commissione trasporti: cosa bolle in pentola!

ieri sera, a Milano, il Propeller Club ha incontrato alcuni rappresentanti della Consulta e della Commissione Trasporti della Camera, per discutere sul tema “Le attività della Consulta e della Commissione Trasporti e Infrastrutture della Camera, quali piani e quali priorità, valutazione e confronto con la situazione europea”
Avrebbe dovuto esserci il Presidente (Mario Valducci) ma impegni urgenti gli hanno impedito di partecipare.
Però c’erano il sottosegretario Bartolomeo Giachino e l’onorevole Vincenzo Garofalo.
Giachino ha invitato i partecipanti a sottoporre delle domande, ed io non mi sono fatto sfuggire l’occasione: “mi ero presentato per fare le domande all’onorevole Valducci, e per l’occasione ho qui un elenco in otto punti, per segnalare alcuni problemi e, contestualmente, proporre le soluzioni. Avevo fatto anche una cosina simpatica, usando un acronimo sia nella parte dei problemi che in quella delle soluzioni. In entrambi i casi le iniziali formano proprio il cognome Valducci. Se avessi saputo che venivano Giachino e Garofalo, magari avrei fatto in modo di mantenere le otto domande usando acronimi diversi, ma il succo non sarebbe cambiato. Ecco comunque i problemi:
Vincoli per “Pagamenti Dazio e Iva”
Abolizione “Deposito IVA”
Legge “black list”
Doppi “Controlli Doganali”
Unico paese con legge del “Made IN”
Compilazione “Scheda di trasporto”
Complicazioni doganali
Intrastat: “anche per i servizi”
Ed ecco le soluzioni “immediate” (a costo zero, come suol dirsi)
Velocizzare pagamenti: aprire un c/c
Autorizzare il “Deposito fiscale”
Liberalizzare traffici
Delegare le Dogane dell’interno
Unificare la legge Europea
Cancellare la “Scheda di Trasporto”
Concretizzare lo “Sportello Unico”
Invalidare il sistema “Intrastat”
Chi legge con assiduità il mio blog, ci ritroverà tutti i miei cavalli di battaglia che, alla fin fine, si riducono ad una semplicissima domanda: “l’Italia è parte dell’Europa, sì o no?”
Perché quelle OTTO regole burocratiche che rallentano il nostro operato ce le abbiamo solo noi italiani.
Eliminarle vorrebbe dire riportare l’Italia in Europa.
Perché invece continuiamo a burocratizzare il paese anziché andare verso la liberalizzazione?
La risposta di Giachino non si è fatta attendere: “queste questioni non riguardano l’attività della Commissione Trasporti ma vanno poste al Ministero dell’Economia, in parte, ed all’Agenzia delle Dogane, per gli altri punti”
Ne prendiamo atto !
In effetti noi rivolgiamo queste domande al sottosegretario GIACHINO perché è l’unica persona disponibile ad ascoltarci e che ha a cuore lo sviluppo della logistica e del trasporto in Italia .
La realtà è che mentre il Ministero dei Trasporti cerca di rivitalizzare un settore si in crisi, ma con ampie possibilità di ripresa, che da solo potrebbe far crescere il PIL, il Ministero dell’Economia e l’agenzia delle Dogane continuano ad emanare norme restrittive e penalizzanti per le nostre imprese.
Siamo tutti convinti che si debbano combattere frodi e evasione fiscale ma non con norme che penalizzano proprio le imprese che dovrebbero essere protette.
E quindi ora giriamo le nostre domande ai diretti interessati (onorevole Alberto Giorgetti, Sottosegretario al Ministero dell’Economia e Finanze – dott. Giuseppe Peleggi, direttore dell’Agenzia delle Dogane)
Paolo Federici
p.s.: per quanto riguarda invece la puntualizzazione del sottosegretario circa l’aver fornito io dei numeri sbagliati, riferendosi ad un mio articolo nel quale scrivevo che i finanziamenti per l’autotrasporto, quest’anno, sono arrivati ad un miliardo di euro, posso solo dire che io il dato lo ho preso da un’intervista rilasciata proprio da Giachino tre settimane fa e presente sul sito dell’INAIL nonché su quello di LIBERO:

2 commenti

Archiviato in economia, Trasporti

2 risposte a “commissione trasporti: cosa bolle in pentola!

  1. anonimo

    .ben poco deve essere aggiunto alle tue parole; si tratta semplicemente di attendere le riposte che tarderanno ad arrivare, sempre per colpa degli altri ministeri, mentre andremo sempre + a fondo. D'altronde che destino diverso ci potremmo aspettare per mano di gente che non ricorda neppure le cifre che "dovrebbe" aver messo a budget? O forse anche qui è colpa di altri (Inail, Libero) che non hanno riportato le cifre giuste??! La colpa è sempre di altri, la crisi sempre + delle ns. aziende. 
    Tommaso

  2. anonimo

    Dovreste chiedere  al ministro per le semplificazioni Calderoli

    Il suo è un metodo infallibile, cancellare e bruciare!!

    Lucia

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