dalla lettera di Silvio agli italiani

mi sono “letto” il discorso di Berlusconi. Ecco alcune “semplici” considerazioni:

– siamo sommersi dalla burocrazia. Nel nostro settore (trasporti) nonostante le promesse, la burocrazia non solo non è diminuita (alla faccia del Ministero per la Semplificazione) ma è aumentata (negli ultimi due anni sono arrivati: la Scheda di Trasporto, l’Intrastat, le nuove norme per gli EUR-1, la lista dei 73 paesi blacklist, le nuove norme anti-radioattività, e sicuramente qualcosa di altro che ora nonmi sovviene). Nel discorso di Berlusconi la parola “burocrazia” proprio non c’è!

– abbiamo una scuola che sta avviandosi allo sfascio. Una frase, su tutte, del discorso di Berlusconi: “Per le famiglie … una revisione delle imposte locali e delle tariffe a favore dei redditi familiari, anche con un sostegno diretto alla libertà di educazione.” Cioè, tradotto … “intendo finanziare la scuola privata” (tanto quella pubblica, ci pensa la Gelmini a smantellarla!)

– rapporti con il Parlamento. Dice, il nostro Silvo: “Tra parlamento e governo non vi può mai essere contrapposizione, ma vi deve essere un’armonica simbiosi”. Insomma, il Parlamento deve fare quello che dice il Governo, vero?

– a chi si riferisce (forse al Giornale di suo fratello ed alla campagna contro Fini!?), quando dice: “C’è stata invece un’opposizione preconcetta e distruttiva, che qualche forza politica ha spinto fino al linguaggio intriso di odio continuo, sistematico e violento. “

– se lo dice lui: “Il governo ha ottenuto in questi due anni risultati certamente positivi anche in altri ambiti: dalla lotta alla criminalità organizzata, al controllo dell’immigrazione clandestina, dalla risposta immediata ed efficace ad ogni emergenza, alla gestione di tante crisi aziendali, dalla riforma della pubblica amministrazione e della sua digitalizzazione a quella della scuola e dell’università, dal varo di un piano per l’energia nucleare all’avvio del federalismo, dalla riforma delle politiche di bilancio alla tanto attesa riforma delle public utilities, dalla semplificazione normativa e amministrativa alla riforma delle pensioni e all’abolizione dell’Ici sulla prima casa.”

– ma veniamo ai cinque punti del programma: “il federalismo fiscale, la riforma tributaria, la riforma della giustizia, la sicurezza dei cittadini e l’immigrazione e infine, da ultimo ma non in ordine di importanza, il piano per il Sud.” Più che sapere che cosa faranno nei prossimi tre anni, io vorrei sapere che cosa hanno fatto finora, in due anni di governo!

– beh, qualcosa di buono c’è: “Nel 2009, gli ispettori dell’INPS hanno controllato 100.591 aziende e nel 79% dei casi sono state riscontrate delle irregolarità.” Questo significa che l’80 per cento delle aziende NON sono in regola, oppure che la burocrazia è un tale macigno che è IMPOSSIBILE essere in regola? Facciamo un esempio: le nuove regole INTRASTAT legate al mondo del trasporto sono “incomprensibili”. La nostra federazione ha depositato più di mille domande di chiarimento su diversi punti. Se domani un ispettore va a controllare un’azienda, è quasi certo che troverà delle irregolarità. I latini dicevano “impossibilia nemo tenetur”. Ma intanto la macchina burocratica stritola tutti.

– e adesso una scommessa (a proposito, ne ho già vinta una! Quando il 3 settembre, Silvio ha dichiarato che entro una settimana avrebbe nominato il nuovo ministro per lo sviluppo, ho scritto che NON CI CREDEVO! Beh, avevo ragione io!): “Entro dicembre sarà pronto il progetto esecutivo del Ponte sullo Stretto di Messina”. E’ vero, ha indicato solo “dicembre” senza specificare l’anno!

Paolo

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1 Commento

Archiviato in Politica

Una risposta a “dalla lettera di Silvio agli italiani

  1. anonimo

    La cosa drammatica è che tra chi lo vota ci sono un sacco di imprenditori che quello che hai scritto lo sanno benissimo, che sanno benissimo che Berlusconi fa solo i suoi interessi (neanche i loro) e che devono per forza sostenerlo per ideologia.Persino Confindustria lo bacchetta ma poi gli dice di continuare così.L'Italia è una patria di mollaccioni.Se fossimo appena appena come la Francia che quando sciopera si ferma tutto e quando fa le leggi le applica le cose sarebbero molto diverse.Dico Francia ma qualsiasi altra nazione europea andrebbe bene.Ora ci troviamo un 74enne che promette per l'ennesima volta cose che non manterrà. Ma c'è qualcuno che ancora gli crede?auguri.elvio

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