Proposta Indecente

per superare la crisi, a mio modesto avviso, per le AZIENDE ci sono poche cose da fare:
(1) le AZIENDE non devono fare debiti con le banche (ovviamente chi adesso ha i debiti è in difficoltà, e forse bisognava pensarci prima!) perché le banche, che prima prestavano i soldi per finanziare le aziende, adesso hanno tirato i remi in barca cambiando rotta. Pensare di imporre alle banche di prestare i soldi è, quantomeno, utopistico. Eppure proprio quello dovrebbe essere il loro “lavoro”!
(2) Le AZIENDE devono autofinanziarsi (noi stiamo lavorando, da venti anni, con i NOSTRI soldi). Così facendo ci si libera dal giogo delle banche.
In questo modo si può anche evitare il CAPITALISMO SPECULATIVO (quello di chi, tramite le banche, presta i soldi alle imprese succhiandogli i guadagni).
(3) Le AZIENDE devono poter contare su pagamenti certi e tempestivi (entro il massimo di 30 giorni)
È anche vero che (limitando la propria dipendenza dal CREDITO) le AZIENDE limiterebbero la propria crescita, ma visto che in Italia le aziende, al 97 per cento, sono piccole e medie imprese, non cambierebbe molto rispetto alla situazione attuale.
Il vero grosso problema da affrontare è quello dei pagamenti: le aziende pagano stipendi, tasse e fornitori mediamente a 30 giorni. Se però incassano i crediti dopo anni … ecco che la situazione diventa insostenibile ed anche l’autofinanziamento non basta più.
Ma chi è il peggior pagatore in assoluto?
Lo STATO, lo sappiamo, quindi le aziende dovrebbero scegliere di NON vendere i propri beni e servizi allo Stato.
Così dopo essersi liberate del giogo delle banche, le aziende si libererebbero anche di quel cliente notoriamente inaffidabile.
Noi, nel nostro piccolo, NON offriamo i nostri servizi allo Stato, proprio per non incorrere nei problemi legati ai tardati o mancati pagamenti.
Ecco anche spiegato il perché le aziende italiane (nella maggioranza dei casi) non crescano.
NON potendo contare sul supporto delle banche (che ormai hanno deciso di fare tutt’altro rispetto al loro compito primario che sarebbe quello di prestare soldi alle imprese!) e NON potendo offrire i nostri servizi al mondo “statale”, la crescita (limitata dall’autofinanziamento e dalla mancanza di una grossissima fetta di “clientela”) è ben poca cosa: ecco che continuiamo ad essere una piccola realtà … ma sufficientemente sana per superare la crisi (sempre che lo STATO non decida di massacrarci con TASSE sempre più alte e spropositate).
Insomma, noi non chiediamo aiuto allo STATO, ma solo la possibilità di poter offrire i nostri servizi con la certezza di essere pagati entro 30 giorni (così come avviene nel testo dell’Europa).
In questo modo la crescita sarà automatica.
Se poi le banche si fanno prestare soldi dalla BCE (pagando solo l’uno per cento) per poi investirli in titoli di Stato (incassando così finanche il sette per cento), mi domando quale sia l’utilità (per la nostra amata Italia) di queste operazioni che servono solo ad aumentare il nostro debito.
Non sarebbe meglio togliere di mezzo le banche ed i soldi prestarli (all’uno per cento) direttamente alle aziende … così finalmente le aziende potrebbero crescere ed i benefici (se le aziende crescono, poi pagano più tasse, no?!) sarebbero davvero per la comunità!
Elementare, Watson.
Paolo Federici

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1 Commento

Archiviato in economia, Generale, Idee, Politica, riflessioni

Una risposta a “Proposta Indecente

  1. Giancarlo Giavitto

    Tutto vero !!

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