i camion … con le ruote “ferrate”

una delle grandi invenzioni di qualche secolo fa è stata quella della rotaia. Così i TRENI hanno potuto muoversi lungo la loro via di comunicazione. C’è voluto qualche migliaia di anni per passare dalla RUOTA alla ROTAIA, ma alla fine qualcuno ci ha pensato.
Il prossimo passo (sperando che non ci vogliano altre migliaia di anni) sarà quello di far salire le RUOTE (i camion) sulle ROTAIE (sul treno).
Non credo sia necessario elencare i vantaggi sia economici che ambientali: basta un minimo di buon senso per rendersene conto.
Anche perché questo sistema già è operativo (da anni) e funzionale in Paesi all’avanguardia come gli Stati Uniti e la Germania (ma non solo!).
Quanto sopra l’ho scritto mentre aspettavo che iniziasse un convegno al quale stamane ero stato invitato.
Quanto segue l’ho scritto … dopo!

In questo convegno, organizzato dalla Regione Lombardia, sono stati presentati i risultati di uno studio (durato quattro anni e costato 3,2 milioni di euro) per valutare la convenienza (e/o la necessità) di impegnarsi per trasferire quanto più possibile traffico stradale sul treno.
La battuta scontata è: se anziché spendere 3,2 milioni di euro, lo chiedevano ad un qualunque operatore del settore, avrebbero ottenuto (gratis) lo stesso risultato.
Insomma, lo sanno tutti che la ferrovia, rispetto alla strada, conviene.
Tanto è vero che in Germania il 50 per cento delle merci si muovono con il treno (in Italia siamo solo al 7 per cento).
Sarà per questo che siamo così indietro rispetto agli altri?
Abbiamo bisogno di spendere 3,2 milioni di euro per “capire” una cosa logica, elementare e lapalissiana.
Beh, in effetti non è giusto che io sia così caustico. Qualcosa in più ce l’hanno spiegato. Ci hanno detto – ad esempio – che se le navi scaricassero le merci, provenienti dall’Estreno Oriente, nei porti italiani (Genova o La Spezia) anziché in quelli del Nord Europa, si risparmierebbero tra i cinque ed i sette giorni nei tempi di transito dal Far East all’Europa.
Vabbè, adesso è ufficiale: bisogna invertire la rotta, potenziare le ferrovie, smetterla di “foraggiare” il trasporto camionistico e rendere più efficienti i porti italiani.
Che poi queste cose qualcuno le dica da anni (anzi da decenni) non cambia il succo.
Ora però c’è il “marchio di garanzia” di uno studio della Regione Lombardia!
Paolo Federici

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