il giro del fumo (e del denaro)

continuo a leggere appelli per tagliare le spese, ridurre le uscite di denaro pubblico, sospendere eventi già programmati per “risparmiare”.
Nell’immaginazione comune queste operazioni sono considerate utili per il bene della comunità.
Proviamo a vederle da un’altra ottica?
Intanto va detto che il denaro non si crea e non si distrugge, al massimo si trasforma passando di mano da una persona ad un’altra.
Dunque, quando lo Stato spende soldi questi finiscono nelle tasche di chi dà in cambio qualcosa, spesso “lavoro”.
Tagliare le spese nell’istruzione vuol dire ridurre gli stipendi degli insegnanti, oppure ridurre il numero degli insegnanti (in entrambi i casi creando problemi ad un numero considerevole di persone).
Lo Stato non dovrebbe disinteressarsi dei suoi cittadini, quindi avrebbe l’obbligo di migliorare le condizioni di vita degli insegnanti e per farlo dovrebbe “aumentare” gli stipendi ed “aumentare” il numero (leggi: posti di lavoro).
Adesso si parla di sospendere la parata militare del 2 giugno. Quali sono i “costi” per la parata?
Costruire i palchi? Ma per quel lavoro ci sarà un’azienda incaricata la quale “paga” i suoi dipendenti per fare il lavoro. Se il lavoro viene cancellato, quei dipendenti incolpevoli non potranno più essere pagati. Torniamo al discorso degli insegnanti: ha senso colpire gli insegnanti per ridurre le spese? Ha senso colpire i dipendenti di un’azienda che monta ponteggi per risparmiare qualcosa?
I militari che “sfilano” sono pagati sia che stiano in caserma ad “allenarsi” in attesa di un’improbabile guerra, sia che facciano una marcia lungo la strada del Colosseo. Non ci sono costi “extra”. A meno che vogliamo pensare di tagliare lo stipendio o il numero dei militari (così come tagliamo quello degli insegnanti …) per inseguire quel sogno strano del risparmio a tutti i costi.
Alla fine torniamo sempre al dunque, alla panacea di tutti i mail: il risparmio a tutti i costi.
Non costruiamo la TAV, perché costa troppo … creiamo disoccupazione tra gli insegnanti (precari) … cancelliamo eventi programmati da tempo.
Alla fine avremo un popolo sempre più povero, un crollo dei consumi, un aumento della disoccupazione, ma la soddisfazione di poter dire: sì, però abbiamo risparmiato!
Paolo Federici

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