anche le multinazionali … piangono!

DHL: in 17 Paesi, i lavoratori hanno organizzato una settimana di protesta contro il loro datore di lavoro per presunti abusi dei diritti dei lavoratori.

I presunti abusi comprendono licenziamenti senza giusta causa, molestie, discriminazioni, problemi con i lavoratori in subappalto (cooperative!) ed i casi di malafede.

I sindacati chiedono un accordo globale per i diritti dei lavoratori per trovare soluzioni congiunte ai problemi che riguardano i dipendenti; i licenziamenti non devono essere una opzione indiscutibile ma i rappresentanti dei lavoratori devono essere consultati ed avere accesso alle informazioni sulle strategie societarie.

I lavoratori di Bulgaria, Canada, Costa Rica, Danimarca, Etiopia, Germania, Regno Unito, India, Italia, Mali, Mozambico, Nepal, Paesi Bassi, Nuova Zelanda, Perù, Senegal e Svizzera stanno tutti prendendo parte alla “settimana di contestazione”.

Le attività organizzate dai dipendenti di DHL includono:
l’indossare la maglietta con la scritta “Settimana di Protesta”
la partecipazione a questionari sulle condizioni di lavoro
l’organizzazione di comizi
l’informazione verso l’esterno con cartelloni e striscioni montati al di fuori degli impianti DHL
la distribuzione di volantini
le conferenze stampa (sempre al di fuori degli uffici DHL)

Da parte sua, DHL afferma che rispetta i diritti sindacali e dei lavoratori, ma i dati provenienti da tutto il mondo (secondo un comunicato sindacale) suggeriscono il contrario

Un portavoce della DHL ha detto che non si aspettava le proteste ed ha aggiunto: “Noi pensiamo che i nostri lavoratori siano trattati molto bene e pensiamo che queste affermazioni siano sbagliate.”

Ed anche: “Siamo costantamente aperti al dialogo con i sindacati UNI e ITF, e nel 2009 abbiamo presentato la nostra strategia 2015, che è stata progettata anche per aumentare il livello di coinvolgimento dei lavoratori. In generale, desideriamo promuovere una cultura tesa al dibattito costruttivo all’interno della società tra i dipendenti e dirigenti.”

(n.b.: questo articolo è stato redatto traducendo quanto pubblicato qui: http://www.ifw-net.com

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