lo SPORTELLO UNICO, questo sconosciuto!

comunicato stampa

abbiamo aspettato per anni lo Sportello Unico. Centinaia di convegni, incontri, seminari, migliaia di persone coinvolte  per spiegarci che attuando lo sportello unico si poteva eliminare il “gap” di efficienza tra Porti del Nord e il nostro sistema doganale.

Ebbene, nel “Decreto Sviluppo” approvato durante l’ultimo Consiglio dei Ministri non compare la tanto attesa norma riguardante lo sportello unico doganale.

Nel PIANO DELLA LOGISTICA , fortemente voluto dal Presidente Giachino al primo posto c’è proprio la “semplificazione” burocratica delle pratiche doganali: lo sportello unico.

Lo scrivevamo solo una settimana fa: “l’apertura dello “sportello unico doganale” permetterà di superare, finalmente, le inefficienze che contraddistinguono il sistema Italia. Il costo di tali inefficienze è stato quantificato in almeno 2 miliardi di euro annui (ma se consideriamo i traffici persi a favore dei porti del Nord Europa supereremmo i 5 miliardi di Euro)”

Contemporaneamente vengono emanate norme che inaspriscono pesantemente le sanzioni previste dall’art. 303 del TULD portandole fino a 10 volte l’ammontare dei diritti maggiormente dovuti , eliminando il presupposto della “buona fede” e discriminandoci ulteriormente nei confronto degli altri Paesi UE che per gli stessi fatti non prevedono sanzioni.

Addirittura alcune Dogane “integrano” la norma con circolari che prevedono pene anche a fronte di differenze di Origine, non previste dalla legge.

Ci chiediamo  se si vuole effettivamente rilanciare lo sviluppo del Paese oppure si tende sempre di più ad attribuire maggiori poteri alla burocrazia anche a scapito dell’industria logistica che come tutti sappiamo potrebbe essere proprio uno dei motori dello sviluppo.

Riccardo Fuochi
(Presidente)
CONFAPI TRASPORTI

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3 commenti

Archiviato in denuncia, dogana, economia, Politica, riflessioni, Trasporti

3 risposte a “lo SPORTELLO UNICO, questo sconosciuto!

  1. mi chiedo: ma quanto costa … semplificare?
    L’ossimoro è una contraddizione in termini: quando una delle due parole dice l’esatto contrario dell’altra (ad esempio: “ghiaccio bollente”) si ha l’ossimoro.
    Se oggi, per espletare un’operazione doganale può essere necessario visitare fino a 70 diversi uffici, riducendo il numero degli uffici da 70 a 1, secondo voi … si semplifica oppure si complica?
    Oggi hanno deciso che SEMPLIFICARE .. complica la vita ai nostri funzionari doganali e, soprattutto, costa troppo, quindi non se ne fa più niente!
    Paolo Federici

  2. e non lo dico solo io:

    Assologistica: grave atto mancanza sportello unico

    ROMA – «L’eliminazione dal Decreto Sviluppo della semplificazione delle pratiche doganali, il cosiddetto ”sportello unico”, costituisce per il sistema economico nazionale un grave atto, che espone ulteriormentel’Italia in termini di sperequazione con gli altri paesi europei».
    Cosi Carlo Mearelli, presidente di Assologistica, realtà aderente a Confindustria e a Confetra, ed anche la più grande associazione di terminalisti portuali ed interportuali e di imprese di integrazione logistica che operano in italia con oltre 250 aziende associate, commenta la mancata introduzione dello sportello unico doganale. «Il gap burocratico ancora una volta penalizzerà il sistema italiano.
    E’ grave non perseguire un’attività di oggettiva semplificazione che per l’economia italiana è una delle principali leve di ripresa e di sviluppo. Senza semplificazione si amputa la logistica nazionale della capacità competitiva sui mercati internazionali, con gravi conseguenze per le attività produttive e commerciali che insistono sui nostri territori».
    «Assologistica è fortemente preoccupata» afferma Mearelli chiedendo «un incontro urgente con il ministro Passera sulla situazione».
    (Il Messaggero Marittimo – 22 giugno 2012)

  3. se poi è lo stesso ex-sottosegretario a dirlo … allora davvero siamo a posto!
    Dal MESSAGGERO MARITTIMO:

