I grandi transatlantici … a Milano!

tutto comincia dal mare. La vita, la storia, il commercio. Visto che poi è nello spirito umano cercare di riunirsi quando si condividono gli interessi, ecco che dall’amore per il mare, per la storia e per il commercio, è nata l’associazione che oggi si chiama “Propeller”. E questa sera al Propeller Club port of Milan, in occasione della serata di chiusura dell’anno sociale, alla presenza del Presidente nazionale Umbarto Masucci nonché di quello del Propeller Club port of Milan, Riccardo Fuochi, si è parlato proprio … di navi! Dei grandi transatlantici che hanno solcato i mari portando migliaia di emigranti (e non solo) da una parte all’altra dell’oceano.
Un relatore d’eccezione, il contrammiraglio Franco Magazzù, esperto della materia, ha intrattenuto gli ospiti raccontando come, sotto la spinta del forte flusso migratorio, nel 900, i cantieri italiani si specializzarono nella produzione varando una serie di transatlantici, che presto vennero apprezzati in ambito internazionale per la tecnica, la qualità costruttiva e il comfort di viaggio, ove motivi legati a fattori di immagine nazionale, esaltati dal regime dell’epoca, spingevano ad una competizione tecnologica, poi rivelatasi vittoriosa, con i cantieri inglesi e tedeschi che fino ad allora avevano dominato la navigazione oceanica.
I transatlantici erano suddivisi in “classi”: la prima era destinata ai turisti, ai viaggiatori per diletto, la seconda ai viaggiatori professionali, mentre la terza era destinata agli emigranti, talvolta costretti a viaggiare in condizioni di grave disagio, stipati sottocoperta ed ammessi a spazi esterni ristretti e rigorosamente separati dal resto.
Queste navi erano studiate per poter fronteggiare le condizioni di mare e climatiche tipiche dell’oceano, avevano un elevato dislocamento (peso) ed erano dotate di un potente apparato motore per coprire in tempi brevi la traversata.
Facciamo qualche nome? Conte Grande, Duilio, Roma, Augustus, Rex, Conte di Savoia, Saturnia, Vulcania, Oceania, Nettunia….
A parte la misera condizione riservata agli emigranti, a bordo venivano offerte condizioni di estremo lusso per i viaggiatori più abbienti: piscine, verande, campo da tennis/palla a volo, tiro al piattello, saloni da ballo, negozi, ricchi menù, un servizio ineccepibile, un lungo ponte passeggiata in teak.
Magazzù ci ha raccontato la storia di società gloriose e di navi famose, corredando la sua presentazione di una incredibile carrellata fotografica.
In un’ora di presentazione (mentre l’Italia vinceva contro l’Irlanda) abbiamo potuto ammirare i saloni di navi favolose (come la Michelangelo e la Raffaello), ascoltare la storia dell’architettura italiana applicata alla nautica, delle fortune dei cantieri navali italiani, dei grandi Comandanti che hanno dato lustro alla nostra marineria.
Purtroppo però quell’epoca è finita: la crisi economica, il rincaro dei carburanti, la carenza di passeggeri, avevano portato i costi di esercizio a livelli insostenibili e proprio la Michelangelo e la Raffaello furono vendute a soggetti stranieri. Se ne andarono verso la loro ultima destinazione navigando in un mare di polemiche e rimpianti.
Nello scenario del trasporto passeggeri l’aereo aveva vinto, il flusso migratorio si era assottigliato, ed il mercato croceristico non era ancora così affermato quale vacanza di massa come ai giorni nostri.
Il ricordo dei nostri transatlantici, orgoglio della qualità produttiva della cantieristica nazionale, oggi di gran lunga superati in dimensioni dalle moderne navi da crociera, ma sicuramente non in raffinatezza, lusso e velocità, rimarrà sempre indelebile nella memoria del mondo della marineria, simbolo di un’epoca scomparsa, fatta di progresso tecnologico, di efficienza e di primati, che ha lasciato un’impronta, caratterizzata anche dallo stridere dell’indigenza dei passeggeri di terza classe a fronte dell’agiatezza della prima classe.
Paolo Federici

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3 commenti

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3 risposte a “I grandi transatlantici … a Milano!

  1. Mi hanno detto che sta per arrivare a Milano una febbre che prenderà tutti i milanesi. Uno strano virus che fa muovere le gambe!?!

  2. Francesco Ardizzoia

    un grande tocco di nostalgia, molto molto romantico ma poco realistico : pensiamo al fatto che le nostre Compagnie Armatrici ora vanno a far costruire le navi in giro peer il mondo. e gli emigranti? una volta erano per lo più povera manovalanza, oggi abbiamo gli emigranti più colti del Mondo e mandiamo anzichè la nostra manovalzana i nsotri cervelli all’estero a far crescere coloro che poi sfruttano la nostra manovalnza rimasta in Italia (sino a quando gi fa comodo) e sì: purtroppo le cose cambiano, ma alla fine rimangono le stesse, e chi ne soffre, chissà perché, sono sempre gli stessi.

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