la legge “NON” è uguale per tutti?

se un ufficio DOGANALE “interpreta” una legge in un modo ed un altro ufficio DOGANALE interpreta quella stessa legge in un ALTRO modo, cosa possiamo fare?
Prendere il TESTO ed esaminarlo, utilizzando quella cosa che abbiamo in comune (la lingua italiana) e vedere di capire quale sia le versione giusta.
Dunque, dobbiamo IMPORTARE un macchinario che viene spedito dall’estero per sostituire (in garanzia) analogo macchinario non funzionante. Ovviamente il macchinario NON FUNZIONANTE sarà rispedito (RI-ESPORTATO) al mittente.
Le legge (Direttiva 78/1018/CEE del Consiglio, del 27 novembre 1978, relativa all’armonizzazione delle disposizioni legislative, regolamentari ed amministrative concernenti il regime degli scambi “standard” di merci esportate per riparazione) dice che:

PER REGIME DEGLI SCAMBI “STANDARD” S’INTENDE IL REGIME DOGANALE CHE CONSENTE D’IMPORTARE, IN ESENZIONE TOTALE O PARZIALE DAI DAZI ALL’IMPORTAZIONE, DEI PRODOTTI IN SOSTITUZIONE CHE SI SOSTITUISCONO ALLE MERCI DI OGNI SPECIE ED ORIGINE ESPORTATE FUORI DEL TERRITORIO DOGANALE DELLA COMUNITA PER ESSERE RIPARATE, COMPRESI IN TALE NOZIONE IL RIATTAMENTO E LA MESSA A PUNTO, IN APPRESSO DENOMINATE “MERCI D’ESPORTAZIONE”.

I PRODOTTI DI SOSTITUZIONE POSSONO ESSERE IMPORTATI, ALLE CONDIZIONI STABILITE DALLE AUTORITA’ COMPETENTI, IN VIA ANTICIPATA RISPETTO ALL’ESPORTAZIONE DELLE MERCI D’ESPORTAZIONE.

Ora, a me sembra chiaro che le parole “CONSENTE D’IMPORTARE, IN ESENZIONE TOTALE O PARZIALE DAI DAZI ALL’IMPORTAZIONE, DEI PRODOTTI” significhi CONSENTE D’IMPORTARE, IN ESENZIONE TOTALE O PARZIALE DAI DAZI ALL’IMPORTAZIONE, DEI PRODOTTI.

E che “I PRODOTTI DI SOSTITUZIONE POSSONO ESSERE IMPORTATI” significi I PRODOTTI DI SOSTITUZIONE POSSONO ESSERE IMPORTATI.

Ma il funzionario doganale dice che quella normativa si applica solo all’ESPORTAZIONE.

E che per l’importazione si deve pagare DAZIO ed IVA!

Io posso capire che venga chiesta la garanzia del pagamento del DAZIO e dell’IVA qualora non avvenisse, entro un ragionevole lasso di tempo, l’esportazione del macchinario danneggiato … ma NON capisco come si possa sostenere che QUELLA normativa non è applicabile al nostro caso!

Tra l’altro sulla questione è intervenuta ancora la CEE (con il REGOLAMENTO (CEE) N. 2473/86 DEL CONSIGLIO del 29 luglio 1986) che scrive:

considerando che occorre prevedere un sistema di esenzione parziale o totale dai dazi all’importazione applicabili ai prodotti compensatori o alle merci che si sostituiscono ad essi, onde evitare che siano tassate le merci esportate dalla Comunità a fini di perfezionamento

Alle condizioni previste dal presente regolamento e fatte salve le disposizioni specifiche applicabili al sistema degli scambi standard previsto dal titolo IV e fermo restando l’articolo 22 del regolamento (CEE) n. 1999/85, il regime di perfezionamento passivo consente di esportare temporaneamente merci comunitarie fuori del territorio doganale della Comunità al fine di sottoporle ad operazioni di perfezionamento e di immettere i prodotti compensatori risultanti da tali operazioni in libera pratica nel territorio doganale della Comunità in esenzione totale o parziale dai dazi all’importazione.

L’autorità doganale consente che i prodotti di sostituzione siano importati in via anticipata rispetto all’esportazione delle merci di temporanea esportazione, alle condizioni da essa stabilite (importazione anticipata).

L’importazione anticipata di un prodotto di sostituzione comporta la costituzione di una garanzia a copertura dell’importo dei dazi all’importazione. Tale garanzia è svincolata previo pagamento dei dazi all’importazione esigibili.

Possiamo dire che NON ESISTE ALCUN DUBBIO sulla concessione che fa il legislatore: L’IMPORTAZIONE ANTICIPATA E’ POSSIBILE, L’ESENZIONE DAL PAGAMENTO DI DAZIO ED IVA PURE ED IL TUTTO E’ ASSOGGETTATO ALLE REGOLE DEGLI SCAMBI STANDARD!

Paolo Federici

Annunci

6 commenti

Archiviato in dogana, riflessioni, Trasporti

6 risposte a “la legge “NON” è uguale per tutti?

