8 maggio: l’azalea della ricerca

ormai lo sapete: la seconda domenica di maggio in moltissime piazze italiane ci sono i banchetti dell’AIRC. A chi si associa viene regalata un’azalea (eh sì, non si fa la “vendita” delle azalee, come erroneamente in tanti continuano a ripetere! L’azalea è un regalo che fa l’AIRC a chi sottoscrive o rinnova la sua adesione.).
Da quasi 15 anni anch’io do una mano (sveglia alle 6.00 in punto, perché alle 6.30 arriva il camion. Scarico dei cartoni, sistemazione delle azalee, preparazione del banchetto. E poi via alla giornata “lavorativa”, in attesa dei sottoscrittori e dei loro contributi).
L’entusiasmo è la forza trainante (mia, come di migliaia di altri volontari) anche se:
– qualcuno mi domanda: “ma quanto vi pagano, a voi volontari?”. La risposta ovvia è: “niente, il fatto che siamo volontari sta proprio nel dedicare il nostro tempo all’iniziativa senza percepire alcunché”. Al che scatta la domanda seguente: “ma allora, se non vi pagano, chi ve lo fa fare?”. A questo punto non so più se sia maggiore la mia sorpresa per certi tipi di domande oppure il dubbio che senz’altro avrà quel tale, pensando che io stia spudoratamente mentendo.
– il Comune ove sistemiamo i banchetti, fin dai primi anni si è rifiutato di concedere i permessi per l’occupazione del suolo pubblico (doveva tenersi buoni i “fioristi” che reclamavano per quella che loro ritenevano essere una ingiusta concorrenza!). Questo problema, però, non è mai venuto a galla per l’italica capacità di arrangiarsi. Visto che l’occupazione dei sagrati delle Chiese non è “sottoposta” a permessi comunali, bastava avere l’autorizzazione del parroco e voilà, il problema “comunale” era risolto.
– quest’anno però dei quattro sagrati che normalmente occupiamo, uno è diventato “off-limit”. Un parroco si è rifiutato di dare il permesso alla sistemazione del banchetto … perché in quella stessa domenica c’è la vendita delle torte (per la festa della mamma) e quindi i cattolicissimi “venditori” di torte avrebbero sofferto della concorrenza “sleale” dei regalatori di azalee.
Sono fortemente demoralizzato.
Se ci si mette anche la Chiesa a preferire il “vile danaro” alle iniziative di solidarietà, siamo a posto
Paolo Federici

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