASPORTATORI.
Paolo Federici

p.s.: che ci siano aziende che, per loro scelta, decidano di vendere SOTTOCOSTO (ultimamente non si sprecano le pubblicità del SOTTOCOSTO di aziende quali Euronics, Ikea, Auchan …) non è una novità. Se gli AUTOTRASPORTATORI avevano deciso, in passato, di vendere SOTTOCOSTO, non possono, adesso, presentarci il conto e chiederci il rimborso. Troppo facile dire (adesso) che il cliente voleva pagare un prezzo basso e quindi l’autotrasportatore è stato COSTRETTO ad applicare quel prezzo. Se io accettassi di applicare i PREZZI che “vorrebbero” pagare i clienti, potrei decuplicare il mio lavoro …! Lavorare in PERDITA è il modo più facile per vedere crescere i volumi d’affari. Ma crescono anche le perdite! Cosa faccio … lavoro in perdita, poi dico che sono stato costretto e chiedo al Governo una legge per far sì che i miei clienti mi rimborsino le perdite? Eppure questo è esattamente ciò che è stato fatto per quella specifica categoria.

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2 commenti

Archiviato in economia, incontri, Politica, Trasporti

2 risposte a “i COSTI MINIMI di sicurezza

  1. mi scrive Andrea:
    Caro Paolo,
    Trovo il tuo articolo centrato. L’elemento che piú di tutti va smontato è il riferimento alla sicurezza sociale e della sicurezza stradale.
    Come dici tu, comunque vada al Tar gli unici che perderanno sono gli autotrasportatori italiani che perdono traffico e che ne perderanno ancora di più se otterranno la vittoria di Pirro al Tar.

  2. ovviamente il 15 novembre … il Tribunale ha rimandato tutto di un’altro mese.
    In Italia la giustizia non giudica, rimanda!

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