quasi un nuovo libro “Cuore” … da leggere a Natale!

Pietro Ciacci“ti metto una copia del mio primo libro nella cassetta della posta” – mi scrive Pietro, con una @mail.
Sono un divoratore di libri e quindi un libro è sempre il regalo più azzeccato che mi si possa fare. La curiosità la fa da padrone, per cui lascio da parte Umberto Eco e mi tuffo nella lettura del libro di Pietro.
Racconta la sua vita, così simile alla mia.
Un po’ perché siamo quasi coetanei, un po’ perché entrambi siamo arrivati a Milano “emigrando” dai nostri paesi di origine, un po’ perché abbiamo antiche tradizioni contadine.
Così mi lascio trascinare dalla lettura e le pagine scorrono veloci sotto i miei occhi.
Ed ecco affiorare anche i miei ricordi: quelle famiglie patriarcali, quando si viveva insieme anche con i nonni .. quelle riunioni di famiglia, quando zii, cugini, nipoti, cognati, fratelli si raccoglievano ora a casa dell’uno ora dell’altro per consolidare i rapporti affettivi .. quelle giornate dedicate alla raccolta dell’uva ed alla vendemmia, all’allevamento delle galline, alla preparazione della pasta fatta in casa: sì, ce l’ho anch’io in un cassettino della memoria.
Il libro, poi, è scritto davvero molto bene: talvolta ci ritrovo la Fallaci del Cappello pieno di ciliege, talaltra il Pennacchi di Canale Mussolini.
Storia di famiglie che hanno vissuto l’Italia dell’inizio del secolo scorso inseguendo sogni ed ideali, per riscattarsi dalla schiavitù del lavoro manuale, quando i ragazzi sapevano che l’unica via d’uscita dalla povertà era lo studio.
Fatto di sacrifici, ma poi di grandi soddisfazioni: in fondo, raggiungere una laurea era davvero un traguardo per pochi, ma una volta tagliato quel traguardo tante erano le strade che si aprivano magicamente.
Ho pianto, con Pietro, leggendo la storia della morte prematura della sua mamma.
Ho sofferto, con lui, per le difficoltà che ha dovuto superare trovandosi, ancora bambino, senza il bene più prezioso.
Ho gioito, come fossi stato presente, ai momenti felici che la vita, comunque, ha saputo riservargli.
I suoi racconti, fatti di aneddoti che sanno di storia vera e vissuta, riportano il lettore indietro nel tempo: e non ci rendiamo conto che da allora sono passati solo pochissimi decenni, per dei cambiamenti pur sempre epocali.
Leggere della macellazione del maiale, o della trebbia del grano, oppure della semina … è un modo per rinsaldare la memoria del tempo che fu.
Pensare che l’Italia è diventata grande grazie al sudore ed alla fatica degli agricoltori, deve farci riflettere sui diversi valori cui oggi diamo importanza.
Anche a me capita di raccontare ai miei figli di una fanciullezza quando mancavano cose che oggi, invece, abbiamo in una abbondanza esagerata, dalla televisione al frigorifero, dal motorino all’automobile, dal computer al cellulare (non c’era nemmeno il “vecchio” telefono a muro), dal traffico all’inquinamento.
Quando il divertimento era andare a “caccia” di lucertole oppure a cercare le rane nei torrenti.
Ed il sogno era una bicicletta per andarci a scuola.
Grazie, Pietro … in fondo i tuoi ricordi sono anche i miei ed ogni tanto è bello fare un tuffo nel passato.
E adesso aspetto “il tuo secondo libro”
Buon Natale
Paolo

e per leggere il libro “on line” basta un click qui

60 commenti

Archiviato in cultura, recensioni

60 risposte a “quasi un nuovo libro “Cuore” … da leggere a Natale!

  1. anonimo

    gentile Pietro Ciacci,

    tempo fa ero in comune a Frontino ed ho incontrato Raimondo Rossi. Mi ha gentilmente dato una copia del suo scritto sulle sue origini e la sua storia. E' stata per me una lettura serena con anche un poco di malinconia perchè mi ha riportato ad esperienze della mia infanzia vissute, una decina di anni prima di lei (sono nato nel 1946) , ma non lontano da Urbania, in comune di Coriano per l'esattezza.

    Una importante differenza che preciso subito, è che io vivevo la campagna dalla parte dei "padroni" che vedo nel suo ricordo posti in una luce non certo positiva.

    Immagino che le esperienze da lei vissute, che io non ho conosciuto, diano solido supporto al suo punto di vista.

    Posso solo dire che mio nonno mi è stato raccontato come un "padrone"

    forse paternalista, come era lo stile del periodo fascista, ma certamente anche interessato alle famiglie dei mezzadri di allora come uomini e donne con loro diritti e dignità.

    Il suo racconto mi ha ricordato le giornate passate in compagnia di Vittorio Dalla Pasqua, il cui figlio maggiore, Don Fernando; è oggi il parroco di Roncofreddo.

