assemblea generale Anita

questa mattina a Roma è in corso l’Assemblea generale di ANITA (Associazione Nazionale Imprese Trasporti Automobilistici).
Ha aperto i lavori Eleuterio Arcese, Presidente designato alla guida dell’Associazione per il prossimo triennio.
Devo dargli atto di aver fatto un intervento coraggioso, importante e chiarificatore!
Dopo mesi di discussioni tra il mondo della committenza e quello dell’autotrasporto (e chi frequenta il mio blog certamente mi avrà visto tornare spesso sull’argomento) non può che farmi piacere sentire il presidente di Anita dichiarare che:
(1) le risorse hanno certo aiutato le imprese ma non si può continuare a chiedere al Governo finanziamenti a pioggia senza alcun criterio selettivo
(2) bisogna smetterla di chiedere “sconti” sui pedaggi autostradali ed anziché continuare a garantire incentivi a tutti, va avviata un’inversione di tendenza: va disincentivato l’uso di veicoli inquinanti ed obsoleti!
(3) non c’è bisogno di stabilire per decreto le regole del carico e dello scarico: non ce n’è stato bisogno in passato, non può e non deve essercene bisogno adesso.
(4) non c’è bisogno che altri (quelli del Ministero dei Trasporti e/o della Consulta) stabiliscano quali sono o dovrebbero essere i costi minimi dell’impresa (ogni azienda deve essere capace di gestirsi autonomamente)
(5) l’autotrasporto deve essere considerato per quello che vale e non essere visto come una minaccia perché le sue azioni di protesta potrebbero bloccare il Paese.
Insomma, bisogna finalmente rendersi conto che il futuro ce lo giochiamo in Europa: anziché inseguire la pace sociale (chiudendosi a riccio nel nostro piccolo mondo), bisogna aprirsi al mondo esterno, laddove si progetta il futuro nostro e dell’Europa intera.
E pensare che quando noi di Confapi Trasporti (non più tardi di pochi giorni fa) siamo stati a Bruxelles, ad incontrare alcuni membri del Parlamento Europeo, per chiedere attenzione proprio sui cinque punti dettagliati sopra, qualcuno ci aveva accusato di essere andati nella sede sbagliata a parlare dei problemi italiani!
Sveglia ragazzi: siamo in Europa ed è con l’Europa che dobbiamo imparare a confrontarci.
Ed ora che anche il presidente di Anita sembra essere d’accordo con noi, sono sicuro che questo risveglio della coscienza dell’autotrasporto non potrà che portare risultati positivi e vantaggiosi per tutti.
Paolo Federici

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Archiviato in economia, giornalismo, Trasporti

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