  1. anonimo

    Complimenti per il blog, che seguo sempre con interesse. Mi permetto di fare però una precisazione riguardo questa vicenda. Il funzionario doganale non ha tutti i torti. I 2 attti normativi comunitari citati (Direttiva 78/1018/CEE e Reg. N. 2473/86) sono stati entrambi abrogati. La materia è regolata ora direttamente dal Codice Doganale Comunitario all'art. 154 (paragrafo 4), il quale prevede che "L'autorità doganale consente che i prodotti di sostituzione siano importati, alle condizioni da essa stabilite, prima dell'esportazione delle merci di esportazione temporanea (importazione anticipata)…". In sostanza, il sistema degli scambi standard da lei citato si applica solo se le merci (e quindi il macchinario, nel suo caso), vengono TEMPORANEAMENTE ESPORTATE per essere riparate, per poi essere nuovamente reintrodotte. In questo caso viene ammessa l'importazione per equivalenza di prodotti di sostituzione uguali, ma non mi sembra il suo caso, avendo voi dichiarato la riesportazione definitiva dello stesso. Il sistema degli scambi standard nel suo caso poteva essere utilizzato se dichiaravate l'esportazione temporanea del macchinario guasto seguita dall'importazione del macchinario sostitutivo (con costituzione della garanzia a copertura dei relativi dazi gravanti sullo stesso). Nulla vi avrebbe impedito di chiedere in seguito all'ufficio doganale competente l'autorizzazione a che l'esportazione temporanea fosse convertita in definitiva.
    Saluti
    Danilo

  2. PaoloFederici

    grazie Danilo
    quello che so io è che analogeh operazioni sono state fatte in altri paesi europei SENZA alcun problema
    L'Italia dunque NON è in Europa?
    🙂
    Paolo

  3. anonimo

    Non discuto sul fatto che le prassi applicative delle dogane cambiano di stato membro in stato membro. Sono d'accordo, ma io dico solo che il sistema degli scambi standard si applica solo per i prodotti che vanno rimandati indietro per essere riparati o ripristinati nello stato originario e non anche per quelli rimandati indietro definitivamente (cioè riesportati). Tanto è vero che la sua utilizzazione viene esclusa per i beni della politica agricola comune (PAC), proprio perchè questi ultimi, trattandosi di prodotti agricoli, non possono essere "riparati". Questo vale in tutti e 27 gli stati membri, in quanto la normativa del Codice è chiara e non necessita di interpretazioni particolari. Nel vostro caso, l'importatore doveva richiedere un'autorizzazione all'ufficio doganale competente ad avvalersi di questo schema, redatta sul modulo di cui all'allegato  67 delle DAC, dichiarando l'intenzione di procedere alla temporanea esportazione per scopo di riparazione del macchinario (e non alla sua esportazione definitiva, come leggo nel messaggio qui sopra), con l'importazione di un prodotto sostitutivo dalle caratteristiche assolutamente analoghe (stesso codice NC, stesso stato di usura di quello esportato, ecc. con la possibilità che la dogana avesse acconsentito alla sua sostituzione con un prodotto nuovo, che nel vostro caso è possibile, in quanto difettato). La dogana poteva addirittura autorizzare l'importazione del prodotto sostitutivo PRIMA che avvenisse l'esportazione temporanea di quello difettoso, purchè quest'ultima fosse conclusa entro 2 mesi dalla data di accettazione della dichiarazione di immissione in libera pratica dei prodotti di sostituzione (con possibilità di proroga del relativo termine). Se manca il presupposto della temporanea esportazione del macchinario difettato, l'ufficio doganale semplicemente nega l'autorizzazione ad avvalersi del sistema in questione. Ovviamente ci sono uffici dove i funzionari lavorano in maniera coscienziosa, e nella logica dell'assistenza all'operatore, ed altri dove manca del tutto questa cultura di servizio. Per cui se l'importatore sbaglia la procedura non gli dicono "no, così non è possibile …devi fare in quest'altro modo", ma si limitano a dire "no… non si può fare". Un esempio di questa differenza di approccio può essere individuato analizzando gli stili di comunicazione (a cominciare dai siti web) delle dogane del nord Europa, dove gli interlocutori privati (gli operatori e loro intermediari doganali) vengano identificati come "clienti" (customers), mentre da noi si utilizza ancora il concetto di "utente" (user). E la differenza è che mentre il cliente ha un rapporto di tipo negoziale con l'amministrazione, che lo assiste e se necessario, lo consiglia, l'utente no: quest'ultimo è semplicemente un fruitore netto di servizi, senza possibilità di scelta e di interloquire con il soggetto che li eroga. Avevo trattato questi argomenti in un libro pubblicato nel 2008, ma mi sembra che a distanza di 3 anni sia cambiato poco (il libro è questo: http://www.giappichelli.it/home/978-88-348-8504-8,3488504.asp1)
    Ciò non toglie, comunque, che ci siano anche altri sistemi per ottenere l'effetto che cercate, ossia: evitare di pagare i diritti doganali sia sul bene difettato che quello di sostituzione. Uno di questo è la presentazione di una domanda di rimborso dazio sul prodotto difettoso, ex art. 83, par. 1, lett. b) CDC ed art. 238 CDC . Però in questo caso è necessario che il macchinario non sia stato utilizzato o quanto meno sia stato acceso solo per constatarne il funzionamento. 
    Cordiali saluti

  4. PaoloFederici

    grazie
    in effetti ho chiesto (con una richiesta "on line", collegandomi al sito delle dogane) lumi sulla esatta procedura … ma al momento non ho avuto alcuna risposta
    (d'altronde sono anche 20 anni che chiedo di aprire un conto in banca per pagare i dazi e l'iva con un bonifico …. ma in dogana NON ci sentono!)
    🙂
    alla prossima
    Paolo

  5. anonimo

    Se non ci sentono è perché non vogliono sentire…perderebbero certi vantaggi! I doganieri sono statali e chiunque di loro farà di tutto perché le dogane non si trovino a dover ricorrere a degli esuberi. E pensare che basterebbe che li sguinzaliassero insieme ai finanzieri per combattere l'evasione…anzi, dovrebbero aumentarne il numero! Sio tratta solo di accorparli come viene fatto in molti settori.
    Gaia

  6. PaoloFederici

    è vero, non ci sentono perché non vogliono sentire … ed io sono un po' stufo di parlare al vento!

e tu che ne pensi?

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...