    A 15 anni, nelle interminabili vacanze estive a Riccione, andavo nel podere a S.Andrea in Besanico e Vittorio mi ha insegnato a zappare la vigna, a scavare i fossi, a mettere la mostriccia alle mucche, ro e bunì, per portarle a bere, a fare il trinciato con la macchina a mano, e avevo sempre il terrore che restasse impigliato con le mani nei rulli mentre io giravo la grande ruota …

    Mi ha raccontato molte storie della sua familiarità con mio nonno, che non ho potuto conoscere, quando gli offriva un sigaro, di quelli lunghi con la cannuccia di paglia al centro, che andavano insieme a fumare nella stalla in compagnia di una bottiglia di vino.

    Ora sono residente a Frontino e ho spesso l'occasione di passare vicino alla vigna che zappavo con Vittorio 50 anni fa, la casa è stata ristrutturata, il podere è stato da tempo venduto, ma la vigna è sempre li di fianco alla strada comunale.

    Ho pensato di comunicarle questi pensieri ed anche di ringraziarla per i bei momenti e bei ricordi che la lettura del suo scritto mi hanno fatto rivivere.

    So che la sua salute non è buona, e le auguro in futuro un periodo più fortunato rispetto ad oggi, ma se dovesse passare nella sua regione e le facesse piacere, sarò molto lieto di fare la sua conscenza.

    Concludo segnalandole che se da parte di madre ci accumuna la campagna, vedo dalla sua biografia che parte di padre ci accomuna l'impegno nel settore nucleare !. Strane coincidenze davvero.

  2. anonimo

    Ho letto il suo libro, sono rimasto molto colpito dalla sua vita, in particolar modo

    quando ha perso sua madre e lei aveva 11 anni (mi sono molto commosso), allo stesso tempo

    ho ammirato suo padre che con estrema forza e fatica è riuscito a far studiare i suoi due figli..

    (anche con i famosi tartufi), un grande uomo può riuscire a fare questo mi creda, ho mio padre che tuttora all'età di 73 anni

    compie ancora dei sacrifici per aiutare i suoi figli da non avere parole per definirlo.

    Le vicende riportate nel suo libro in maniera così dettagliata mi hanno stupito…ha una grande memoria…..

    oppure sono vicende così forti e significative che sono difficile da dimenticare, fortunatamente, perchè è importante non dimenticare il passato…..

    La sua vita e molto simile a quella di mia madre infatti anche lei ricorda molto bene l'infanzia, anche con molta tristezza,

    perchè non avevano niente soprattutto da mangiare, ritornava da scuola ed andava a pascolare le pecore…..

    ho vissuto anche io vicende analoghe alle sue perchè quando andavamo a trovare mio nonno lui mi portata su quel carretto

    senza ruote trascinato da due buoi noi lo chiamevamo "lu strascin" bevevamo l'acqua dentro le conche prese dal pozzo…

    lui impagliava le sedie per guadagnare qualche soldo extra, lavorava le campagne per conto di altri, un grande grande lavoratore.

    Lei ha questa sensibilità proprio perchè ha avuto un passato così, un passato di cui lei ne va fiero,

    sono felice di aver letto questo libro, e con grande ammirazione e simpatia le porgo i mie saluti.

     

    Luigi Tetiviola

  3. anonimo

    caro  Ciacci,

    ti  ringrazio  della  tua  "opera"  che  ho  letto  con  interesse d'un  fiato  e  che  mi  ha  fatto  rivivere  momenti  tanto  lontani per  noi  ormai  70^….. ma   anche  tanto  vicini   sia  a  me  che  a  me  che a  mia  moglie  (sant' angiolese –  mangiagatti  quindi – )

    Il sindaco  Lucarini apparteneva  alla  numerosa  famiglia  di  S.  Pietro ( podere  dei  miei  cugini  Raffaelli )  che  noi  guardavamo  dal  basso e  ci  sembrava  un  po'  la  capitale  di  quel  microcosmo formato  da  Ca' Nucciolo, ca' Tosso, ca'  Pio,,  ca Lasagna , dalla   nostra  Ca' Micino….. ecc  che  costituivano   la parrocchia  di  S.  Maria  in  Campolungo…
    ….oggi  e'  chiamata  valle  dei  folletti… ma  come  ti  ho  detto  e'  di  uno  squallore  unico……..non  c'e'  vita….. sembra  un  paesaggio  colpito  da radiazioni  nucleari … una  Gost -heart  ……….

