Pippo Giuseppe Vittorio e Camillo

(coro: Pippo Giuseppe Vittorio e Camillo – Pippo Giuseppe Vittorio e Camillo)

quattro ragazzi di buona famiglia
Pippo Giuseppe Vittorio e Camillo
hanno pensato in un giorno lontano
ad un paese un po’ poco italiano.

Tante terre divise ognuna fa da sé
tanti pezzi d’Italia ognuno col suo re
lo straniero comanda non c’è la libertà
noi sogniamo l’Italia cerchiamo l’unità

(coro: Pippo Giuseppe Vittorio e Camillo – Pippo Giuseppe Vittorio e Camillo)

Pippo Mazzini pensava e scriveva,
mentre Giuseppe guidava le truppe.
Primo ministro era Benso Camillo,
ed in quel tempo regnava Vittorio.

Cinquant’anni di lotta per una identità
sul Ticino han giurato o si vince o si morrà
era solo il ventuno: il futuro chi lo sa?
Ma qual sogno era grande ed un giorno fu realtà.

(coro: Pippo Giuseppe Vittorio e Camillo – Pippo Giuseppe Vittorio e Camillo)

Del giuramento racconta il Manzoni,
milleottocentoventuno era marzo,
per arrivare ad essere in mille
che nel sessanta c’è la spedizione.

Una sola l’Italia la voglio e la sarà
ripeteva Mazzini invocando libertà
re Vittorio d’accordo con Pippo si trovò
Con Camillo, Giuseppe quel sogno realizzò

(coro: Pippo Giuseppe Vittorio e Camillo – Pippo Giuseppe Vittorio e Camillo)

Son loro i quattro di buona famiglia:
Pippo Giuseppe Vittorio e Camillo
che tutti insieme in un giorno lontano
hanno creato l’Italia per noi.

(parole e musiche di Paolo Federici)

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