FEDERALISMO DOGANALE

se, per ora, il federalismo fiscale è ancora in elaborazione, un altro settore ha già tagliato il traguardo federalista!
E’ quello delle dogane: nel senso che ogni singola dogana fa a modo suo.
Ne volete un esempio?
La direzione centrale emana una circolare (della quale abbiamo già parlato click ) in merito alle nuove normative per l’emissione dell’EUR 1.
Normative assurde, ma non è questo il punto.
La DOGANA DI ROMA 2 (quindi neanche tutte le dogane di ROMA, ma solo una sezione) detta istruzioni che consentono di derogare alla norma (forse perché qualcuno ha deciso di usare il cervello, organo ultimamente molto poco usato nelle alte sfere).
La segue VENEZIA.
Ed oggi si allinea (tra i “contestatori”, direi!) anche RAVENNA.
Da una parte questo mi rende felice, perché vuol dire che anche nella pubblica amministrazione qualcuno, che si metta una mano sulla coscienza e aiuti a risolvere i problemi, lo troviamo ancora.
Dall’altra mi fa rabbia pensare che ogni singola dogana faccia di testa propria, così se ci si trova ad operare doganalmente a VENEZIA (ad esempio) il problema si risolve, mentre invece a GENOVA (altro esempio) la questione si complica.
Adesso vediamo quali, a breve, si dimostreranno essere dogane “illuminate” e quali, invece, continueranno ad assecondare gli ordini inattuabili ricevuti dalla direzione, ponziopilatamente lavandosene le mani!
Paolo Federici

2 commenti

Archiviato in dogana, riflessioni, Trasporti

2 risposte a “FEDERALISMO DOGANALE

  1. anonimo

    E' proprio questo il rischio che si corre lasciando alle Agenzie delle Dogane la possibilità di decidere in merito ai 10 gg. previsti per l'emissione del certificato di circolazione. Creare una serie di Dogane di serie A o di serie B a seconda della tempistica e delle formalità richieste. Se con li telematico si era riusciti ad uniformare il sistema doganale, eliminando il libero arbitrio sulla scelta delle verifiche CD o VM (seppur in modo parziale), ora si fà un passo indietro.L'unica soddisfazione (se proprio dovessi trovarla una) è quella di poter finalmente convincere le aziende ad interessarsi alla richiesta dello "Status di esportatore autorizzato" , fino ad ora completamente snobbato a causa della semplicità di emissione degli EUR1 (bisogna ammetterlo), ed alla applicazione della tanto snobbata dichiarazione su fattura per importi inferiori ai 6000 euro.Spero soltanto che questo sia un passo importante per convincere le aziende ad utilizzare la dogana competente sul territorio.Gianluca LariCAD SATI srl – Rimini

