sono 73: cosa hanno in comune?

Alderney * Andorra * Angola * Anguilla * Antigua * Antille Olandesi * Aruba * Bahamas * Barbados * Barbuda * Barhein * Belize Isole * Bermuda * Brunei * Cipro * Corea del Sud * Costarica * Dominica * Ecuador * Emirati Arabi * Filippine * Giamaica * Gibilterra * Gibuti (ex Afare Issas) * Grenada * Guatemala * Guernsey – Isole del Canale * Herm – Isole del Canale * Hong Kong * Isola di Man * Isole Cayman * Isole Cook * Isole Marshall * Isole Turks e Caicos * Isole Vergini Statunitensi * Jersey – Isole del Canale * Kenia * Kiribati – ex Isole Gilbert * Libano * Liberia * Liechtenstein * Lussemburgo * Macao * Maldive * Malesia * Malta * Mauritius * Monaco * Montserrat * Nauru * Niue * Nuova Caledonia * Oman * Panama * Polinesia Francese * Portorico * Saint Kitts e Nevis * Saint Lucia * Saint Vincent e Grenadine * Salomone * Samoa * San Marino * Sant’Elena * Sark (Isole del Canale) * Seychelles * Singapore * Svizzera * Taiwan * Tonga * Tuvalu (ex Isole Ellice) * Uruguay * Vanuatu * Vergini britanniche.

Adesso, ogni qualvolta dovrò pagare il mio “corrispondente” estero in ognuno dei 73 Paesi elencati nella Gazzetta Ufficiale (quelli riportati sopra, appunto!) e considerati “black list”, dovrò predisporre un documento “extra” per comunicare all’Agenzia delle Entrate ciò che potrebbero tranquillamente controllare in banca e cioè:
codice fiscale (o altro codice identificativo) attribuito all’operatore dallo Stato in cui lo stesso è stabilito, residente o domiciliato
ditta, cognome, nome, luogo e data di nascita, domicilio fiscale, se si tratta di persona fisica
denominazione o ragione sociale, sede legale o amministrativa, se soggetto non persona fisica
per ciascun operatore, il totale delle operazioni attive e passive effettuate, distinto tra operazioni imponibili (va evidenziato l’importo complessivo della relativa imposta), non imponibili, esenti e non soggette, al netto delle relative note di variazione, e, per le note di variazione emesse e ricevute relative ad annualità precedenti, il totale delle operazioni e la relativa imposta.

Allora gradirei sapere:
esiste una qualche normativa “analoga” in altro paese europeo?
poiché non mi risulta niente di simile in tutta Europa, non è possibile protestare vivacemente (magari anche tramite una raccolta di firme) contro l’emanazione di un tale decreto?
tutte le transazioni bancarie con l’Estero già risultano nei documenti bancari. Possibile che l’Agenzia delle Entrate abbia bisogno di una copia di documenti già esistenti (il che significa soltanto un aggravio di lavoro “burocratico” che va a togliere tempo prezioso all’attività primaria di ogni singola azienda)
nell’ultimo anno abbiamo assistito alla creazione di tutta una serie di nuove procedure burocratiche che contraddicono i programmi/progetti del Ministero della Semplificazione. Nel mio settore (mi occupo di TRASPORTI INTERNAZIONALI) abbiamo:
– introduzione della SCHEDA DI TRASPORTO (documento SOLO italiano)
– introduzione dell’INTRASTAT (anche per le aziende di servizi). Al momento 1208 domande di chiarimento giacciono sulle scrivanie dell’agenzia delle entrate in attesa di risposta
– nuove normative IVA (per la maggior parte ancora in discussione in quanto mancanti di chiarezza!)
– nuove normative per quanto riguarda le dichiarazioni sulla radioattività dei materiali esportati
– nuove normative relativamente ai contratti di trasporto (che, al momento, possono essere sottoscritti solo dagli autotrasportatori: al Ministero dei TRASPORTI si sono “dimenticati” che esistono anche i trasporti con le navi, con gli aerei e con i treni!)
– nuove normative per l’emissione degli EUR-1 (sembra però che l’agenzia delle entrate stia correndo ai ripari per risolvere un problema … che loro stessi hanno creato)
E adesso ci si mettono anche con nuove dichiarazioni (BLACK LIST) che servono solo a riempire di carta altri moduli totalmente inutili
Ma quando lo troviamo poi il tempo per “lavorare” e produrre?
Paolo Federici

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1 Commento

Archiviato in denuncia, dogana, economia, Trasporti

Una risposta a “sono 73: cosa hanno in comune?

  1. anonimo

     Iva black list: modifiche per la comunicazioneIl Ministro dell’economia e delle finanze con decreto del 27 luglio 2010 ha eliminato Cipro, Malta e Corea del Sud dalla lista dei paradisi fiscali del 1999 e del 2001 ed è nuovamente intervenuto con il DM 5 agosto 2010 per regolare alcuni aspetti ancora incerti riguardo al contenuto del D.L. n. 40/2010 convertito nella L. 22 maggio 2010, n. 73.fonte:http://www.newsmercati.it/Article?ida=5117&idl=3027&idi=7&idu=28989

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