il “FORUM” della Logistica

ho partecipato al “forum della logistica” (tenutosi ieri, al Centro Congressi della Fiera di Milano) ed ho ascoltato, con attenzione, il discorso del Ministro delle Infrastrutture e Trasporti, onorevole Altero Matteoli.
Ha detto, molto chiaramente, che NON CI SONO SOLDI, quindi le infrastrutture, necessarie all’Italia per crescere, lo STATO non le può costruire.
A scuola mi avevano insegnato che, con le tasse, lo STATO costruisce strade, ponti, scuole e ospedali.
Oggi vedo che strade e ponti non se ne costruiscono più (lasciamo un attimo da parte la polemica sul “ponte” per eccellenza), le scuole sono solo oggetto di tagli e gli ospedali … pure.
A questo punto mi chiedo cosa ci facciano con le mie tasse, oltre che spartirsele in emolumenti e prebende tra migliaia di privilegiati (a partire dai parlamentari, per finire alle migliaia di “occupatori di poltrone” nelle regioni e nelle province).
Ma, tornando al mondo del trasporto, dico che se il Ministero dei Trasporti non ha soldi per COSTRUIRE strade, porti, aeroporti, infrastrutture in genere … allora tanto vale chiuderlo: ha senso tenerlo aperto solo per pagare un Ministro che (volente o nolente) NON può fare il suo lavoro?
Poi però leggo che il progetto del ponte sullo stretto (e quello della “TAV”) devono andare avanti.
Allora forse il problema non è che NON ci siano soldi, ma che quelli disponibili sono stati impegnati in maniera (forse) impropria!
Se si spendono per certi progetti (magari non prioritari), è chiaro che poi non ci siano fondi per “altri” progetti (magari più urgenti e necessari).
Come dire, siccome ho speso i soldi per andare allo stadio, stasera non ho soldi per dare da mangiare alla mia famiglia.
La soluzione mi pare ovvia.
Sempre Matteoli ha poi affermato che ci vorrebbe una gran dose di coraggio per chiudere porti ed aeroporti in eccesso (in Italia abbiamo “troppi” porti e “troppi” aeroporti: la concentrazione e le sinergie sarebbero altamente necessari). Ma Don Abbondio Matteoli quel coraggio non lo ha. E lo confessa amabilmente.
Poi ha preso la parola il presidente di Conftrasporto (la maggiore associazione degli autotrasportatori italiani) il quale ha puntualizzato come in Italia il 94 per cento del trasporto venga fatto via strada.
Quasi un vanto (dal suo punto di vista) per un settore che continua ad attingere alle casse dello Stato (solo nell’ultimo anno hanno portato a casa un miliardo di euro!).
E pensare che proprio il fatto di essere “assoggettati” alla necessità di muovere le merci via strada è uno dei maggiori handicap dell’Italia (infatti nel resto dell’Europa la crescita è anche una realtà grazie al combinato, al trasporto ferroviario, fluviale, marittimo …).
In compenso, nell’elogiare l’operato del Governo (il riferimento specifico è al Piano Generale della Logistica) ha richiesto la nomina di un nuovo sotto-segretario con delega esclusiva all’attuazione del Piano stesso.
Se Berlusconi adesso avrà bisogno di “comprarsi” un altro voto nominando un nuovo sotto-segretario, l’assist gli è arrivato per tempo.
Paolo Federici

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3 commenti

Archiviato in economia, Politica, riflessioni, Trasporti

3 risposte a “il “FORUM” della Logistica

  1. PaoloFederici

    oggi sul "MESSAGGERO MARITTIMO"

    Matteoli: «Non si possono realizzare
    infrastrutture con i soldi dello Stato»

     

