Importazioni via mare: rischio di refund e clausole Incoterms

(questo articolo è stato scritto dall’avvocato Massimiliano Lieto, esperto in Diritto Marittimo)

L’importatore italiano che utilizza un vettore di fiducia per trasferire la merce acquistata dal luogo di produzione o di stoccaggio al luogo di destino, si assicura il controllo indiretto del carico. Se invece la scelta del vettore è lasciata al fornitore straniero, aumentano le possibilità di cadere nella trappola del refund (in particolare quando la merce proviene dal Far East con trasporto marittimo groupage e clausola di consegna CFR o CIF).

Quando il vettore incaricato del trasporto è scelto dal venditore straniero, il compratore italiano non solo è chiamato ad interagire con un operatore sconosciuto, ma corre anche il rischio di subire gli effetti del “refund” se il carico viene movimentato via mare.
Questa forma occulta di ristorno del nolo marittimo è talmente imprevedibile per l’importatore da erodere (e talvolta annullare) i margini di profitto attesi dall’operazione di compravendita internazionale.

Quando si manifesta il refund?

Il refund si manifesta con maggiore frequenza in uno scenario che prevede tre situazioni:

trasporto marittimo “groupage” (in un unico container vengono stivati carichi distinti destinati a diversi importatori)
acquisto nei paesi del Far East (Cina, Vietnam, India, per esempio)
stipula col venditore straniero di condizioni Incoterms CFR o CIF.
Le clausole CFR e CIF – come noto – sono due delle tredici clausole di consegna codificate negli Incoterms della Camera di Commercio Internazionale che regolano in modo uniforme spese e rischi delle vendite internazionali e delle operazioni ad esse accessorie (operazioni doganali, di trasporto, di eventuale assicurazione dei rischi).

La clausola CFR (Cost & Freight) è il patto accessorio al contratto di vendita internazionale con cui il venditore si obbliga verso il compratore a stipulare, in nome e per conto proprio, un contratto di trasporto sino ad un porto di destino predeterminato (ad es. Genova) e, quindi, a pagare direttamente al vettore il nolo della tratta marittima (freight).
La clausola CIF (Cost Insurance & Freight) si differenzia dalla precedente clausola perché prevede, quale ulteriore obbligo sempre gravante sul venditore, il procacciamento di una copertura assicurativa delle merci, con connesso accollo del relativo premio.

Quando pattuisce un prezzo a condizioni CFR o CIF, il compratore italiano sa che nel prezzo che paga al venditore straniero è inglobato il nolo marittimo, ma sa (o dovrebbe sapere) anche che, invece, dovrà sopportare tutte le spese che matureranno dal momento dello sbarco della merce al porto di destino sino al luogo finale di consegna, così come individuato nel contratto di vendita.

Normalmente in caso di trasporto groupage le spese che maturano a destino, una volta scaricato il container dalla nave, sono spese:

di movimentazione del container fino ad un terminal portuale (Terminal Handling Charges: T.H.C.)
di trasporto terrestre e/o di immagazzinamento presso un sito (Container Freight Station: C.F.S.), ove il container viene temporaneamente custodito in attesa del disbrigo delle formalità doganali di importazione
di svuotamento del container e di successivo inoltro dei distinti carichi verso le rispettive destinazioni finali.
Il ricatto

Ciò che spesso induce l’importatore italiano a sottoscrivere un contratto di vendita a condizioni CFR o CIF con esportatori del Far East, è che questi ultimi, appoggiandosi a compiacenti e spregiudicati spedizionieri/vettori cui dovranno affidare il trasporto, offrono nel prezzo CFR o CIF un nolo per la tratta marittima così basso rispetto ai valori di mercato da non poter essere rifiutato.

Per intendersi, se è di circa 60 USD il nolo, ai valori di mercato, necessario per movimentare un metro cubo di merce containerizzata da uno dei principali porti cinesi (ad es. Shenzhen) a quello di Genova e se l’importatore italiano si sente offrire un prezzo a condizioni CFR o CIF con un nolo di 5 USD a metro cubo per la medesima tratta marittima, è comprensibile che l’acquirente italiano si precipiti a concludere la vendita, immaginando che il forte risparmio dei costi logistici possa generare ampi margini di profitto.

Ed è qui che scatta la trappola del refund. Lo spedizioniere/vettore, infatti:

incassa i 5 USD per metro cubo dal mittente/venditore cinese
imbarca il container al porto di Shenzhen
lo scarica al porto di Genova
per recuperare il nolo svenduto al committente cinese, chiede attraverso il proprio agente in Italia il pagamento all’ignaro importatore italiano di diritti di cessione della polizza di carico (cd. bill of lading), ossia del documento che legittima il suo portatore alla consegna della merce ivi descritta.
E’ facile immaginare che l’importo di detti diritti, mai pattuiti in precedenza tra il venditore ed il compratore, per i quali non esiste alcuna tariffa cui commisurarli, ammonti a non meno di quei 55 USD che mancano allo spedizioniere/vettore straniero per assicurarsi il nolo che il mercato normalmente pratica sulla relazione di traffico Shenzhen – Genova.