    “Non fare” l’efficienza logistica costa al Paese oltre 270 miliardi

    ROMA – «Ho il grande rammarico che due emendamenti al Decreto Sviluppo riguardanti l’introduzione dello sportello unico doganale siano stati dichiarati inammissibili alla Camera e che di conseguenza una delle quattro norme a costo zero ritenute prioritarie per far tornare a crescere il nostro Paese, presentate alcune settimane fa al ministro Passera, non possa trovare immediata applicazione». Così il presidente della Consulta per l’Autotrasporto e per la Logistica, Bartolomeo Giachino, ha introdotto i lavori del convegno tenutosi ieri al centro Congressi Cavour di Roma, che segue quelli recentemente svolti a Torino e Bari che avevano per tema “L’ Italia al centro degli scambi del futuro”. In un momento in cui vengono messi in discussione le funzioni di alcune istituzioni statali, in cui si valuta la loro utilità, la loro sostenibilità finanziaria, Giachino, forte anche del recente parere della VIII Commissione del Senato, ha illustrato per sommi capi il lavoro svolto dalla Consulta in questi ultimi due anni e mezzo non negando anche le responsabilità del precedente Governo nel non aver dato subito seguito alle indicazioni che sono venute dagli operatori, dalle realtà locali, avvicinate in più di un centinaio di incontri. «Certo nessuno poteva immaginare le dimensione della crisi che ci ha investito – ha sottolineato l’ex sottosegretario -. Noi continueremo comunque a lavorare per creare le condizioni perché possa essere incrementata l’efficienza logistica del Paese e l’incontro di oggi va proprio in questa direzione».
    Rocco Giordano, presidente del Comitato scientifico della Consulta ha presentato ad una platea gremita in ogni ordine di posto, c’erano parlamentari, rappresentanti delle associazioni del mondo dei trasporti, semplici operatori, alcuni studi, alcuni aggiornamenti, poi illustrati nel corso del convegno riguardanti lo scenario trasportistico europeo e italiano, i costi del non fare efficienza logistica, distribuzione urbana delle merci, l’ottimizzazione della filiera del farmaco, filiera dell’ automotive.
    Giacomo Borruso, direttore Istiee, ha spiegato che durante gli ultimi semestri «c’è stata una sostanziale tenuta del settore trasporti del nostro Paese» per poi passare ad analizzare gli scenari europei che si vanno delineando sia con la definizione dei nuovi corridoi Ten-T che con le ipotesi di sistemi portuali che in Italia vedrebbero ad esempio insieme Genova e Savona, poi La Spezia e Livorno e anche Taranto e Brindisi.
    Andrea Gilardoni, direttore dell’Osservatorio dei “Costi del non fare”, dell’Università Bocconi di Milano, introducendo l’illustrazione dello studio “I costi del non fare il Piano della logistica, ha affermato che «sin dal nostro primo approccio con i “costi del non fare” abbiamo potuto verificare che quelli dovuti ad una non adeguata mobilità erano circa i tre quarti del totale dei costi dell’inerzia del nostro Paese». «Una delle grandi difficoltà del settore della logistica è che ognuna delle sue componenti porta avanti il proprio interesse ed è questo un fatto controproducente vista l’esigenza di fare sistema che è ormai ineludibile, considerato l’obiettivo di eliminare, da qui al 2020, quei 270 miliardi di euro di costi dovuti alla mancata attuazione delle 51 azioni contenute nel Piano della logistica».
    Sergio Pasanisi, amministratore della società Asset, ha presentato il supporto operativo e tecnico specialistico per la messa a sistema e l’ottimizzazione della filiera del farmaco. Il progetto mira alla sperimentazione «di nuovi modelli organizzativi, capaci di creare una concreta, efficace ed efficiente integrazione tra ospedali e territorio, conducendo a coerenza aspetti sanitari, sociali, economici» ha detto Pasanisi.
    «L’ eterogeneità delle norme ed ordinanze dei Comuni causa agli operatori problemi di organizzazione e creazione di migliori opportunità operative» ha spiegato Massimo Marciani, presidente di Fit Consulting, che ha presentato lo studio sul “Processo di filiera e distribuzione urbana delle merci, finalizzato all’attuazione dell’accordo Anci – Consulta per l’attuazione del Piano della logistica». «Abbiamo raccolto ed esaminato – ha detto Marciani – tutte le ordinanze riguardanti le ZTL delle 117 città capoluogo di provincia italiane».
    Del “Processo di ottimizzazione della filiera dell’automotive” si è occupata Ernst&Young e il suo responsabile, Fulvio De Blasi, ha illustrato un modello di simulazione a livello nazionale e regionale che mette in relazione parco circolante, tasse, emissione risparmiate, e altri aspetti le all’autotrasporto.
    Il convegno si è poi sviluppato con gli interventi della platea con un particolare attenzione ai temi della velocizzazione della filiera del trasporto, alla farraginosità dei controlli doganali (De Mari, presidente spedizionieri doganali), alla mancanza in Italia di attività notturna rispetto a quanto accade nel resto d’Europa (Arcese, presidente Anita), alla necessità di coinvolgere sempre più i privati nello sviluppo dei porti (Prete, presidente Autorità portuale di Taranto). I lavori si sono conclusi con l’intervento di Andrea Boitani, membro del Comitato scientifico della Consulta, che ha espresso l’auspicio che nel settore dei trasporti e della logistica «tutte le norme italiane siano completamente sostituite da quelle comunitarie».

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