conosco i miei polli

Un cliente mi affida merce per una spedizione, senza chiedermi di assicurarla.
Ovviamente se poi ci sarà un danno, io ne risponderò in base alle convenzioni internazionali, quindi in maniera RIDOTTA rispetto al reale valore.
Ma “commercialmente” non funziona così …
Se la merce subisce un danno il cliente pretende da me il rimborso per l’intero valore.
Anche se non mi ha chiesto di assicurarla (né, tantomeno, riconosciuto il “quantum” pagato alla Compagnia Assicuratrice).
Dirgli “guarda che se volevi ottenere il rimborso dell’intero valore dovevi assicurare” non serve a molto, se non a far cessare il rapporto con quel cliente che, da ora in avanti, si affiderà ad un altro, convinto che il mio comportamento sia poco serio.
Ecco che talvolta, di mia iniziativa e senza fare tante storie, PAGO di tasca mia l’assicurazione “ALL RISKS”, così se si verificherà un danno, il mio cliente potrà avere il rimborso totale del valore e saremo tutti felici e contenti.
Bene, oggi ho scoperto che il mio comportamento è illegale: io non posso assicurare la merce se non ho un mandato del mio cliente.
Ma allora, qual è la soluzione?
Paolo Federici

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2 commenti

Archiviato in economia, riflessioni, Trasporti

2 risposte a “conosco i miei polli

  1. Francesco Vitellini

    Quelli che spediscono senza assicurare la merce sono ridicoli, a mio avviso… io uso spessissimo corrieri (DHL, UPS e altri) per spedizioni internazionali ed il costo per assicurarli è davvero irrisorio… si va da uno 0,7 % a massimo 1,5% del valore della merce. Ora, non so se questa asicurazione copra TUTTI i rischi, ma è comunque una, pur minima, sicurezza, no?

  2. purtroppo esiste questa “convizione” che il “corriere” o lo “spedizioniere” siano responsabili per il VALORE della merce loro affidata.
    Per cui molti non si curano di assicurare le loro merci, considerando l’assicurazione come un costo extra inutile!
    Ma il bello è che quando si verifica un danno o una perdita e lo “spedizioniere” fa presente che la sua responsabilità è limitata in base alle convenzioni internazionali, il “cliente” si arrabbia e magari intenta una causa, perché lui pretende il rimborso del valore senza “se” e senza “ma”.
    E sapete poi cosa succede?
    Che giudici incompetenti … gli danno ragione.
    Anche questa è Italia …

e tu che ne pensi?

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