Il compratore italiano, per entrare in possesso della merce, necessita tuttavia della polizza di carico. Inizialmente indirizza la sua legittima protesta per l’ingiustificata ed esosa richiesta di pagamento al suo immediato interlocutore, l’agente italiano dello spedizioniere/vettore straniero, ma la protesta è quasi sempre infruttuosa, dal momento che l’agente non è in colpa, giacché si limita ad eseguire le istruzioni del suo preponente/mandante straniero.

Del resto, l’importatore italiano spesso ignora che tra lo spedizioniere/vettore straniero ed il suo corrispondente italiano vi è un connubio di interessi, talvolta consacrato nell’agency agreement, ove si pattuisce che:

il primo assicura al secondo un costante flusso di container, in misura predeterminata, dalla cui custodia e movimentazione l’agente deriva compensi a vario titolo (es. diritti di sdoganamento all’importazione, compensi per il deposito, per lo svuotamento del container, per il packaging, nolo per il trasporto terrestre a destino)
in cambio, l’agente si impegna ad esigere dagli importatori il refund (camuffato sotto forma di diritti di cessione della polizza) che, una volta incassato, viene retrocesso allo spedizioniere/vettore straniero.
Avendo già pagato al venditore il prezzo CFR o CIF, ossia il prezzo comprensivo del nolo marittimo (cioè relativo alla tratta oceanica che è comprensibilmente il segmento più consistente di un trasporto internazionale via mare), all’importatore italiano vessato, che ha l’esigenza di entrare nella disponibilità della merce acquistata (perché magari, in veste di puro trader, si è impegnato a rivenderla a terzi entro scadenze improcrastinabili), non resta che cedere al ricatto del refund, pagandolo, pur di ottenere in cambio la polizza di carico, titolo rappresentativo delle merci, che finalmente lo legittima ad esigere la consegna del carico.

Le clausole Incoterms del gruppo F

L’importatore italiano può sottrarsi al rischio del refund assumendo il controllo del trasporto, ossia riservandosi il potere contrattuale di scegliere il vettore di propria fiducia che, in quanto tale, non potrà addebitargli spese a destino non pattuite all’atto della stipula del contratto di trasporto.
Se si considera che il trasporto è operazione accessoria alla vendita, è agevole comprendere che il rischio del refund va scongiurato al momento della stipula del contratto di vendita internazionale.

L’importatore italiano, sempre che disponga della necessaria forza contrattuale, dovrà cercare di imporre al venditore straniero un contratto di vendita che incorpori una delle clausole di resa Incoterms che pongono l’obbligo di stipula del contratto di trasporto (e quindi la scelta del vettore) in capo al compratore, non al venditore come in
vece accade nelle vendite a condizioni CFR o CIF. Le clausole che soddisfano tale esigenza sono quelle del gruppo F (FCA, FAS e FOB).

La clausola FCA (Free Carrier), in particolare, appare la più idonea per un trasporto groupage qual è quello in esame, dal momento che prevede che il compratore si preoccupi di stipulare il contratto di trasporto della merce che il venditore gli metterà a disposizione, già sdoganata per l’esportazione, in un luogo predeterminato.

Si può allora immaginare, tornando all’esempio del trasporto da Shenzhen a Genova, che il venditore cinese rimetta la merce sdoganata presso uno dei nove terminal oggi attivi nel porto di Shenzhen, consegnandola al vettore di fiducia incaricato dall’importatore italiano, che così potrà controllarne la condizione e l’imballaggio, per poi procedere al suo stivaggio in container, all’imbarco del medesimo sulla nave ed alla sua successiva consegna in Italia, ove difficilmente l’importatore si sentirà chiedere dal “suo” vettore spese a destino esose e, soprattutto, non concordate.

Avv. Massimiliano Lieto

Annunci

11 commenti

Archiviato in economia, Trasporti

11 risposte a “Importazioni via mare: rischio di refund e clausole Incoterms

  1. PaoloFederici

    se qualcuno compra merce dalla Cina a condizioni "FOB" (cioè, chi importa paga il nolo), all'importatore italiano viene addebitato un nolo medio di circa us.dollars 80 per ogni metro cubo.Se invece l'acquisto viene fatto a condizioni "CIF"  (cioè, chi esporta paga il nolo), l'esportatore cinese paga un nolo di "meno 130 dollari" al metro cubo (cioè non solo non paga niente, ma riceve anche un premio!)Ci vuole Einstein per capire che quei "meno 130" sommati ai "più 80" …comportano un aggravio di costi, per l'importatore italiano, di oltre 200 dollari al metro cubo?Eppure sono dieci anni che io denuncio la cosa … e gli italiani continuano a comprare a condizioni CIF!Contenti loro …

  2. anonimo

    E' successo in questi giorni anche a me.
    A fronte di un acquisto di 1350,00 Usd la compagnia marittima di Genova chiede 1.172,00 Euro oltre 1600,00 Usd per sdoganare la merce.
    Ma non si può fare nulla a riguardo?

