Le Fiandre: piattaforma d’eccellenza per la distribuzione nel Nord Europa e overseas

ho partecipato, come rappresentante di Spedapi (l’associazione che, all’interno di Confapi, raggruppa i piccoli e medi operatori della logistica e del trasporto) ad un convegno organizzato dal consolato del Belgio.
Sono stato invitato a casa del Console. Già questo “inizio” vuole dimostrare la disponibilità della massima Autorità Belga in Italia ad incontrare gli operatori.
Non una fredda sala riunioni di qualche hotel, ma l’accoglienza di una casa privata.
Questo perché per loro è “normale” intrattenere rapporti familiari anche per parlare di affari.
Da loro, ci hanno spiegato, è normale incontrare le autorità fiscali e doganali e parlare di progetti, di sviluppo, di risoluzione dei problemi.
Da loro, gli “operatori” che intendono aprire delle attività (nel contesto, si parlava di logistica) sono accolti a braccia aperte e possono addirittura “trattare”, con un apposito ufficio, il “ruling”, cioè lo sconto sulla fiscalità.
Mi spiego: la tassazione sul reddito aziendale, in Belgio è del 33,99 per cento.
Se io intendo aprire un’attività in Belgio, posso andare a proporre il mio progetto e discutere di uno sconto sulla tassazione (diciamo il 10 per cento? Significa che anziché il 33,99 pagherò il 30 pct!).
Sconto che sarà valido per 5 anni e poi potrà anche essere rinegoziato.
In più esistono tutta una serie di detrazioni fiscali particolari, per cui, alla fine, la riduzione sarà molto ma molto più alta.
Ci hanno parlato di esenzione d’imposta sui dividendi, di possibilità di riportare le perdite fiscali negli anni senza limitazione, di inesistenza di normative come la “black list” (eh sì, quella ce l’abbiamo solo noi).
Insomma le opportunità per fare investimenti in un contesto di fiscalità agevolata sono davvero tante.
Nella zone delle Fiandre (grande come la Lombardia) una persona su tre è impegnata nella logistica. Il porto di Anversa è il secondo porto europeo. La grande differenza tra logistica italiana e logistica belga è in una parola: la nostra è nazionale, la loro è internazionale!
Hanno poi una particolare attenzione per la “formazione”, mentre qui da noi non esistono scuole di trasporto (a parte davvero pochissime eccezioni).
Ma più che entusiasmarmi per le potenzialità che offrono le Fiandre, mi mangiavo il fegato a pensare alla situazione italiana. Geograficamente siamo quasi messi meglio noi, ma burocraticamente è un inferno.
Eclatante l’intervento di un invitato, operatore della logistica che ha due centri, uno in Belgio e l’altro in Italia: “la dogana italiana è incapace” è stato il complimento più elegante.
E come non dargli ragione?
Soprattutto quando ha continuato: “qui in Italia l’ispettore della dogana ti considera un delinquente a priori. Sei tu che devi dimostrare di aver rispettato tutte le regole. In Belgio la dogana è pronta ad aiutare gli operatori della logistica, gli fa da supporto, li considera amici e li rispetta per il loro lavoro che va a vantaggio dell’intero Paese”.
Sto pensando seriamente di emigrare.
Paolo Federici

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Archiviato in dogana, economia, Trasporti

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