Cartello spedizionieri, dall’antitrust multe per 76 milioni

Le aziende del cartello?
Agility, Albini & Pitigliani, Brigl, Cargo Nord, Dhl Global Forwarding, Dhl Express, Francesco Parisi, Gefco, Geodis Wilson, I-Dika, Italmondo, Italsempione, Itk Zardini, ITX Cargo, Rhenus, Saima, (Schenker), Sittam, Armando Vidale e Villanova

Avevo già affrontato l’argomento (in difesa di questi 20 spedizionieri) più di un anno fa

9 commenti

Archiviato in economia, giustizia, Trasporti

9 risposte a “Cartello spedizionieri, dall’antitrust multe per 76 milioni

  1. PaoloFederici

    ho ritrovato un articolo che avevo scritto nel novembre del 2009 …
    Guardate come è attuale:

    SPEDIZIONIERI & AUTOTRASPORTATORI
    La legge è uguale per tutti?

    avrebbe voluto essere un'affermazione, ma corre l'obbligo di aggiungervi il punto interrogativo.

    Per chi vive il mondo delle spedizioni e dei trasporti dal di dentro, due cose sono chiare:

    (1) negli ultimi anni si è assistito ad una corsa al ribasso, un giocare a chi fa meno, un assimilare le offerte ai sottocosto dell'Esselunga, un aumento sconsiderato delle perdite (basta esaminare i risultati dei bilanci dei primi mille operatori della logistica e del trasporto pubblicati annualmente sul "Giornale della logistica"). Insomma, fare lo spedizioniere voleva (e vuol) dire soltanto essere in lotta perenne con gli altri per una concorrenza spietata, secondo l'antico adagio del "mors tua vita mea", anche se a me sembrava più una messa in pratica dell'ideale suicida del "muoia Sansone con tutti i filistei". Certamente chi ne ha beneficiato sono stati i clienti degli spedizionieri: per ogni telefonata ricevuta da un nuovo potenziale fornitore, esportatori ed importatori ottenevano una riduzione del prezzo del trasporto ed un allungamento dei tempi di pagamento.
     Che l'ANTITRUST sospetti accordo sottobanco tra gli spedizionieri è semplicemente assurdo.

    (2) sempre negli ultimi anni si è assistito ad una crescita del "potere" degli autotrasportatori i quali mirano a due cose:
    A – far sparire gli spedizionieri (i contratti di trasporto, per legge, a breve potranno essere sottoscritti solo da autotrasportatori iscritti all'albo)
    B – ottenere l'applicazione di tariffe decise a livello governativo.

    Insomma, per questo ultimo punto si tratta esattamente di quel "reato" che l'Antitrust contesta agli spedizionieri.
    Alla fine abbiamo un'Antitrust che anziché contestare l'illegalità di una legge a favore degli autotrasportatori, contesta quel settore del mondo del trasporto dove la concorrenza esiste (eccome!) ed, anzi, è ancora assolutamente spietata.
    Paolo Federici

  2. anonimo

    Il suo discorso non fa una piega, però forse bisognerebbe approfondire altri tre punti. Il primo è che di sicuro le aziende "incriminate" faranno ricorso, e in Italia quando si fa ricorso qualcosa, spesso molto, si riesce a ridurre.
    Il secondo punto, è il coinvolgimento dell'associazione di categoria(che si è chiamata fuori). Cosa dovrebbero dire tutti gli associati non coinvolti? Il terzo punto è che ci sono tante altre aziende nelle stesse situazioni di difficoltà che fanno una fatica impressionante per sopravvivere che non sono state coinvolte. Chi tutela gli onesti?
    Franco

