differenza tra costo e prezzo

non avrei mai pensato di dover, un giorno, arrivare a dover spiegare ad un eminente rappresentante del nostro Governo la differenza tra PREZZO e COSTO.
Facciamo qualche premessa: è in atto, da tempo, un aspro confronto tra gli AUTOTRASPORTATORI ed i loro COMMITTENTI.
Gli AUTOTRASPORTATORI sostengono che le TARIFFE che i committenti vogliono pagare siano troppo basse, ma non sono capaci di imporsi determinando loro i PREZZI “equi” (da che mondo è mondo il prezzo lo fa chi VENDE! Se io VENDO un bene oppure un servizio, starà a me determinare il PREZZO! Se lasciamo che i clienti decidano i prezzi, siamo fritti. Se un cliente vuole pagarmi un prezzo troppo basso, posso sempre RIFIUTARMI di eseguire quel trasporto o di cedergli quel bene, o no? Se poi ALTRI decidono di farsi pagare “sottocosto”, il problema sarà loro, o no?).
Quindi siccome gli AUTOTRASPORTATORI si ritengono “vittime” dei committenti hanno pensato bene di rivolgersi al Governo chiedendo che vengano fissate delle tariffe MINIME per legge (a me ricorda tanto i bambini che, incapaci di difendersi da soli, vanno a piangere dalla mamma.).
Negli anni, ho cercato di spiegare come questa NON sia una soluzione: se siamo in un libero mercato, il prezzo lo fa il mercato e la relazione tra domanda ed offerta. Se c’è merce da trasportare per 100 camion ed i camion “sul mercato” sono 1.000, i COMMITTENTI avranno campo libero e troveranno sicuramente chi, pur di fare il lavoro, accetterà qualsiasi prezzo. Ma se ci fosse merce da trasportare per 1.000 camion ed i camion disponibili fossero solo 100, ecco che i prezzi di trasporto salirebbero alle stelle.
Il problema, dunque, è che in Italia ci sono TROPPI camion in giro.
Però non devo spiegarvele io queste elementari leggi di mercato.
Torniamo ai nostri governanti: accondiscendendo alle richieste degli autotrasportatori hanno dato vita alle tariffe minime scatenando le ire dell’Antitrust.
Adesso cercano di correre ai ripari, spiegando (almeno così si legge nella lettera, a firma Mario Torsello, che il Ministero delle Infrastrutture e Trasporti ha trasmesso all’Antitrust) che non si tratta di tariffe minime, ma di COSTI MINIMI.
Cioè, per legge non è possibile eseguire dei TRASPORTI fatturando alla committenza meno di quanto non si paghi.
Cosa ne sappiamo noi di quanto PAGHI un AUTOTRASPORTATORE (se ha appena acquistato un camion nuovo avrà dei “costi” diversi rispetto a chi ha un camion da vent’anni. Se il suo camion consuma molto più gasolio che non quello di un altro, i costi saranno diversi. Se il “padroncino” è anche autista, avrà costi diversi rispetto a chi ha una flotta di cento camion ed ha cento autisti come dipendenti. Se un autotrasportatore fa parte di una cooperativa, avrà costi diversi rispetto a chi opera in proprio. E via discorrendo …)?
E poi, se un autotrasportatore va da Milano a Palermo con il camion “vuoto” per caricare delle arance da riportare al nord … avrà costi ben diversi da chi, invece, si organizza per viaggiare “pieno” in entrambi i sensi di marcia (è lapalissiano!).
Ma, soprattutto, perché una tale legge deve essere valida SOLO per gli autotrasportatori (e solo per quelli italiani)?
TUTTE (e dico TUTTE) le aziende al mondo, in qualsiasi settore siano attive, hanno dei COSTI MINIMI e sta proprio alle capacità di chi le dirige fare in modo che i RICAVI superino i COSTI, altrimenti il loro destino è segnato.
Dunque, per tornare alla spiegazione d’obbligo, leggere che: “l’art 83 bis, infatti, non parla di prezzi o tariffe, ma assai più correttamente di costi, quale limite minimo al di sotto del quale il corrispettivo non può scendere, senza con ciò compromettere la copertura delle spese di esercizio vitali per l’esistenza stessa dell’impresa, con la conseguenza che ne sarebbero compromessi i livelli di sicurezza …” dimostra, se ancora ce ne fosse bisogno, come lassù in alto non abbiano ancora chiara la differenza tra COSTO e PREZZO.
Forse una lezioncina di economia non guasterebbe.
Intanto l’altra mia domanda è sempre senza risposta: che fine hanno fatto i CINQUE MILIONI di EURO che i vari governi succedutisi negli ultimi 10 anni hanno “regalato” al mondo dell’autotrasporto? Nelle tasche di CHI sono finiti?
Paolo Federici

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