la tassa sulla spazzatura

tra le miriadi di tasse che si pagano in Italia c’è anche quella sulla spazzatura!
Una tassa che si paga al COMUNE di residenza.
Nel momento in cui qualcuno si trasferisce e quindi CAMBIA residenza (ed il cambio di residenza viene REGISTRATO nei COMUNI di “uscita” e di “entrata”) si smette di pagare la TASSA sui rifiuti in un Comune e la si inizia a pagare nell’altro.
Fin qui sembra tutto chiaro, logico e comprensibile.
E invece no: il “vecchio” Comune di residenza continua ad addebitare la TASSA sui rifiuti relativi alla vecchia abitazione.
Mandano (e qui sta il bello!) tutte le comunicazioni all’indirizzo DOVE non abitate più!
Quindi voi NON potete sapere che il vecchio Comune sta reclamando il pagamento di una tassa NON DOVUTA.
Però la macchina dell’ingiustizia va avanti nel suo corso.
Arrivano (sempre al vecchio indirizzo, quindi con posta che viene regolarmente restituita al mittente con la dicitura “trasferito”) tutti gli addebiti, i solleciti … e via verso l’infinito ed oltre.
Poi, ad un certo punto, arriva anche l’ingiunzione di pagamento (sempre al vecchio indirizzo, sempre in maniera tale che voi NON possiate saperlo).
E tutto parte (sia chiaro) da quello stesso Comune che ha autorizzato il cambio di residenza ed ha registrato il trasferimento … e sa benissimo dove abitiate adesso, quindi potrebbe benissimo contattarvi per segnalarvi la situazione.
Invece niente.
La pratica passa ad EQUITALIA ed addirittura si arriva al fermo amministrativo dell’auto a voi intestata … e la comunicazione che l’auto è stata sottoposta a fermo amministrativo dove viene mandata?
Al vecchio indirizzo … così voi continuate a non saperne niente.
Finché un giorno decidete di vendere l’auto e allora (e solo allora!) salta fuori che l’auto è assoggettata a FERMO AMMINISTRATIVO!
Chiamate EQUITALIA e vi dicono che c’è una cartella esattoriale (che voi NON avete mai ricevuto!) per 2.400 euro.
Fate indagini e scoprite che quella cartella esattoriale si riferisce alla TASSA SUI RIFIUTI che voi negli ultimi anni NON avete più pagato nel vecchio Comune di residenza, visto che vi siete trasferiti e la TASSA SUI RIFIUTI la pagate regolarmente nel nuovo comune di residenza.
Kafka avrebbe da scriverci volumi a iosa.
Ah, ovviamente per quella abitazione che voi avete lasciato anni fa, per trasferirvi altrove, ALTRI (che ora la abitano) pagano regolarmente la TASSA SUI RIFIUTI.
Certo, dopo aver pagato avrete tutto il diritto di fare riscorso e forse, fra una decina d’anni, dopo aver speso tempo (sic!) e danaro (un minimo di avvocato lo dovrete avere, no?) per inseguire la burocrazia assurda, magari qualcosa riuscite anche ad ottenere indietro.
Ovviamente si tratterà di una cifra inferiore non solo a quella da voi pagata oggi (2.400 euro) ma anche a quanto versato al vostro avvocato e pagato in carte da bollo e medicine per “sbollire” la rabbia ed il principio di ulcera.
Ma anche questo è Italia.
Paolo Federici
(mi dicono che quando si cambia residenza bisogna SEGNALARE la cosa all’ufficio tributi del Comune, perché l’ufficio anagrafe del Comune “NON” è tenuto a segnalare il vostro trasferimento all’ufficio tributi, che è magari due porte più in là! Ma questo lo scoprite quando ormai è troppo tardi.
Mi dicono anche che EQUITALIA non è tenuta e verificare quale sia il vostro “vero” indirizzo. Loro mandano le cartelle esattoriali all’indirizzo dove è maturato il debito e se voi NON abitate più là, non è un problema di Equitalia. Equitalia, comunque, PUBBLICA (da qualche parte, ma non chiedetemi dove!) l’atto “aperto” contro di voi, quindi sta a voi andarvi ad informare per sapere se avete dei debiti in sospeso!)

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1 Commento

Archiviato in denuncia, giustizia, riflessioni

Una risposta a “la tassa sulla spazzatura

  1. Apprendistau

    Ma il punto non è nemmeno questo, il punto è che magari dopo che hai perso giornate di tempo a fare la fila al comune, alle poste, dal commercialista, magari anche dall'avvocato e chiarito il malinteso dopo è tutto a posto, non sei tenuto a pagare, però le ore o a volte giornate di tempo perse, chi le ripaga? E' una cosa che sta prendendo piede non solo con i comuni ma anche con le compagnie telefoniche o di erogazione energia elettrica. Mandano (a mio parere volutamente) bollette sbagliate aumentate e poi dopo ore e giri di telefonate chiarito che c'è stato il malinteso rimborso sulla bolletta successiva. E il tempo che ho perso? Ma perchè non c'è una legge che tutela il tempo dei cittadini? Perchè se sbagliamo noi dobbiamo pagare e loro no? Chi sbaglia deve pagare. E' stato un vostro errore, mi avete fatto perdere una giornata di tempo a fare telefonate, carte, fax e tutto il resto, per un vostro errore. Pagatemi la giornata di tempo persa, tutto qui, si risolverebbe tutto.

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