responsabilità misconosciute dello spedizioniere

c’è una CONVENZIONE del 1929 (evito di riportarvi numeri, date, riferimenti … ma se qualcuno vuole saperne di più, ho tutto!) che stabilisce che per le merci trasportate con le navi si debba indicare, sull’esterno dell’imballo, un dato basilare: il “PESO LORDO”.
La norma riguarda i colli di peso superiore ai 1.000 chili (cosiddetti “heavy packages”) e sul fatto che il peso vada DICHIARATO ed INDICATO sui colli, certamente non c’è da discutere.
Però, la Convenzione Europea lascia libertà ad ogni singolo Stato di decidere CHI debba essere responsabile per la dichiarazione del peso, se il PRODUTTORE o qualcun altro.
Mi sembra ovvio che chi PRODUCE un certo prodotto, debba anche essere responsabile delle dichiarazioni attinenti, della tipologia della merce, se sia fragile, pericolosa, etc. Tra queste, dovrà essere responsabile anche della DICHIARAZIONE DI PESO.
Ma ecco che l’Italia si differenzia dagli altri: per lo Stato Italiano la RESPONSABILITA’ della dichiarazione del peso è totalmente sulle spalle dello SPEDIZIONIERE. Cioè, se io (spedizioniere) mando un container a caricare a Canicattì … devo poi farmi parte diligente per far passare il container da una PESA (ma esistono ancora?) per attestare quale sia il peso della merce.
Però mi sorge un dubbio: se il produttore ha caricato nel container 200 cartoni e su ognuno ha apposto un’etichetta con il peso, dichiarando 100 chili – esempio – io (spedizioniere) dovrò svuotare il container e ripesare tutto, visto che alla fine la responsabilità legale è mia e solo mia?
Lo dice chiaramente anche l’ultimo rapporto del governo italiano sull’applicazione di quella convenzione che così recita:

L’indicazione del peso dei colli trasportati a bordo delle navi rimane un’operazione di competenza delle imprese di spedizioni che, nel più ampio comparto del trasporto di merci, utilizzano il vettore marittimo. Durante le operazioni di imbarco, sbarco e movimentazione della merce, gli spedizionieri hanno l’obbligo di contrassegnare i colli in modo da facilitare tali operazioni. Essi devono provvedere ad una prima accurata marcatura dei colli da spedire, marcatura che va effettuata su più facce e in modo chiaro ed inequivocabile, in modo da evidenziare:
1) i dati generali del mittente (denominazione, indirizzo, etc.);
2) il numero del collo sul totale di quelli spediti (ad esempio: collo n. 1 di 5 o semplicemente 1/5);
3) quantità totale dei colli spediti;
4) i dati generali del destinatario (denominazione, indirizzo, etc.);
5) luogo e data di sbarco e di scarico;
6) peso lordo dei colli.

La domanda è: quanti spedizionieri sanno che QUESTO (della PESATURA, ma anche della MARCATURA) è un loro obbligo?
Sta di fatto che se io decidessi di PESARE tutti i carichi (per accertare quanto dichiarato dall’esportatore) e di SCARICARE e/o CONTROLLARE tutti i colli per provvedere, a mio carico, alla esatta MARCATURA … sui quattro lati, etc etc) smetterei di lavorare domani mattina, perché queste operazioni (oltre che essere inutili) sono costosissime e NESSUNO me le pagherà mai.
Allora continuiamo a lavorare nell’illegalità? O forse possiamo sperare che qualcuno CAMBI la legge?
Paolo Federici

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