L’Italia è sotto ricatto

no, non viene dall’esterno! Il ricatto è INTERNO.
C’è una categoria particolare che tiene l’Italia sotto ricatto da anni, continuando a chiedere soldi a pioggia ai vari Governi che si sono succeduti (siamo arrivati a 5 miliardi di euro “regalati” in dieci anni).
Ha anche ottenuto l’approvazione di una legge ILLEGALE (un ossimoro tutto italiano) per cui in Italia (e solo in Italia) le TARIFFE dell’autotrasporto sono decise per DECRETO LEGGE.
Nonostante tale imposizione sia già stata discussa in Europa, sia già stata considerata ILLEGALE in passato, sia già stata “cancellata” (solo che allora le chiamavano TARIFFE A FORCELLA, ora hanno cambiato nome e le chiamano TARIFFE MINIME).
L’ultimo Stato Europeo che ancora aveva le tariffe dell’autotrasporto stabilite per legge era la Grecia, ma adesso – nonostante la situazione di crisi – la Grecia ha dovuto cancellare quell’imposizione ILLEGALE ed ASSURDA.
Questo perché l’ANTITRUST EUROPEA è intervenuta imponendo la regola valida in tutta Europa (ma ancora disattesa in Italia!).
Resta, insomma, come fanalino di coda, l’Italia.
E le cause legali stanno aumentando vorticosamente: avete chiesto ad un trasportatore un costo di trasporto? Vi ha quotato – ad esempio – un prezzo di 100 e quindi voi gli avete affidato il trasporto, avete ricevuto la fattura per 100 ed avete pagato 100?
Bene, per la legge voi potete essere dei “criminali” .. qualora, secondo calcoli matematici astrusi che nessuno riesce a fare, quel trasportatore, magari dopo sei mesi o un anno, dovesse venirvi a chiedere una somma integrativa.
Quale sarebbe la vostra colpa?
Quella di non esservi informati (voi!) se il prezzo che vi era stato fatto era “giusto”.
Immaginate se una tale concezione di giustizia venissa estesa a TUTTO ciò che è acquistabile: chiedete il prezzo di un televisore, vi dicono 200, pagate 200 … poi dopo sei mesi vengono i carabinieri a bussare alla vostra porta dicendo che siete un criminale perché il prezzo “giusto” avrebbe dovuto essere 300 e quindi voi dovete pagare la differenza!
Andate al supermercato e comprate una confezione di detersivo a 7 euro, poi dopo sei mesi vi ritrovate i soliti carabinieri a reclamare 3 euro di differenza, perché il prezzo “giusto” non era 7 ma 10!
Ma ci rendiamo conto dell’assurdità?
Altro che pagare il “pizzo” alla mafia per lavorare.
Qui dobbiamo pagare il “pizzo” al mondo dell’autotrasporto.
Ed il bello è che NESSUNO ha il coraggio di ribellarsi, perché l’Italia è – l’ho detto e lo ripeto – sotto ricatto, ormai da anni e quindi accettiamo passivamente questa situazione.
Paolo Federici

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Archiviato in denuncia, economia, riflessioni, Trasporti

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