la verità, Torquemada e Cartesio.

la moderna fisica quantistica è quella che, partendo dall’esperimento del famoso gatto di Schrodinger, ci dice che due cose diverse e contrastanti esistono contemporaneamente.
Quel gatto è contemporaneamente vivo e morto.
Fino a che qualcuno non apre la scatola per guardarci dentro.
Berlusconi, tanto per fare un esempio, è contemporaneamente il migliore ed il peggiore dei presidenti (almeno a sentire sostenitori, da una parte, e detrattori, dall’altra): chissà quando avremo la possibilità di “guardare” davvero dentro la sua vita e conoscere la verità (che, ovviamente, tra le due può essere una sola!).
Ormai in tutte le situazioni siamo abituati a schierarci ed una volta preso posto in uno schieramento, guai a chi la pensa diversamente da noi.
Capita nello sport (esisterà mai un tifoso del Milan capace di parlar bene dell’Inter … o viceversa?), capita nel lavoro (il “capo” è bravissimo o cattivissimo: non esistono mezze misure!) capita ovviamente in politica (anche se ultimamente c’è qualche patito della sinistra che sta apprezzando il comportamento del maggior esponente della destra …).
Anche in religione (e nella filosofia) la discussione è aperta: si va dalle certezze alla Torquemada (il capo storico dell’inquisizione, quello secondo il quale chiunque capitasse sotto le sue “grinfie” doveva essere sempre e solo colpevole, a priori ed a prescindere … come diremmo oggi) al sostenitore del dubbio più famoso: Cartesio, appunto (quello che, proprio sulla nostra facoltà di pensiero, crea la sua filosofia del dubbio).
Oggi basta leggere un mezzo trafiletto sui giornali ed ognuno di noi ha pronta la sua idea in proposito, personalissima ma ritenuta giusta senza ombra di dubbio.
Quando ci capita di leggere qualcosa che ci riguarda da vicino (fatti che conosciamo bene, che riguardano persone che sono parte del nostro “entourage”, verità toccate con mano) allora e solo allora ci rendiamo conto di come moltissime altre persone (quelle che, in quel caso, conoscono i fatti solo per “sentito dire” o per aver letto svogliatamente quel trafiletto spesso incompleto) si siano fatte un’idea ferma ed incrollabile di cose che con la “verità” non c’entrano niente.
Ma il bello è che se solo proviamo ad instillare il dubbio veniamo immediatamente ri-classificati alla stregua dei peggiori delinquenti.
La società moderna non ammette più il dubbio: è tornato Torquemada.
A questo punto il dialogo va a farsi benedire, ognuno prosegue per la sua strada, e – rifiutando il confronto – si resta con la certezza di essere sempre i soli detentori della verità.
Non ci resta che aspettare che qualcuno apra la scatola e finalmente sapremo se il gatto di Schrodinger è davvero morto.
Io spero tanto che sia sempre vivo.
Paolo Federici

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