qualcuno comincia ad aprire gli occhi

come sanno i miei lettori, lo scorso agosto (mentre il Paese era in vacanza!) il Governo lavorava e promulgava una legge, la numero 127 (era il 4 agosto 2010).
Con questa legge veniva messa in atto la Riforma del Trasporto (termine forse improprio, visto che la riforma riguarda “solo” l’autotrasporto. Mentre il “trasporto” dovrebbe coinvolgere anche mare, aereo e ferrovia!).
Il punto basilare della legge riguarda la fissazione delle TARIFFE … (cosa già dichiarata illegale dall’Antitrust in passato, ma tant’è … siamo daccapo)
Ecco una lettera giunta anche alla mia attenzione:

1. non riusciamo a capire come una materia di carattere esclusivamente commerciale, che dovrebbe essere trattata tra cliente e fornitore debba essere disciplinata da una legge fatta da inesperti come di seguito dimostreremo
2. se il legislatore impone prezzi e modalità di vendita nel trasporto, tra l’altro tutti a favore del vettore, dovrebbe fare altrettanto anche per i prodotti trasportati(e così creeremmo una bella filiera come nei paesi comunisti di una volta)
3. si sostiene che il trasportatore ha il diritto di rivalsa da esercitare entro 1 anno nei confronti del committente qualora, a posteriori, si accorga di non essere stato sufficientemente remunerato. Ma lo stesso committente che, nel frattempo, ha venduto la sua merce ad aziende private e/o ad enti pubblici, magari in gara con i prezzi all’osso, come fa a rifarsi?
4. e’ una bellissima idea quella di ordinare i pagamenti a 60 giorni, ma intanto il fruitore dei trasporti deve incassare dalle ASL a 150-180 gg (ma è poi certo?), dalle industrie private a 120-150 gg e così di seguito. Le esperienze anche recenti ci hanno insegnato che pure le banche esauriscono i fondi ed in ogni caso queste, con Basilea 1-2-3, hanno stretto i cordoni e, per quel poco che danno, esigono interessi superiori agli utili delle aziende manifatturiere
5. tempi di attesa: ogni azienda si sforza di rilasciare i corrieri nel più breve tempo possibile. Ma se questi si presentano nelle fabbriche senza preavviso, quando altri corrieri sono in fila in attesa del loro turno non è colpa del committente se avvengono ritardi.
6. velocità e tempi di sosta: che il committente debba risponderedi queste 2 funzioni, che sono integralmente e senza controllo nelle decisioni dell’autista, è pura follia
7. DURC – Regolarità contributiva: questa materia è stata sin ora disciplinata dalle seguenti leggi:
– DM 25/10/2007 art 1
– Circolare Min Lavoro e Prev. Soc. n. 7 del 5 febbraio 2008
– Legge 28 gennaio 2009, n. 2 art 16 bis, comma 10
– Legge 7 agosto 1990, n 241 e succ. modificazioni
– DPR 28 dicembre 2000, n.445 art 43, comma 5
In base a questo il DURC serve solo per appalti, servizi e forniture agli enti pubblici e per appalti nel settore edilizio. Gli enti pubblici non lo possono chiedere ai loro fornitori, ma lo devono ottenere direttamente dagli enti autorizzati ad emetterlo. Domanda: laobbligatorietà c’è ora anche per i trasportatori? E se sì, anche per il corriere che deve trasportatre un pacchettino da mezzo chilo?
8. azione diretta del subvettore: anche questa è un’imposizione assurda. Perché il committente deve rispondere della scelta che il vettore farà di un suo subfornitore e viceversa? Questo è compito e responsabilità del vettore stesso. Di questo passo si pretenderà che il povero committente debba rispondere di tutto: del gasolio, se il vettore non lo paga; del ticket autostradale se lo contrabbanda con quello del collega che viaggia in direzione opposta, dell’assicurazione e, visto che ci siamo, anche del fatto che incidentalmente l’autocarro investa e uccida qualcuno.
9. gestione pallets: apprendiamo qui che se Tizio affida a Caio in uso gratuito del materiale proprio (pallets), che serve per accelerare i tempi di carico e scarico a vantaggio soprattutto di Caio, deve anche pagarlo per questa propria elargizione. Ma a Tizio, a questo punto, converrebbe sbancalare tutto, appoggiare i materiali su sponda e lasciare che l’autista si sistemi manualmente la merce, anziché operare come si usa abitualmente ora, ricevendo al momento della presa pallets vuoti, contro altrettanti caricati.
Aggiungiamo una considerazione ulteriore: il carico burocratico ed economico che sta aggredendo le nostre aziende ancora una volta viene ingiustamente appesantito.
Passiamo ormai la maggior parte del nostro tempo a difenderci (inutilmente!) da queste insidie dei lacci e laccioli che ci strangolano, invece di compiere a tempo pieno la nostra missione, sottolineiamo missione e non semplicemente lavoro, che è quella di produrre ricchezza per noi e per gli altri, purtroppo anche per quelli, molti, che vivono a sbafo.

La risposta? Eccola:
egregio signore, Lei non ha una, ma NOVE ragioni (come i NOVE punti della sua lettera!)
Ciò che possiamo dirLe è che:
(1) una legge analoga (quella cosiddetta delle tariffe a forcella) era già stata promulgata ani fa, poi era intervenuta sia l’Antitrust che la comunità Europea ed avevano costretto il Governo a cancellarla
(2) anche questa volta l’Antitrust si è già pronunciata “contro” la correttezza di questa legge, ma intanto il Governo l’ha ugualmente promulgata
(3) sicuramente in un futuro, speriamo prossimo, interverrà Bruxelles e – dopo aver fatto un’altra bella figura sul mercato internazionale – i nostri governanti saranno costretti a fare marcia indietro
(4) il vero problema è che il Governo è “sotto ricatto” da parte del mondo del’autotrasporto: se il Governo non “legalizza” le loro richieste, ci ritroviamo con i camion di traverso sulle strade e l’economia italiana bloccata
(5) il Governo ha quindi scelto il “male minore”: approvare una legge “temporanea” (il tempo necessario a che la Comunità Europea ce la faccia cancellare!) in cambio della “pace sociale” con il mondo dell’autotrasporto
(6) la nostra unione di categoria (CONFAPI TRASPORTI) è in continuo contatto con il sottosegretario Giachino, colui che ha la delega ai rappporti con il mondo del trasporto, e continua a chiedere a gran voce l’annullamento di quella legge a nostro parere (e Lei ci conforta con il suo essere certamente con noi d’accordo) assurdamente illegale
(7) il lato positivo sta nel fatto che stiamo cercando di far estendere a TUTTI la norma relativa ai pagamenti 30/60 giorni (anche perché in merito c’è una legge Europea tutt’ora non ratificata dall’Italia). Sostenendo proprio il fatto che non si può applicare una condizione di pagamento solo nei rapporti con UN settore economico: tutti devono essere messi nelle stesse condizioni
(8) è nostra intenzione sottoporre ai nostri associati un “quesito” riassumendo proprio i punti salienti della sua lettera per ottenere il supporto delle “firme” di tanti che come lei (e come noi) vedono la gravità della situazione che si viene a creare con l’applicazione di quella legge
(9) non possiamo che ringraziarLa per il suo intervento ed assicurarLa in merito al profondo interesse che CONFAPI sta avendo al riguardo del problema da lei così chiaramente evidenziato

Paolo Federici

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