I grandi transatlantici

un articolo del mio amico ammiraglio … Franco Magazzù!

I TRANSATLANTICI – UN’EPOCA SCOMPARSA
Sotto la spinta del forte flusso migratorio, nel 900, i cantieri italiani si specializzarono nella produzione varando una serie di transatlantici, che presto vennero apprezzati in ambito internazionale per la tecnica, la qualità costruttiva e il comfort di viaggio. Motivi legati a fattori di immagine nazionale, esaltati dal regime dell’ epoca, spingevano ad una competizione tecnologica, poi rivelatasi vittoriosa, con i cantieri inglesi e tedeschi che fino ad allora avevano dominato la navigazione oceanica.
I transatlantici erano suddivisi in “classi”: la prima era destinata ai turisti, ai viaggiatori per diletto, la seconda ai viaggiatori professionali, mentre la terza era destinata agli emigranti, talvolta costretti a viaggiare in condizioni di grave disagio, stipati sottocoperta ed ammessi a spazi esterni ristretti e rigorosamente separati dal resto.
Queste navi erano studiate per poter fronteggiare le condizioni di mare e climatiche tipiche dell’oceano, avevano un elevato dislocamento (peso) ed erano dotate di un potente apparato motore per coprire in tempi brevi la traversata. Solo per nominare alcune vecchie glorie: Conte Grande, Duilio, Roma, Augustus, Rex, Conte di Savoia, Saturnia, Vulcania, Oceania, Nettunia….
A parte la misera condizione riservata agli emigranti, a bordo venivano offerte condizioni di estremo lusso per i viaggiatori più abbienti: piscine, verande, campo da tennis/palla a volo, tiro al piattello, saloni da ballo, negozi, ricchi menù, un servizio ineccepibile, un lungo ponte passeggiata in teak.
Nel dopoguerra, tra le principali società di navigazione da passeggeri italiane, ricordiamo:
– La Italia – Società di Navigazione, conosciuta anche più semplicemente come Società Italia, affermata nel mondo dello shipping internazionale con il nome di Italian Line, è stata la Compagnia di bandiera. Nacque dalla Italia Flotte Riunite fondata durante il Fascismo, nel 1932, che riunì, sotto un’unica insegna armatoriale, le tre principali compagnie di navigazione dell’epoca: la Navigazione Generale Italiana di Genova, la Lloyd Sabaudo di Torino e la Cosulich di Trieste. La sede della compagnia era situata in Piazza de Ferrari a Genova, con filiali anche nelle principali destinazioni all’ estero; fu fondata, oltre che per motivazioni politiche, anche per una questione di prestigio internazionale allo scopo di avere un’unica compagnia di Stato per le rotte transatlantiche. La Società è stata attiva, in prima persona, fin verso il 1980.
– Lloyd Triestino, che nacque nel 1836 sotto l’impero Asburgico ed è fra le più antiche Compagnie di Navigazione del mondo. La sua sede centrale si trova a Trieste. Il Guglielmo Marconi ed Il Galileo Galilei furono due splendide unità appartenenti a questa Società. Dal 1998 la società fa parte del gruppo Evergreen.
– Costa Armatori, fondata nel 1854 a Genova da Giacomo Costa con la denominazione Giacomo Costa fu Andrea s.n.c., inizialmente commerciava e trasportava olio d’oliva e tessuti. Ricordiamo alcuni dei suoi transatlantici: Enrico C. – Federico C. – Anna C. – Franca C. – Eugenio C.(Quest’ultima unità, nata da un progetto migliorato del Marconi e Galilei, è stata il più grande passeggeri costruito in Italia da un armatore privato). Oggi la Società è attiva nel settore croceristico con 15 navi e fa parte del marchio Carnival.
– La Flotta Lauro, dell’allora Senatore partenopeo Achille Lauro, di cui ricordiamo L’ Angelina Lauro e L’Achille Lauro, questo secondo passeggeri coinvolto in un incidente di terrorismo nel 1985.
– La MSC Crociere, che ne ha raccolto il testimone, è attualmente l’unica grande compagnia, dedita al mercato delle crociere, a capitale interamente italiano. Ha sede a Ginevra ed opera con 11 unità.
