DOGANA ITALIANA … ahi ahi ahi!

continuo a ricevere telefonate (e mail!) da clienti arrabbiati per le problematiche legate alle loro importazioni (ma anche “esportazioni”!).
Si sfogano con me … per i problemi causati loro da un ente statale: la DOGANA!
Eh, sì, perché la DOGANA ITALIANA “interpreta” le leggi Europee in maniera diversa dagli altri Stati Europei (ovviamente in maniera ben più vessatoria!): come faccio a spiegarlo ad un giapponese? Per loro la legge Europea è una legge UGUALE in tutta Europa! E invece no.
I controlli SANITARI in Italia sono “diversi” rispetto agli stessi controlli sanitari negli altri Stati Europei. Addirittura cambiano da città a città (in Italia). Andiamolo a spiegare ad un americano! Mi sono trovato con merce arrivata via Rotterdam per la quale secondo l’Olanda NON era necessaria l’ispezione sanitaria, invece secondo l’Italia … sì! Solo che il controllo NON poteva essere fatto a Milano, in quanto va fatto nel PORTO di entrata. Ma se a Rotterdam (porto di entrata) il controllo NON lo fanno (perché la legge Europea non lo prevede) ed a Milano lo pretendono, cosa si può fare?
Portare la merce a Genova e fare finta che sia sbarcata là.
Così si può fare il controllo (al porto) e tutti sono contenti.
Assurdo, ma purtroppo questa è la realtà con la quale dobbiamo confrontarci.
Le regole (ad esempio, quelle per il Deposito IVA) continuano a cambiare a suon di circolari scritte in burocratese (con contraddizioni plateali tra quanto impone Roma e quanto decide Milano. Tra quanto fa Venezia e quanto invece dispone La Spezia). E noi a sudare le classiche sette camicie per spiegarlo ai nostri corrispondenti esteri.
I controlli RADIOMETRICI in Italia sono tutt’altro rispetto ai controlli che vengono fatti in Olanda o in Germania. Non solo per quanto riguarda le procedure, ma anche – e soprattutto – per quanto riguarda i costi. Fare un controllo radiometrico in porto può costare da 200 a 1.500 euro. In che cosa consiste la differenza? Nessuno lo sa: è una questione che rimanda al sesso degli angeli.
Per non parlare dei ritardi (di settimane, ormai) per far eseguire un controllo radiometrico. Ritardo che ovviamente comporta anche spese di sosta … non previste. Sia chiaro, non è che in Nord Europa non facciano i controlli: solo che li fanno velocemente ed a costo zero per l’importatore.
E poi ci sono i controlli sull’origine della merce (la famosa questione del MADE IN ITALY), che vengono fatti solo per la merce che ENTRA in Europa da un porto Italiano. Se la stessa merce (destinata comunque in Italia) ENTRA in Europa da un porto NON italiano, non ci sono controlli. Sarebbe come avere una botte che perde da 10 buchi e tapparne uno solo. Non serve proprio a niente (se non a TOGLIERE lavoro ai porti italiani, in favore degli altri porti Europei: a me ricorda il caso classico del marito che per far dispetto alla moglie … si evira!).
Ma, a sentire i massimi vertici della Dogana, viviamo nel Paese con la Dogana più efficiente!
Ah, ormai siamo a novembre ma i pagamenti dei dazi continuiamo a farli portando assegni circolari in Dogana. Il “conto” in banca non sono ancora stati capaci di aprirlo (e dal giorno in cui è stata promulgata la legge sono passati più di venti anni! Ma ci rendiamo conto, venti anni per NON essere capaci di aprire un conto in banca!)
Cosa potrà succedere ancora di peggio?
Paolo Federici

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2 commenti

Archiviato in dogana, economia, Trasporti

2 risposte a “DOGANA ITALIANA … ahi ahi ahi!

  1. anonimo

    Buongiorno sig. Federici,
    ho letto adesso il suo Blog…e, in qualità di titolare di una casa di spedizioni di Trieste, non posso fare altro che confermare tristemente ogni sua parola.
    E sa perchè ho trovato il suo blog?? perchè visto che dal 13 settembre 2011 non ho più potuto introdurre merce pc terzi nel mio Dep.Iva, che da anni "stipendiava" due miei dipendenti…ora mi ritrovo a "cercare" qualsiasi altra alternativa prima di dover licenziare qualcuno! questo perchè cmq come società abbiamo deciso di non fare noi una garanzia per terzi, e perchè gli importatori purtroppo non vogliono farla a loro volta!!! preferendo, in alcuni casi, mandare i camion da Trieste in Slovenia, trasbordare la merce, e fare là l'imissione in libera pratica!!! ovviamente sempre a discapito dei Porti Italiani!!!
    Vabbè , depositi iva a parte, ci siamo accorti che siamo costretti a fare tra i 5 ai 10 controlli radiometrici al giorno…con un costo notevole. Le volevo  chiedere se lei sa che qualifica bisogna avere per poter fare i controlli, oltre alla "macchinetta"rilevatrice ovviamente. Così, solo come idea, magari sarebbe un'alternativa valida poterceli fare da soli e per il momento tamponare la ferita lasciata dalla mancanza dei dep.iva.

    la ringrazio infinitamente,
    Federica

     

  2. PaoloFederici

    cara Federica
    intanto diamoci del tu … visto che siamo tutti "sulla stessa barca"
    La mia intenzione è quella di raccogliere il contributo di chi lavora nel settore per preparare un "rapporto" dettagliato da sottoporre ai responsabili delle Dogane e del Ministero delle Entrate.
    Già ci stiamo muovendo in parecchi, per cui il tuo contributo è importantissimo.
    Anche la domanda di chiarimento su "chi" sia titolato a fare i controlli radiometrici è interessante: proverò ad informarmi a mia volta
    Grazie e continua a leggermi
    Paolo 

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