  3. PaoloFederici

    caro Franco
    (1) ovviamente le aziende faranno ricorso … ed altrettanto ovviamente fare ricorso significa PAGARE avvocati, preparare documentazioni (quindi "perdere tempo" sottraendolo al lavoro produttivo) dunque sopportare comunque delle spese che, ammesso che il ricorso venga accolto, nessuno mai rimborserà!
    (2) La Federazioni non si è chiamata fuori anzi ha cercato in tutti i modi di difendere i suoi associati … ed infatti è stata multata per oltre 100.000 euro!
    (3) premesso che personalmente ritengo ONESTE (almeno per quanto riguarda la specifica accusa!) anche le aziende coinvolte, tra essere innocenti e "perseguitati" ed essere innocenti e "non perseguitati", oggi come oggi stanno meglio questi "secondi"!
    Vedo di spiegarmi meglio: il Governo stà per PUBBLICARE le tariffe MINIME dell'autotrasporto. Quindi (ad esempio) portare un container da Milano e Genova costerà come minimo 500 euro (sto facendo sempre un esempio).
    Bene, se l'associazione di categoria, dovesse divulgare una circolare informando gli associati che il Governo ha pubblicato delle tariffe MINIME e quindi MENO di quelle somme NON è possibile quotare alla clientela, l'Antitrust porebbe intervenire e fare altri 76 milioni di euro di multa perché INFORMARE i propri associati che esistono tariffe (governative!) minime e suggerire di passare tale informazione ai clienti … è (secondo l'Antitrust) … FARE CARTELLO!
    Insomma, 76 milioni di euro di multa sono stati comminati perché è aumentata la benzina e la Fedespedi ha consigliato ai propri associati di adeguare le proprie tariffe proporzionalmente all'aumento della benzina.
    E questo sarebbe FARE CARTELLO?
    Io dico che aveva ragione Fantozzi, quando definiva la corazzata Potiomkin alla stregua di questa situazione: una boiata pazzesca!
    Paolo Federici

  4. anonimo

    faranno ricorso e dopo anni pagheranno il 20 % della multa e tutto sarà risolto . Operazione squallida , direi …. bilanci in perdita controlliamo voce e documenti e poi si potranno giustificare ….
    IO sono un ex dipendente di una delle prime venti e ho perso il lavoro dopo 25 anni . Non ci ho  mai creduto !!!

  5. PaoloFederici

    caro anonimo numero 4
    (continuo a non capire perché chi scrive su questo blog NON si firmi, ma anche questa è libertà!)
    Le questioni sono distinte
    – se c'è reato "antitrust" (ed a mio parere NON c'è nessun reato) la multa va pagata intera. Ma se non c'è reato … non è giusto pagare nemmeno il 20 pct. Altrimenti siamo all'assurdo che ci si inventano i reati per poi costringere gli incolpevoli a pagare "qualcosa" tanto per sistemare la questione (comportamento che dicasi "all'italiana"!)
    – se poi ci sono delle falsità nei bilanci, allora si controllino i bilanci.
    Ma non mi sembra "serio" dire: "visto che tanto i bilanci sono falsi, ma è difficile provarlo … facciamo una multa per tutt'altra cosa molto opinabile così alla fine qualcosa lo Stato porta a casa."
    Il rischio?
    Che le aziende non possano pagare multe così "esorbitanti" e quindi … chiudano. 
    E comunque, se anche 20 aziende si mettessero d'accordo per aumentare le tariffe, sarebbero pur sempre 20 su 2200, quindi un misero 1 per cento del mercato.
    La legge sull'Antitrust prevede che il "cartello" esista quando si è di fronte ad una posizione "dominante".
    Che l'1 per cento del mercato sia dominante … questa me la dovete spiegare!
    Paolo

  6. anonimo

    Buongiorno, sono un dipendente di una delle azienda colpite dalla sentenza dell’antitrust.

    Sono un acquisitore quindi uno di quelli che in teoria hanno emesso nei confronti dei clienti tariffe di cartello.

