L’uomo con la valigia

mi spiace continuare a leggere quanto sostenuto da CONFTRASPORTO. Sembra che gli spedizionieri (equiparati a passacarte con funzioni di bagarini) siano da considerare alla stregua di sfruttatori. I “poveri” camionisti devono subirne le imposizioni tariffarie, devono sottostare alle richieste pressanti di chi vuole vederli andare più veloci, devono accontentarsi di guadagnare cifre irrisorie.
Nessuno che rifletta a fondo sull’argomento!
Intanto i trasporti (coordinati dagli spedizionieri) sono di quattro tipi: stradale, ferroviario, marittimo ed aereo.
Quando lo spedizioniere prende la sua bella valigetta (magari non più quella di cartone che identificava i suoi progenitori) e va dall’altra parte del mondo in cerca di lavoro lo fa “anche” nell’interesse dei camionisti!
Se torna a casa con degli “ordini” di spedizione, poi dedica il suo tempo ad organizzare, coordinare, gestire i trasporti che sono soprattutto marittimi ed aerei (quando la merce è da far pervenire dall’altra parte del globo), ma che hanno bisogno anche di essere seguiti nella tratta nazionale, quindi creando lavoro e ricchezza anche per quei camionisti che non hanno mai varcato il confine dell’Italia!
Dopo gli sforzi per combattere la concorrenza delle multinazionali, per lottare contro le società di spedizioni “estere” (che continuano ad acquisire fette di mercato sempre più cospicue) e dopo aver vagato per il mondo ecco che, anziché sentirsi dire grazie, gli spedizionieri si trovano ad essere accusati di bagarinaggio e questo non può davvero far piacere.
Anziché continuare a lamentarsi e piangersi addosso e recriminare ed aspettare improbabili aiuti statali, sarebbe il caso che tutti si dessero da fare, rimboccandosi le maniche ed impegnandosi, ognuno per la sua parte, per far decollare l’economia della nostra povera Italia.
Noi (spedizionieri ed operatori del trasporto internazionale e della logistica) continuiamo a volare in tutti i Paesi del mondo, alla ricerca di “lavoro” per noi e per il nostro Paese.
Chiediamo solo, ai nostri governanti, di non metterci i bastoni tra le ruote con regole burocratiche sempre più inattuali.
Sempre più spesso quel “lavoro” acquisito con fatica viene perso perché le regole burocratiche solo italiane convincono i clienti degli spedizionieri (esportatori ed importatori presenti non solo in Italia ma in tutta Europa) ad usare porti ed aeroporti NON italiani, varchi doganali lontani dai nostri confini, e quindi anche “camionisti” d’oltralpe.
Insomma, anziché prendersela con gli spedizionieri, i camionisti dovrebbero “aiutarli” nella loro lotta contro la burocrazia.
Ecco che così, aumentando il lavoro “per tutti”, ci sarebbe anche più lavoro per i camionisti e per la legge di mercato (quando la domanda supera l’offerta) i prezzi salirebbero per la gioia di tutti i trasportatori e del loro presidente.
Senza bisogno di aiuti di stato ma, come recita un vecchio adagio, seguendo la logica del “aiutati che il ciel t’aiuta!”
Elementare, Watson.
Paolo Federici

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