l’otto ed il ventitrè

sono due giorni “speciali” per gli spedizionieri genovesi.
Sono i giorni nei quali vanno versati i dazi all’importazione.
Poiché a Genova ci sono QUATTRO diversi centri doganali (PASSO NUOVO, RIVAROLO, AEROPORTO, VOLTRI) gli spedizionieri genovesi devono fare il giro delle quattro chiese per andare a pagare.
La giornata comincia con la visita in banca (talvolta in più di una banca!) per far preparare i quattro diversi assegni circolari (tutti intestati allo stesso beneficiario, la TESORERIA PROVINCIALE dello Stato. Tutti, quindi, destinati ad essere versati sullo stesso conto bancario presso la Banca d’Italia).
Poi ognuno dei 250 spedizionieri genovesi prenderà la sua bella automobilina ed inizierà il tour per le strade di Genova.
Ad ogni fermata (in ognuno dei quattro “centri” di raccolta!) troverà la coda che si sarà formata perché anche gli “altri” si saranno presentati con i loro assegni per versare il dovuto.
E così, dopo aver lasciato l’ufficio verso le dieci di mattina, ognuno di loro tornerà allo stesso luogo di partenza verso le quattro o le cinque del pomeriggio.
Intanto i quattro “cassieri” dei quattro diversi centri doganali si prepareranno per versare sullo stesso conto bancario gli innumerevoli assegni circolari incassati.
E questo è solo quello che succede a Genova: 250 persone che PERDONO una intera giornata di lavoro per un incarico assurdo. 250 automobili che contribuiscono a far crescere il traffico in quel di Genova. Più di 1.500 litri di benzina sprecati inutilmente (per fare il giro dei quattro CENTRI doganali si percorrono circa 50 chilometri. Un’auto consuma mediamente 6/7 litri per coprire, in città, una tale distanza. Ecco dunque come si arriva agli oltre 1.500 litri di benzina …!)
Se poi moltipichiamo il dato per il numero delle DOGANE presenti in Italia (che sono non meno di 100!) i numero crescono in maniera esponenziale.
Tutto questo mentre in Germania e in Olanda per fare ESATTAMENTE lo stesso lavoro (pagamento dei diritti doganali) qualcuno si sarà collegato al computer e in meno di UN MINUTO avrà portato a termine esattamente la stessa operazione (facendo un bonifico bancario!).
Dedicando il resto delle sette ore e cinquantanove minuti di lavoro a fare qualcosa di utile per far crescere l’economia del suo Paese.
Poi non ci spieghiamo perché in Italia continuiamo ad andare indietro …!
Paolo Federici

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1 Commento

Archiviato in dogana, economia, riflessioni, Trasporti

Una risposta a “l’otto ed il ventitrè

  1. mi scrive Luca (che è il “vero” autore del mio articolo, avendomi raccontato lui la storia dell’ 8 e del 23 … a Genova):

    nella fretta dell’altra sera….la mia sbadataggine mi ha fatto dimenticare la sezione doganale di RIVALTA SCRIVIA (anch’essa sotto la dogana di Genova).
    E’ chiaro che in quel caso, per gli utenti della Sezione, viene fatto un
    passaparola e viene “sacrificato” uno o due Colleghi per la “gita” a
    Tortona.
    In quella occasione auto + autostrada + benzina + personale per un
    totale di 140 km circa !!!!!
    Viva l’Italia !!!!
    Luca

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