– Home Line: che è stata una Società che ha operato sia nell’ambito della linea che in quello delle crociere. La compagnia fondata nel 1946, ha cessato nel 1988 entrando nel gruppo Holland America Line. Sebbene basata in Genova, fu una società di respiro internazionale con navi registrate sotto bandiera Panamense. Le sue migliori unità furono: – Oceanic – Doric – Atlantic – Homeric (divenuto poi Costa Europa).
I principali porti nazionali per transatlantici, con stazioni marittime dedicate, erano Genova, Napoli e Trieste.
Le linee di navigazione, che si dipartivano dall’ Italia in relazione di traffico passeggeri col resto del mondo erano:
– Le tre linee con le Americhe (Nord, Centro e Sud – ove la più prestigiosa era la Genova-New york, immagine di efficienza e celerità, una mezzora di ritardo ingiustificato nella traversata era un’ onta per un Comandante);
– Le rotte per l’Africa Orientale ed Occidentale;
– La linea di collegamento con l’Estremo Oriente, in particolare con India, Cina e Giappone;
– Il collegamento con l’Australia e la Nuova Zelanda.
Durante la seconda guerra mondiale molti transatlantici vennero requisiti ed adibiti al trasporto truppe o trasformati in navi ospedale .
L’attività di queste grandi navi, nonostante l’incipiente competizione con l’aereo, riprese nel primo dopoguerra con nuovo slancio, raggiungendo l’apogeo con navi sempre più grandi, efficienti e lussuose.
Infatti, dopo il successo del REX, la cantieristica nazionale continuò a far scuola nel mondo, ricordiamo Giulio Cesare, Augustus, Cristoforo Colombo, le nostre erano considerate le carene più eleganti e veloci del mondo, ma alcune di queste unità furono veramente sfortunate: L’ Andrea Doria, nel luglio del 1956, entrò in collisione ed affondò a poche miglia da New York, la Leonardo da Vinci, tanto apprezzata dagli Americani anche per le crociere nei Caraibi, posta in disarmo a La Spezia e poi, nel luglio 1980, agonizzante sotto i nostri occhi in un immane rogo. Per poi giungere all’estinzione della specie con Michelangelo e Raffaello, varate negli anni sessanta e considerate fra le navi più eleganti e lussuose sui mari del mondo, vennero poste entrambe in disarmo a La Spezia, nel canale di Portovenere.
La crisi economica, il rincaro dei carburanti, la carenza di passeggeri, avevano portato i costi di esercizio a livelli insostenibili e furono vendute a soggetti stranieri. Se ne andarono verso la loro ultima destinazione navigando in un mare di polemiche e rimpianti.
Nello scenario del trasporto passeggeri l’aereo aveva vinto, il flusso migratorio si era assottigliato, ed il mercato croceristico non era ancora così affermato quale vacanza di massa come ai giorni nostri.
Le due navi furono destinate in Persia ad usi militari. La Raffaello fu bombardata e affondata durante la guerra Iran – Iraq, la Michelangelo venne smantellata all’inizio degli anni novanta in Pakistan.
Il ricordo dei nostri transatlantici, orgoglio della qualità produttiva della cantieristica nazionale, oggi di gran lunga superati in dimensioni dalle moderne navi da crociera, ma sicuramente non in raffinatezza, lusso e velocità, rimarrà sempre indelebile nella memoria del mondo della marineria, simbolo di un’epoca scomparsa, fatta di progresso tecnologico, di efficienza e di primati, che ha lasciato un’ impronta, caratterizzata anche dallo stridere dell’indigenza dei passeggeri di terza classe a fronte dell’ agiatezza della prima classe.
La Spezia, 18 ottobre 2011 C. Amm. (cp) r. Franco MAGAZZU’

1907 SALA PRANZO 1A CL PIROSCAFO TOMASO DI SAVOIASALA DA PRANZO DEL TOMASO DI SAVOIA

1932 GENOVA IL  REX SI AVVIA ALLE PROVE DI MACCHINAIL REX SI AVVIA ALLE PROVE DI MACCHINA

1957 SESTRI PONENTE  VARO DEL FEDERICO CVARO DELLA FEDERICO C

EUGENIO CEUGENIO C

TURBONAVE FEDERICO C.FEDERICO C

TURBONAVE GUGLIELMO MARCONIGUGLIELMO MARCONI

TURBONAVE LEONARDO DA VINCI IN CROCIERA PASSA IL CANALE DI PANAMALA LEONARDO DA VINCI PASSA IL CANALE DI PANAMA

WINTER GARDEN PIROSCAFO TOMASO DI SAVOIAIL PIROSCAFO TOMASO DI SAVOIA

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