    Matteoli e Giachino

    MILANO – «Non si possono più realizzare in Italia infrastrutture con i soldi dello Stato»: con queste parole il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Altero Matteoli, ha fatto chiarezza intorno ad uno degli elementi che tutti indicano come prioritario per stimolare la crescita del Paese. «Occorre far ricorso al project financing coinvolgendo i privati, dando loro norme e tempi certi» ha aggiunto il Ministro. Questo è uno dei passi più significativi del suo intervento svolto ieri durante il terzo Forum internazionale della logistica e dell’autotrasporto tenutosi alla Fiera di Milano.
    Diviso in più sessioni il forum nella mattinata è stato dedicato agli Stati generali della logistica e dell’autotrasporto. Ad aprire i lavori il saluto degli amministratori lombardi. «Con grande orgoglio – ha detto Raffaele Cattaneo, assessore alle Infrastrutture e alla Mobilità della Regione Lombardia – ospitiamo questo appuntamento. Dove, se non da qui, può partire uno sviluppo della logistica in Italia. La Lombardia è la regione che concentra un terzo del traffico combinato del Paese e da cui ogni settimana partono 630 treni intermodali».
    «Sentiamo la responsabilità di sostenere questo settore puntando sul potenziamento delle infrastrutture con un approccio più concreto, con meno convegni e più cantieri. Lanciando anche un nuovo metodo di lavoro nell’ambito del quale abbiamo costituito gruppi di lavoro cui partecipano gli operatori, le Fs, e che su temi concreti quali le infrastrutture con un censimento dei piccoli interventi infrastrutturali necessari ad eliminare i colli di bottiglia; sulla semplificazione con l’apertura, ad esempio, dello sportello unico doganale a Malpensa; sulla city logistics». Per favorire ancora lo sviluppo dell’intermodalità «Fs deve davvero lasciare spazio al mercato» ha concluso Cattaneo.
    Dopo l’intervento dell’europarlamentare Carlo Fidanza, membro della Commissione trasporti europea, che ha ricordato il nuovo assetto dei corridoi europei, il professor Andrea Boitani ha presentato uno studio dedicato alle “Infrastrutture e logistica per lo sviluppo” commissionato dalla Fiera di Milano. Lo studio ha analizzato vari temi quali l’evoluzione dei veicoli, le politiche infrastrutturali, l’innovazione tecnologica, le nuove normative e le nuove regole e politiche di intervento per il settore.
    La tavola rotonda seguita alla presentazione dello studio ha visto la presenza di numerosi operatori. Tra questi anche l’amministratore delegato di Fs, Mauro Moretti che ha evidenziato come il Gruppo oggi è avviato vero il pari di bilancio che è fissato per il 2013 e che molto probabilmente sarà già raggiunto nel 2012. «Funzionavamo da ammortizzatore sociale. Si fatturava un miliardo di euro e se ne perdavano 800 milioni. Quest’anno la perdita stimata è di 100 milioni». Ci siamo concentrati sugli assi forti, quelli che coincidono con i corridoi europei – ha proseguito – tagliando linee e scali non produttivi. «La nostra parte industriale è maggiormente concentrata nella Pianura Padana». Ed a proposito dei porti Moretti ha detto che sono troppi quelli in cui lo Stato investe. «Ne bastano dieci e forse anche meno. E lo stesso vale per i terminal e gli interporti. Dobbiamo mettere i soldi là dove si può moltiplicare il valore…. Oggi siamo un’impresa vera che può competere con chiunque».
    Il presidente di Assologistica, Nereo Marcucci, partendo dalla considerazione che si ragiona «sempre in termini emergenziali» si è detto convinto della necessità «di creare una maggiore concentrazione verso i porti, interporti, piastre ferroviarie per ottenere una consistente massa critica di domanda. Bisogna ottimizzare ciò che già esiste».
    Il ministro Matteoli, rispondendo a Moretti, ha affermato che, pur essendo un ragionamento corretto, non è percorribile la strada di concentrare gli investimenti solo su dieci porti. «Nessun ministro con un po’ di buon senso farebbe una cosa del genere».
    Paolo Uggè, figura storica dell’autotrasporto italiano, vicepresidente Confcommercio e presidente Fai Conftrasporto, ha ricordato come «il Piano dei Trasporti e della Logistica, che noi condividiamo, dà risposta a tutte le istanze del settore. Deve diventare uno strumento vincolante di governo della logistica» ritenendo opportuna «la creazione di un sottosegretariato ad hoc che coordini quanto fissato nel Piano». «Dobbiamo dare gamba alle cose che là sono, che si possono realizzare. Il Governo dal punto di vista normativo ha fatto quasi tutto. Ora bisogna dare corso all’attuazione di quei punti».
    A concludere i lavori della sessione è stato il sottosegretario alle Infrastrutture e Trasporti, nonché presidente della Consulta dell’Autotrasporto e della Logistica, Bartolomeo Giachino. Partendo dalla situazione di crisi internazionale cui ha dovuto far fronte negli ultimi tre anni il Governo, Giachino ha rivendicato il merito di aver saputo gestire le criticità del settore autotrasporto senza creare danni all’economia del Paese. «Un settore tra i più difficili al quale abbiamo aumentato le risorse. In questa legislatura i finanziamenti a pioggia sono diminuiti drasticamente. Purtroppo, sempre in questo periodo, non ho sentito alcuna proposta migliore di quelle che abbiamo messo in campo. Sono sempre pronto ad accogliere idee migliori. Ora dobbiamo attuare le 51 azioni previste dal Piano della logistica». Il Sottosegretario ha poi fatto riferimento alla legge di riforma degli interporti spiegando che il testo presentato dall’on. Silvia Velo è stato integrato e migliorato inserendo due aspetti importanti: l’intermodalità e le piastre interregionali. «Speriamo che dopo il passaggio in Commissione la riforma possa essere approvata da uno dei rami del Parlamento entro il mese di Novembre».

  2. anonimo

    ma perchè ci vai a queste inutili conferenze? a che servono? a sapere quello che già conosci? e cioè che ogni lobby fa i propri interessi?
    dovreste disertarle tutte o perlomeno non invitare i ministri papponi che ci ritroviamo.
    Poi Matteoli è particolarmente inadatto (diciamo così) a ricoprire qualsiasi ruolo.
    Qui si perde un gran tempo a riunirsi, (questo anche nelle grandi aziende) e non si lavora.
    Quando sento che i capoccia sono in riunione mi saltano i nervi…ahh, come finiremo!
    marco

  3. PaoloFederici

    caro Marco
    io cerco di informarmi e di registrare suggerimenti e/o critiche

    Così poi da "relazionare" i miei lettori (che non sono pochi!)
    Paolo

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