L’anomalia (di Massimiliano Pieraccini)

anche Redi era di Arezzo
un libro che racconta un enigma legato alla fisica, scritto da un fisico ma dedicato a chi, di fisica, non ha conoscenze approfondite.
Ma ormai, oggi, tutti abbiamo sentito parlare della fisica quantistica. Chi non conosce Einstein? E chi non ha mai sentito nominare Heisenberg o Escher?
Il sospetto che il romanzo nasconda fatti (esperimenti e convinzioni) di vita vissuta dell’autore (quindi una specie di collegamento autobiografico con il personaggio principale) nasce quando scopriamo che il protagonista si chiama Redi (“google” ci viene in aiuto: Redi è stato una famoso scienziato nato ad Arezzo. La stessa città dove è nato l’autore!).
Visto che il libro affronta anche le problematiche legate alle “crittografie”, sembra quasi che l’autore si sia divertito a nascondersi dietro un semplice enigma crittografico.
(Anche il nome del protagonista – Massimo – è quanto di più simile a quello dell’autore – Massimiliano).
Ci sono affermazioni simpatiche (noi stessi generiamo il mondo, il mondo è auto-generato, le leggi fisiche sono auto-generate) attribuite a menti eccezionali (John Archibald Wheeler, amico e collega di Einstein).
Ma traspare anche la ricerca di una verità che possa unire scienza e Dio (in fondo, se nessuno ha mai visto Dio, nessuna ha mai visto neanche un elettrone: anche la convinzione che esistano le particelle elettriche è questione di “fede”).
Si sconfina nella numerologia (quando qualcuno cerca delle sottili corresponsioni perfino tra alcuni versetti della Bibbia. Collegando tra loro due semplici numeri: l’otto e l’undici).
C’è una ricostruzione del cataclisma di Chernobyl (previsto anche questo dalla Bibbia?).
Che la scienza sia stata, troppo spesso, al servizio del potere (soprattutto militare) è un fatto ormai assodato.
Che lo sia ancora oggi è lasciato alla libera interpretazione del lettore (certo che i riferimenti a fatti realmente accaduti sono impressionanti).
Insomma, il libro è accattivante, intrigante, ricco di domande senza risposta ma anche delle risposte a nessuna domanda (se non avete letto Douglas Adams, difficilmente capirete il capitolo legato alla storia del “42”).
Deve essere interessante assistere alle lezioni di fisica di Pieraccini (lui è davvero un insegnante di fisica dell’università di Firenze).
Ma soprattutto sarà interessante leggere il prossimo libro che dovrà fare seguito a questo: troppe sono le domande rimaste senza risposta, troppi gli indizi nascosti che meritano di essere sviluppati, troppi i paradossi che vanno sviscerati a fondo.
C’è solo da chiedersi se quanto scrive a pagina 96 (eh beh, vi dovete comprare il libro ed andarvelo a leggere) sia stato stampato prima a dopo Fukushima.
Se, come mi pare di capire, è stato “pensato”, scritto e stampato … prima, allora le domande diventano molte ma molte di più.
Ed il prossimo libro è d’obbligo per dare le risposte a chi, come me, non è riuscito a digerire e dimenticare le domande.
Resto in attesa …
Paolo

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2 commenti

Archiviato in Libri, recensioni

2 risposte a “L’anomalia (di Massimiliano Pieraccini)

  1. PaoloFederici

    ci sono titoli di libri che richiamano nomi "noti".

    Qualche esempio?

    Canale Mussolini

    Il codice Da Vinci

    La regola di Machiavelli

    L'ultimo Catone

    L'orologio di Maria Antonietta

    Omero nel Baltico

    I diari di Hitler

    Il pendolo di Foucault

    Il violino di Hitler

    Ma ne ho riportati giusto una decina, i primi che mi sono venuti in mente.

    Allora mi domando: possibile che un libro (bellissimo, ve lo consiglio) che doveva intitolarsi "L'anomalia di Escher" abbia dovuto essere pubblicato con un titolo tronco (infatti è in libreria con il titolo "L'ANOMALIA") solo perché la fondazione Escher non si è detta d'accordo nell'inserire quel nome nel titolo?

    Secondo me si tratta di un poderoso autogol: lasciare "Escher" nel titolo avrebbe aiutato a far consocere proprio Escher anche a chi, oggi come oggi, non sa nemmeno chi sia!
    Paolo

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