  3. PaoloFederici

    caro amico,
    la risposta è: "no, non si può fare niente"
    Bisognava pensarci prima.
    La cosa triste è che ormai da più di dieci anni mi batto per "spiegare" come vadano le cose, ma sembra che nessuno sia interessato, salvo quando arriva il momento che gli tocca mettere mano al portafoglio!
    Paolo

  4. anonimo

    Scusa ma non ho compreso bene il tutto e quindi vorrei provare a fare un esmpio.
    Io dovrei importare dalla Cina (porto di partenza Shanghai) della merce (1 container da 20 tons) del valore di 10.000 usd.
    Per questa merce non esiste dazio ma il pagamento dell'IVa al 10% per cui lo sdoganamento prevede l'esborso di 1.000 usd + le spese del trasporto marittimo + le spese del trasporto dal porto italiano alla mia ditta.
    E' giusta la mia analisi? inoltre per un container do 20 tons quale potrebbe essere il costo del trsporto marittimo? inoltre le condizioni dell'importazione dovrebbero essere di tipo FOB?

  5. PaoloFederici

    chiamami:

    FORTUNE International Transport
    02 26146000

    Paolo 

  6. anonimo

    gentile paolo, mi sto interessando per importare dei prodotti dalla Cina e navigando nel web ho trovato il Suo blog e credo che Lei abbia delle competenze specifiche per consigliarmi bene.
    partendo dal presupposto che fare una spedizione FOB è il sistema più vantaggioso, quando la mia merce è in porto come mi devo muovere? Mi può dare delle dritte?

    la ringrazio tantissimo.
    Daniele

  7. PaoloFederici

    chiamami:

    http://www.fortuneitaly.it

    02 26146000

    Paolo

  8. anonimo

    Sto cercando di importare dalla cina dei beni di qualche metrocubo, leggendo un po' in giro mi sono imbattuuto in questo forum. Premetto primo acquisto di una nuova ditta in cina e quindi con poche informazioni. In ogni modo la prima quotazione della citta cinese è stata di 140 USD in condizioni CIF (per valore della merce di circa 5000/6000 USD) e porto destinazione Ancona, a quel punto dico al cinese che mi sarei informato con un corriere italiano e ricevo stranamente la risposta è "possiamo fornire anche un prezzo FOB". Quindi i cinesi conosco questo "trucco"? In ogni modo i miei dubbi sono, all'arrivo della merce al porto in Italia chi mi consegna al domicilio la merce? questo rimane per me un dubbio oscuro.

  9. PaoloFederici

    caro amico
    certo che i cinesi conoscono il trucco: l'hanno inventato loro!
    Se hai una polizza di carico che indica "ANCONA", su quella stessa polizza di carico (bill of lading, in inglese) ci dovrebbe essere in nome dell'agente italiano incaricato della consegna
    Se hai altri problemi scrivimi: paolofederici@paolofederici.it
    ciao
    Paolo

  10. Andrea

    Ho un problema analogo sto importando da il porto di Qingao (Cina) spedizione destinazione Ancona (una macchinetta utensile valore 500 euro circa) mi hanno consigliato di pagare prima la spedizione e questa in sintesi della specifica delle spese
    Dear Andrea,
    Good morning.

    the port fee in Italy as below:
    1.THC EUR25/RT
    2.Devanning+Reloading EUR150/TON (330KGS/cubic meter)
    3.Inland Contribution Fee EUR50/TON (330KGS/cubic meter)
    4.D/O EUR55 BILL
    5.Handling EUR55 BILL
    6.Cisf USD20/RT
    EXCLUDED dUTY AND ERS AND STORAGE CHARGES

    the fee are charged according to the cubic meter. the minimum is 1 cubic meter. but if you order more, it is also the same fee.
    Mi hanno assicurato che poi al porto avroò solo piccole spese legate alle pratiche iva e dazio, mi domando se potrei avere sorprese, e come mi devo comportare ?

    • queste sono mediamente le somme che dovrai pagare all’arrivo in Italia, quando la spedizionie è gestita in partenza. Ma perché ti chiedono di pagarle a loro? Le pagherai all’arrivo in Italia!
      Puoi pagare MOLTO MENO se anziché lasciar gestire a loro l’operazione ti affidi tu ad uno spedizioniere italiano al quale demandare tutte le operazioni di trasporto.
      Paolo Federici

e tu che ne pensi?

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...