    Ora se si vuole parlare di cartello si può tranquillamente parlare di cartello a ribasso, altrimenti non si spiegherebbero tariffe su Parigi, Barcellona, Monaco di Baviera, Stoccarda e via dicendo a prezzi di € 6 per quintale. Personalmente non ho mai ricevuto alcun input in tal senso da nessuno e posso tranquillamente dire che nel nostro settore la concorrenza è oltremodo spietata.

    Mi preme segnalare che trovo scandaloso che l’antitrust e le sue leggi diano la possibilità a qualsiasi azienda di nuocere a tutta quanta la concorrenza auto-accusandosi anche per fatti mai commessi sicura di rimanere impunita.

    Per la mia piccola esperienza quando devo proporre una quotazione tengo conto del servizio che propongo ( se giornaliero o il classico bisettimanale)i costi aziendali per produrre tale servizio più l’utile che ritengo giusto per effettuare i trasporti.

    E’ poi ovvio che in trattativa con il cliente entrano in gioco le tariffe dei concorrenti, spetta poi alla sensibilità dell’acquisitore capire sino a dove si possa arrivare.

    Da ultimo mi auguro che nessuna delle azienda sanzionate ( tranne la prima Sch…..) paghino la sanzione ricevuta.

    Ringrazio per l’attenzione,

    Paolo Achino

  7. PaoloFederici

    caro Paolo
    "dura lex sed lex" dicevano i latini
    Purtroppo sperare che il "delatore" possa pagare qualcosa è impensabile.
    Che la concorrenza sia fatta solo di corse al ribasso (oltre il limite del baratro) è ormai un fatto assodato.
    Per quanto mi riguarda, domani, all'assemblea Fedespedi, presenterò questa lettera:

    Milano, 22 giugno 2011
     
    Spett.le
    FEDESPEDI
     
    consegnata a mano
     
    Alla cortese attenzione del Presidente Piero Lazzeri
    cc: il Presidente della Commissione Marittima, Luca Ricolfi
     
    egregi signori,
    alla luce di quanto è successo negli ultimi giorni quando, per una discutibile e deprecabile decisione dell'Antitrust, tutte le aziende, i cui rappresentanti operavano come membri della commissione terrestre di Fedespedi, sono state condannate al pagamento di multe milionarie per aver informato gli associati della situazione del mercato (che vedeva il costo dela benzina aumentare e l'introduzione di tasse di transito in Svizzera ed Austria) ed aver suggerito di adeguare le proprie tariffe agli aumenti che venivano imposti da altri, ritenendo che un tale comportamento sanzioni la fine dell'associazionismo e NON potendo assolutamente rischiare che una analoga decisione possa condizionare la vita della "mia" azienda se, per una malaugurata ipotesi, l'ANTITRUST interpretasse anche le riunioni della commissione marittima come "sovversive" della concorrenza, con la presente do le mie
     
    DIMISSIONI IMMEDIATE ED IRREVOCABILI
     
    dalla commissione marittima di Fedespedi.
     
    Molti cordiali saluti
     
    Paolo Federici

  8. anonimo

    Intanto ringrazio per la risposta, prendo atto che per difesa e per provocazione uno cerchi di tutelare in tutte le maniere la propria azienda.

    Ritengo però, che mai come adesso, ci sia bisogno di persone valide e serie che tutelino quelle aziende che operano nel nostro settore in maniera professionale ed onesta, contribuendo a riqualificare la nostra professione che ad oggi viene considerata dalla maggior parte delle aziende che usufruiscono dei nostri servizi l'anello debole da spremere e che l'autorità garante della concorrenza può bastonare senza che nessuno protesti anzi facendo la corsa per autodenunciarsi per ricevere sanzioni ridotte.

    Non mi dilungo ( sono nell'orario di lavoro ), speriamo che quanto successo possa portare in ogni caso dei benefici per la nostra categoria.

    Saluti,

    Paolo Achino

  9. PaoloFederici

    Paolo
    scrivimi paolofederici@paolofederici.it
    (in che ditta lavori?)
    ???

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