più di 10 giorni per un’operazione doganale!

possibile?
A Milano … sì!
Ecco la storia: sei camion sono stati caricati e sono pronti per partire alla volta di un lontano paese dell’Est. Si passa in dogana per ottenere la firma sulla bolla doganale “export”.
Il funzionario prende i documenti e … li mette lì, da parte.
E’ molto impegnato. Bisogna aspettare.
Siamo al 31 maggio ed il tempo scorre inclemente.
In fondo è solo martedì.
Però passa anche il mercoledì ed il funzionario non ha ancora avuto il tempo di guardare i documenti, quindi la “bolla” non la firma.
Il giovedì si festeggia (è il 2 giugno) ed ovviamente in dogana non si lavora.
Intanto i camion sono fermi e gli autisti scalpitano.
Il venerdì tutti (o quasi!) gli italiani fanno il ponte.
Non vorrete che quel povero funzionario doganale debba perdersi un’occasione così ghiotta.
Così passa anche il venerdì, e poi il sabato (nessuno lavora al sabto) e poi la domenica (l’Italia è un paese cattolico: bisogna andare a messa).
Siamo arrivati a lunedì 6 giugno ed il povero funzionario ha sempre troppo lavoro per trovare il tempo per una firma.
Al martedì qualcuno comincia a spazientirsi: chiede di poter parlare con il funzionario doganale (ma questi è troppo indaffarato. Non ha tempo da perdere!)
Però qualcosa trapela: il funzionario ha dato un’occhiata ai documenti e, secondo lui, manca un certificato.
Certificato che viene preparato immediatamente (dall’esportatore, che ha tempi “diversi” di lavoro!) e prodotto dopo meno di un’ora.
Per riguardare la “pratica” (alla luce del nuovo documento) bisogna aspettare domani.
Il domani arriva implacabile e così siamo a mercoledì 8 giugno.
L’efficientissimo funzionario doganale si è accorto che manca un altro documento.
Che entro un’ora viene prodotto.
(La domanda sorge spontanea: ma non poteva accorgersene prima? Chiedere subito i documenti ritenuti mancanti è forse troppo!)
Il mercoledì pomeriggio tutti i documenti sono finalmente in ordine e la firma viene assicurata “immantinente”
Però il significato di “immantinente” è quantomeno opinabile.
Per qualcuno dovrebbe significarsi “subito”, invece per la dogana significa … domani, anzi dopodomani.
Finalmente la bolla doganale viene firmata, al venerdì sera …, così, considerato che al sabato ed alla domenica il traffico dei camion è “limitato”, i sei camion potranno finalmente partire lunedì 13 mattina, dopo solo DUE SETTIMANE di attesa per una firma.
Ovviamente sei camion FERMI per due settimane hanno un costo: secondo voi, chi lo paga?
Ovviamente sei camion che partono con DUE SETTIMANE di ritardo, con quanto ritardo arriveranno?
Ovviamente il cliente estero, la prossima volta, gli acquisti li andrà a fare in Germania oppure in Francia.
L’Italia si dimostra, ancora una volta, una paese inaffidabile.
Ma la colpa, di chi è?
Paolo Federici
(naturalmente nomi & cognomi, dati & riferimenti, prove & controprove sono disponibili se la Direzione delle Dogane fosse interessata a saperne di più!)

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