stasera … a Milano

Vuoti a perderequasi al centro di via Padova (al 133, per l’esattezza), a Milano, c’è un locale che si chiama “La Ligera” e che, nel proprio sito web http://www.ligera.it si presenta così:
Lasciate ogni luogo comune o voi che entrate!
Questa è idealmente la scritta che campeggia all’ingresso del LIGERA, un locale più unico che raro. Non a caso è nato in una delle vie meno milanesi e più mondiali di Milano. Che sia musica dal vivo o che si visiti la sala riservata alle esposizioni di artisti emergenti, che si incappi in una serata di rassegna letteraria o si voglia gustare una succulenta performance teatrale, vedrete sempre e comunque qualche cosa di nuovo, di originale, di sperimentale.

Questa sera alla Ligera, nel sotterraneo, quello con la volta fatta di mattoni a vista, quasi una catacomba o forse un luogo ideale per il ritrovo dei carbonari, c’è stata la presentazione di un libro.
La scelta del luogo non è stata fatta a caso: via Padova è quella del “coprifuoco”, quella degli scontri tra bande, quella che, quest’estate, l’ha fatta dai padrone negli articoli di cronaca nera.
Però un ideale di speranza deve nascere proprio in un luogo così (come diceva De Andrè: dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fiori).

“Scrivere, oggi – ha detto l’autrice, Pervina Paccini – è un impegno sociale, è un impegno civico”
La giovane casa editrice (Autodafè) si è data una missione: le opere letterarie pubblicate vogliono aiutare la comprensione e la riflessione intorno alla realtà sociale dell’Italia contemporanea.
Per chi crede che una alternativa sia possibile, per chi crede nella rinascita della cultura, per chi vuole uscire dal brodo di indifferenza nel quale è caduta Milano.

Ed eccoci allora al libro: VUOTI A PERDERE.
Tanti racconti che, come lampi di luce, brillano seppur avvolti in uno scuro mare di pessimismo. In effetti c’è molta tristezza, che nulla toglie alla bellezza delle storie.
Nella lotta al pessimismo (e per tornare a sperare nel futuro) forse l’unica soluzione al grande enigma della vita ce la dà Annarosa, quando dice: “lasciare tutto, liquidare le idee e trovare le persone”
Poi c’è l’ironia di chi (Gregorio) si diverte a curiosare nella vita degli altri. Malattia che, al giorno d’oggi, ha contagiato tutti gli appassionati del “Grande Fratello”.
Ma, soprattutto, traspare la solitudine dell’egoismo, la rassegnazione di chi è più debole, la speranza sempre ultima a morire ed una pirandelliana luna nel pozzo.
Con un suggerimento per un terno al lotto: 23 12 35 !
Da leggere e meditare a fondo.
Paolo

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