figli e figliastri

Altero Matteolilettera aperta al Ministro dei Trasporti, Altero Matteoli

caro Ministro,
Lei ovviamente non mi conosce, ma io mi occupo di trasporti ormai da 35 anni, quindi ritengo di aver acquisito una qualche minima esperienza nel settore.
Considerato poi che talvolta vengo invitato a tenere lezioni sui trasporti nelle scuole (dalle medie finanche all’università), tutti i miei interventi partono da un denominatore comune.
Spiego, ai ragazzi, che il trasporto nasce sull’acqua (fluviale e marittimo) per poi svilupparsi, nel corso dei secoli, in quattro grandi classi, determinate dalla “via” utilizzata.
Quindi abbiamo il trasporto per VIA D’ACQUA (fluviale e marittimo, appunto), per VIA DI TERRA (quello stradale, con i camion, insomma), per VIA FERRATA (quello tramite treno) e per VIA D’ARIA (l’ultimo nato in ordine di tempo, quello effettuato tramite gli aerei, gli elicotteri e – perché no? – le astronavi!).
Un Ministero dei Trasporti dovrebbe dunque occuparsi della “globalità” dei trasporti, quindi di tutti quattro i suoi figli.
Invece, sempre più (e Lei non è il solo: anche i suoi precedessori hanno sempre agito secondo analoga mentalità) l’unico TRASPORTO del quale si parla è quello via strada e la “controparte” del Ministero è sempre e solo il mondo dell’AUTOTRASPORTO.
Proprio in questi giorni (secondo quanto riportato dalla stampa) è stato raggiunto un importante accordo.
In questo accordo si parla di “contratto di trasporto” (però … ormai l’avrò ripetuto non so quante volte) il “contratto di trasporto” potrà essere sottoscritto solo da chi è PROPRIETARIO di camion. Quindi (la domanda continua ad essere senza risposta!) chi ha bisogno di effettuare trasporti AEREI, NAVALI o FERROVIARI … cosa deve fare? Coinvolgere un “camionista” nella contrattazione?
Con l’avvento dei “CONTAINERS” si è sviluppato il trasporto INTERMODALE/MULTIMODALE, per cui lo stesso CONTAINER (quel grosso cassone diventato “imballo universale”) si sposta tra la strada, la ferrovia ed il mare … senza “rottura del carico”.
Anche in quel caso (magari per merce da caricare a Bergamo e destinata a Chicago) il contratto di trasporto sarà valido solo se sottoscritto da un “camionista”?
Ma la cosa più eclatante è quella riguardante i termini di pagamento.
Solo i trasporti “camionistici” saranno soggetti al pagamento da effettuarsi (per legge!) entro un massimo di 60 giorni.
Per gli altri “trasporti” (i “figliastri”, appunto) resta in vigore l’arte di arrangiarsi.
Carò “papà”, perché continui a curarti solo del tuo figlio (CAMION) prediletto (che, tra l’altro, è anche quello che ti da i maggiori grattacapi) ed a noi tre (NAVE, AEREO e TRENO) continui a snobbarci?
E’ chiederti troppo di applicare, almeno, le stesse regole valide per tutti quattro?
Paolo Federici
p.s.: è doveroso aggiungere che Confapi Trasporti – della quale faccio parte in veste di “responsabile della comunicazione” – ha costituito la filiera unica del trasporto proprio per non avere figli e figliastri!

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1 Commento

Archiviato in economia, giornalismo, Politica, Trasporti

Una risposta a “figli e figliastri

  1. LEXDC

    IL POVERETTO E' CONVINTO CHE L' AUTOTRASPORTO GLI DIA IL VOTO … E DEL RESTO NON NE CAPISCE NIENTE, SE LEGGE LA LETTERA ARRIVERA' FORSE AL SECONDO CAPOVERSO PRIMA DI FARSELA RIASSUMERE …

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