crediti e fallimenti

solo negli ultimi giorni ho ricevuto comunicazione di tre aziende del settore (trasporti internazionali) che sono fallite.
Ognuna lasciando, naturalmente, grossi “buchi” che si traducono in somme enormi che qualcuno “non” incasserà.
E allora ci sono tre precise considerazioni che vorrei discutere:
(1) un’azienda non fallisce mai all’improvviso, ma solo dopo mesi (se non anni) che si trascina cercando di tappare i buchi nei modi più diversi. Il primo “modus vivendi” che viene messo in atto è quello di allungare drasticamente i tempi dei pagamenti (ai fornitori) restringendo contemporaneamente i tempi degli incassi (dai clienti). Magari presentando in banca le fatture allo sconto. Così anche se un’azienda ha crediti per 100 e debiti per 1000, può contare su un “cash flow” attivo (i 100 che ottiene subito dalla banca che sconta le fatture. Per i 1000 di debito … i fornitori possono aspettare). Il dato di fatto è che una tale azienda è ormai decotta e il risultato negativo incolmabile. Ma se la banca non ha problemi a “scontare” le fatture attive (chi deve pagare … pagherà alla banca, anziché all’azienda), i fornitori che sperano di incassare le “loro” fatture, dopo aver aspettato “a babbo morto” si ritroveranno fra le mani una lettera di un qualche curatore fallimentare e scopriranno che i loro quattrini non li vedranno più.
(2) Le “informazioni commerciali” sono spesso inattendibili, anche perché molti bilanci di aziende “in difficoltà” vengono abilmente mascherati. Ho chiesto “oggi” informazioni su un’azienda che ha dichiarato fallimento da un paio di settimane e la “notizia” non è ancora ufficiale. L’informazione sarà disponibile fra un po’. Il classico “chiudere la stalla quando i buoi sono scappati”.
(3) Lo scambio di comunicazioni, in Italia, è illegale (se un cliente mi sta facendo penare ed io lo dico ad un “collega” che sta per fornire merci e servizi a quello stesso cliente, incorro nel reato di diffamazione!). Quindi non è nemmeno possibile mettersi in allarme, conoscendo in anticipo situazioni difficili.
Quindi come proteggersi?
Cambiando drasticamente il sistema: se un cliente ha bisogno di credito “deve” chiederlo alla banca (che, allora sì, farà tutti gli accertamenti del caso prima di concederlo, facendosi anche dare le “garanzie” del caso) e deve smetterla di chiederlo ai fornitori (che hanno diritto ad essere pagati subito, senza “se” e senza “ma”!)
La nostra azienda per politica aziendale paga le fatture dei fornitori al ricevimento delle stesse (al massimo, se con un fornitore ci sono fatturazioni multiple, si concorda un pagamento unico mensile!).
Altrettanto viene chiesto ai nostri clienti: noi non diamo credito, perché non siamo una banca e quindi non riteniamo giusto utilizzare un servizio bancario (il credito, appunto) per acquisire clienti.
Ognuno, insomma, dovrebbe fare la sua parte.
Non cesserebbero certo i fallimenti, ma, se non altro, le magagne verrebbero scoperte prima.
Ah, con quelle tre aziende fallite non avevamo rapporti da tempo: ci avevano chiesto un credito esagerato (“sai, gli altri ci fanno 90 giorni … ce lo devi fare anche tu!) e quindi avevamo lasciato perdere.
Mi piacerebbe sapere quanto saranno contenti i miei “colleghi/concorrenti” che invece hanno aderito alle loro richieste concedendo il credito.
Paolo Federici

Annunci

2 commenti

Archiviato in economia, Trasporti

2 risposte a “crediti e fallimenti

  1. anonimo

    La nostra azienda per politica aziendale paga le fatture dei fornitori al ricevimento delle stesse (al massimo, se con un fornitore ci sono fatturazioni multiple, si concorda un pagamento unico mensile!).Altrettanto viene chiesto ai nostri clienti: noi non diamo credito, perché non siamo una banca e quindi non riteniamo giusto utilizzare un servizio bancario (il credito, appunto) per acquisire clienti.pagamenti a 30 gg sarebbe fisiologico e non creerebbe nessun problema.Mi piacerebbe sapere quanto saranno contenti i miei "colleghi/concorrenti" che invece hanno aderito alle loro richieste concedendo il credito.penso poco

  2. PaoloFederici

    per i pagamenti a 30 giorni c'è una legge europea … che l'Italia si ostina a NON reperire!Sarebbe, in effetti, la panacea di molti mali.Il problema è che il primo "cattivo" pagatore (quindi quello anche a maggior rischio di fallimento) è lo Stato Italiano!Paolo

e tu che ne pensi?

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...