il governo dell’annunciazione

ho già affrontato la questione dello SPORTELLO UNICO DOGANALE: l’attivazione di un tale “SERVIZIO” sarebbe quanto di meglio potessimo sperare.
Un unico ufficio con il quale dialogare per qualsivoglia problematica doganale!
Anziché vagare da un ufficio all’altro (come avviene oggi!) basterà contattare SEMPRE e SOLO la stessa persona/lo stesso ufficio e, voilà, i problemi troveranno soluzione.
Controlli, scarichi delle certificazioni, nulla osta, pagamenti, accertamenti, prelievi … tutto in una sola volta.
Il Decreto del Presidente del Consiglio (n. 242) è datato 4 novembre 2010 e tra l’altro stabilisce che (art. 7): lo sportello unico doganale viene attivato entro centottanta giorni dall’entrata in vigore del presente decreto).
Facciamo due conti?
La data di ENTRATA IN VIGORE (no, non è il 4 novembre 2010!) è quella di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale: 14 gennaio 2011.
Già è difficile capire perché ci vogliano 70 giorni per PUBBLICARE una legge sulla Gazzetta Ufficiale, ma le questioni temporali sono ardue da spiegare, per cui lasciamo perdere.
Però centottanta giorni sono pari a 6 mesi, quindi lo SPORTELLO UNICO DOGANALE dovrà “tassativamente” entrare in vigore il 14 luglio di quest’anno.
Torniamo un attimo indietro: la LEGGE che istituisce lo SPORTELLO UNICO DOGANALE è la 350 del 2003.
Quindi finora ci sono voluti sette anni per trasformare una LEGGE in un qualcosa di OPERATIVO (il DPCM 4.11.2010 n. 242 è stato promulgato per disciplinare l’attività prevista dalla legge 350 del 2003!).
Poi 70 giorni per pubblicare il DPCM sulla Gazzetta Ufficiale.
Quindi altri sei mesi per ATTIVARE, a tutti gli effetti lo SPORTELLO UNICO DOGANALE.
Scommettiamo che il 14 luglio, oltre che a celebrare la rivoluzione francese, non assisteremo a nessun altra rivoluzione burocratica (insomma, scommettiamo che lo SPORTELLO UNICO DOGANALE resterà un qualcosa di inattuato!?).
E dunque, questo Governo si dimostrerà ancora il Governo dell’Annunciazione, e non il Governo del Fare!
Perché sono così pessimista?
Ve lo spiego subito (o meglio, ce lo spiega CONFETRA, che è la Confederazione Generale dei Trasporti e della Logistica):
Questo decreto attuativo coglie solo un risultato minimo rispetto agli ambiziosi obiettivi indicati nella legge n.350 del 2003. I commi 57 e seguenti dell’articolo 4 di quella legge disponevano l’istituzione dello Sportello Unico per:
1. semplificare le operazioni di importazione ed esportazione e concentrare i termini delle attività istruttorie anche di competenza di amministrazioni diverse;
2. concentrare tutte le istanze inviate anche in via telematica dagli operatori e inoltrare i relativi dati alle Amministrazioni interessate.
Per raggiungere questi obiettivi lo stesso articolo 4 attribuiva al Presidente del Consiglio il compito di definire con proprio decreto i termini di conclusione dei vari procedimenti amministrativi necessari per l’assolvimento delle operazioni di importazione ed esportazione.
A questo riguardo, l’attuale DPCM si è limitato a fotografare e cristallizzare (fino a eventuali successive modifiche) i termini massimi di conclusione dei vari procedimenti amministrativi, già in vigore e diversissimi nella durata1.
Il DPCM nulla dispone in merito alla tempistica degli esiti dei controlli sui campioni (per la quale non viene posto alcun termine massimo), né sull’armonizzazione degli orari di apertura degli uffici delle varie amministrazioni coinvolte (armonizzazione demandata a successive Conferenze di servizi).
Non avendo dunque realizzato il primo fondamentale risultato voluto dalla legge 350/2003, cioè quello di una semplificazione sostanziale delle operazioni di importazione ed esportazione nonché di una concentrazione effettiva dei termini delle varie attività istruttorie, il DPCM non è oggi potuto andare oltre all’obiettivo di assegnare un ulteriore termine di 3 anni (fino al luglio 2014), per realizzare “sistemi di cooperazione informatica tra l’Agenzia delle Dogane e le altre Amministrazioni interessate”.
Per il mondo della logistica e della spedizione internazionale, dunque, la tematica delle semplificazioni doganali rimane un problema aperto, per la cui soluzione sarà ancora necessario dedicare il massimo impegno politico e organizzativo.

Ho già vinto la scommessa, dunque?
Paolo Federici

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