e adesso?

siamo stati spesso critici nei suoi confronti: lo abbiamo stuzzicato (quando ritenevamo avesse preso delle decisioni sbagliate) ma anche elogiato (quando vedevamo che il Piano della Logistica prendeva forma). Gli abbiamo scritto (e parlato) spesso riuscendo sempre ad avere risposte per un sano contradditorio costruttivo.
Non possiamo mettere in discussione la sua profonda esperienza e conoscenza del settore dei trasporti.
Sto parlando di Bartolomeo Giachino (per gli amici “Mino”) che è stato, fino a pochi giorni fa, Presidente della consulta dell’autotrasporto e delle logistica.
Adesso il Governo ha deciso che di quella istituzione se ne può fare a meno, facendo rientrare la sua chiusura nella ormai nota mannaia dei tagli denominata (chissà perché usando la lingua inglese) spending review.
Tutti, ma proprio tutti, gli “addetti” del settore (basta che prendiate un qualsiasi giornale e gli appelli non si contano) stanno reclamando vivacemente contro una tale decisione che fa mancare ogni e qualsivoglia punto di riferimento al mondo della logistica italiana.
Lo spiega bene il Presidente di Confapi Trasporti (Riccardo Fuochi) in una sua lettera al Ministro Passera nella quale stigmantizza come la logistica italiana (costituita in gran numero da piccole e medie imprese) potrebbe dare una forte spinta alla crescita, mentre invece (abbandonata a se stessa) soffre ed arranca a vantaggio dei nostri concorrenti europei.
Poi Fuochi si spinge a ricordare un solo numero: secondo il Piano della Logistica il settore dei trasporti lasciato a sè stesso (come succederà abbandonando il Piano stesso) costerà allo Stato 270 miliardi di euro (da qui al 2020), calcolati in mancati guadagni, significando l’1,9 per cento dell’intero PIL Italiano.
Non si può, insomma, continuare sempre e solo a tagliare senza individuare soluzioni alternative per azioni di rilancio del settore dei trasporti e della logistica.
E se non si provvede subito, domani non è solo “un altro giorno”, ma sarà troppo tardi.
Paolo Federici

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1 Commento

Archiviato in economia, Politica, riflessioni, Trasporti

Una risposta a “e adesso?

  1. Rosy

    Sono totalmente d’accordo. Anche se -devo dire- siamo abituati a soffrire ed arrancare da sempre (perché di piani fatti e dimenticati ce ne sono stati troppi nel passato remoto e prossimo) qualcosa è sempre meglio di niente. La consapevolezza reale che il trasporto costituisca un comparto industriale a valore in Italia è sempre mancata.

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