    Portero' quando  vado  a  Pesaro, le  pagine del  tuo  diario ( che  ho  scaricato  dalla  e-mail  di Paolo  Visani )  all'amico  Tancini (il  fiol  de  Bieg..ormai  oltre  gli  80  anni )  e alla  moglie  Battista  Ciacci  che  abitava  nel  podere  sopra  la  chiesa  di  S.  Giorgio  in  Piano e  quindi  nella  "tua" vallata".. e'  forse  anche  un  po'  tua  parente  alla  lontana

    con  Rigucci,Cellini,Tacchi e  Blasi  tutti urbaniesi  doc  fui  uno  dei  cofondatori  del  Circolo  Marchigiano  di  Bologna  che  nell'ambito  deile  Associazioni  Marchigiane  d'italia  e'   quella  piu'  attiva……..compie  quest'anno 40  anni  di  vita  !!!!!
    se  vuoi  avere  contatti  con  loro  ti  suggerisco  i  referenti  bolognesi :  dott  FERRI  e  LUCIANO  CELLINI   051 754644 Casalecchio  di  Reno  Via Leoncavallo  n. 18  cap  40033.  Il  tuo  libro,  se  non  lo  conoscono,  sarebbe per  loro  un  preziosa  "perla"   anche  da   divulgare  tra  gli  associati.

    come  ti  ho  detto  potrei  anch'io  farti   avere nomi  di  gente  (amici e  parenti ) interessata  alle  tue  memorie ma  mi  devi  dire  dove  reperire  il  libro  e  il  suo  prezzo ……….

    Cordialita' e  grazie  ancora
    con  amicizia e  simpatia
    ing.  carloni  giancarlo

  4. anonimo

    Ciao! sono Gabriella e sono da Luciana Ercolani che voleva congratularsi e farti tanti complimenti per il libro…tutta San Giorgio è con te!
    Un abbraccio e speriamo di vederci a Pasqua

  5. anonimo

    Gentilissimo e carissimo Pietro,

    ho ricevuto il libro che sto divorando e gustando, ritornando ai tempi della giovinezza.

    Per chi c'è passato è la riscoperta di ricordi, di affetti e di sentimenti in mezzo ad un ambiente povero, pieno di sorprese e sacrifici,

    ma anche gioioso, sereno e senza invidia ed egoismi.

    Complimenti vivissimi, grazie per il gentile pensiero molto gradito  e . . .  avanti col secondo volume!

    Cordiali saluti.

    Luciano Cellini

  6. anonimo

    Grazie delle bellissime parole ci hanno fatto riflettere tanto……. Siamo sicuri che andrà tutto bene, anche se la vita a volte e piena di ostacoli noi ce la metteremo tutta per superare le difficoltà insieme…… E se avremo bisogno dei consigli speciali sappiamo di poter contare su una persona con un cuore grandissimo particolarmente dotata ad aiutare ed amare il prossimo.
    Le vogliamo tanto bene.

    Enzo e Linda  

  7. anonimo

    IO STO CERCANDO DA TUTTE LE PARTI IL TESTO DEL LIBRO CUORE PER FARE COPIA INCOLLA E LEGGERLO SENZA CHE NESSUNO MI DISTURBI  SE QUALCUNO CONOSCE UN SITO DOVE TROVARLO è PREGATO DI RIFERIRMELO.
    GRAZIE TANTE ANDREA(DONNA) 

  8. anonimo

    Carissimo Pietro,

    ho finito di leggere e gustare con piacer il tuo libro "Le mie

    origini, la mia storia". Voglio subito ringraziarti per un bel lavoro

    capillare e di memoria che credevo oramai scomparso e che nessuno

    avrebbe mai voluto ricordare. Bravo Pietro anche se saranno solo i

    "vecchi" a comprendere e rivivere quei tempi lontani, molto faticosi e

    difficili, ma anche ricchi di speranza e di gioia.

    Ho parlato di te con i miei fratelli Paolo e Giovanni che ti

    conoscono, mentre io penso di no. Sono stato sempre in giro pur

    mantenendo sempre contatti stretti con Urbania.

    Speriamo di conoscerci presto .

     Un abbraccio ciao.

    Luciano Cellini

  9. anonimo

    Caro amico,
     
    ho ricevuto, graditissima, copia del suo libro, che mi ha inviato in tempi così brevi.
     
    Ho iniziato la lettura, che si preannuncia molto ghiotta, visto l’argomento che mi appassiona ,e che mi farà rivivere tanti momenti del  periodo della mia vita trascorsa nelle Marche, tra Urbino e Serrungarina.
     
    Già la dedica fa comprendere il suo profondo senso della famiglia, che è una caratteristica di tutti i marchigiani, almeno di quelli di una volta.
     
    A lettura terminata, sarò ben lieto di comunicarle le impressioni suggeritemi dal testo.
     
    Intanto, la ringrazio moltissimo e la saluto cordialmente.
     
    Alfonso Forchielli
     

  10. anonimo

    Io non ho mai dimenticato le mie origini .Penso sempre a mia madre che ho perso
    quando  diventavo madre io…….Il libro , so già che mi piacerà molto; lo passerò
    anche a mia figlia Erica che è proprio come me.
    Grazie  della preziosa attenzione .
    Cordialità.
    Marina

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