  2. anonimo

    E’ doveroso fare una premessa:la circolare 11 e’stata emessa, a mio parere, in modo non consono alla attuale situazione degli scambi internazionali. Le merci vengono prodotte sul “”venduto””, molto spesso una consegna posticipata di 30 minuti rispetto a un concorrente fa perdere un contratto, una commessa e via dicendo.Pur riconoscendo che molti, moltissimi certificati di origine preferenziale sono stati emessi senza cognizione di causa, semplicemente su una modesta indicazione di “”origine Italia”” dobbiamo rilevare che il termine di 10 giorni antecedenti alla data di spedizione non ha, commercialmente, alcun senso. In modo particolare gli speditori di piccole partite, dette “”a collettame”” non sanno mai presso quale dogana verra’ presentata la merce per l’esportazione in quanto i trasportatori utilizzano punti di raccolta e vettori collegati e quindi possono utilizzare percorsi piu’ vantaggiosi.Quindi l’esportatore presenta la richiesta a Varese e poi l’operazione doganale si fa a Milano, a cura di un trasportatore che, se tutto va bene, e’ titolare di autorizzazione alla procedura di domiciliazione e quindi puo’ ottenere dalla propria dogana un certificato EUR 1 in bianco. (e su questo argomento torneremo in seguito)Sempre a parere di chi scrive, la circolare 11 avrebbe dovuto essere diramata anche, per conoscenza e norma, alle Associazioni di categoria, confindustria,confcommercio,confetra,fedespedi e via dicendo perche’ gli speditori venissero fortemente sensibilizzati sulle regole di origine prefenziale e sulle corrette e complete dichiarazioni da produrre alla dogana per il rilascio dei suddetti certificati, senza voler obbligare gli uffici doganali a una tempistica assolutamente anacronistica e fuori da ogni logica comunitaria. Ritengo i funzionari doganali, tutti, in grado di valutare in tempo reale la correttezza di una dichiarazione redatta in modo concreto e rispondente alle normative e ai protocolli di adesione. Detto questo, non disconosco il contenuto della circolare 11 pur non condividendone il tono e la sua logica perversa.La Direzione Centrale non puo’ lasciare la discrezionalita’ di applicazione della tempistica a ogni Ufficio doganale pur in presenza di particolari flussi di traffico: l’applicazione di una disposizione, buona o cattiva che sia, deve essere uguale per tutti. In effetti abbiamo notato, sin dai primi momenti dalla pubblicazione della circolare, (chissa’ perche’ non e’ stata resa pubblica e inviata solo agli uffici delle dogane) l’emanazione delle istruzioni operative piu’ disparate da parte di ogni singolo Ufficio delle Dogane, l’applicazione delle istruzioni nel modo piu’ strano e diverso, con richieste da parte dei singoli uffici di nulla o di tutto. E’ assolutamente evidente che il traffico si e’ concentrato presso quegli uffici che garantivano il rilascio del documento in tempo reale, pur sulla base dei principi di correttezza formale e sostanziale, tanto cari al Direttore Centrale.Dobbiamo dire anche della possibilita’ dei titolari di procedura di domiciliazione di ottenere i modelli EUR 1 previamente vidimati, in bianco. Come puo’ il trasportatore (non l’Azienda produttrice)  sostituirsi alla autorita’ doganale per valutare la correttezza e la completezza delle informazioni fornite, con quale spirito esaminera’ (forse) i documenti ?? Con l’idea di trasportare la merce (e incassarne il corrispettivo) o con l’idea di indagare circa i processi di lavorazione che hanno permesso di ottenere l’origine preferenziale ??? O lo fara’ fare dai precari che ha assunto per fare 100 operazioni al giorno???Se la risposta e’ che il titolare della procedura avra’ delle responsabilita’ penali in caso di controlli, possiamo obiettare che anche lo speditore sfigato che presenta la merce alla dogana avra’ delle responsabilita’ penali in caso di controlli. Che differenza c’e’ ??? La ditta A che presenta la merce alla dogana aspettera’ 10 giorni per avere quanto le spetta e la ditta B che si avvale di un trasportatore in regime di procedura domiciliata avra’ subito quanto le spetta e avra’ consegnato la sua merce al destinatario 10 giorni prima. La legge e’ uguale per tutti ???Posso fare un esempio pratico:Il trasportatore XXXX effettua spedizioni tramite il servizio intermodale Hupac ma preferisce effettuare le operazioni doganali in regime di procedura ordinaria, in dogana Busto Arsizio, tramite lo spedizioniere YYYY il quale, dopo aver fatto le debite verifiche, avra’ il certificato EUR 1 dopo 10 giorni.Se il trasportatore XXXX decidera’ di utilizzare i servizi doganali della Hupac in procedura di domiciliazione, dopo 3 ore avra’ la sua merce e il certificato EUR 1 presso la dogana svizzera, pronta per essere immessa in consumo. Possiamo cercare di indovinare a chi si affidera’ il trasportatore XXXX e chi paghera’ gli stipendi ai dipendenti dello spedizioniere YYYY ???Dalla nota della A.S.E.A. apprendiamo che i responsabili della dogana di Varese hanno riferito che l’impatto per il rilascio dei certificati di circolazione e’ minimo. Possiamo condividere quanto riferito semplicemente perche’ i flussi di traffico si sono diretti dove possono essere agevolati, sempre e comunque nel rispetto della normativa che regola il rilascio della certificazione preferenziale.Gli spedizionieri doganali, sensibilizzati dal richiamo alla correttezza formale e sostanziale, si sono fatti portavoce presso la clientela per la correttezza e la completezza delle informazioni da fornire alle autorita’ doganali preposte al rilascio del documento ma non possono farsi carico delle conseguenze derivanti dalla applicazione della tempistica prevista dalla nota circolare, tempistica che, oltretutto, non e’ esplicitamente prevista dagli accordi bilaterali.Da ultimo vorrei attirare l’attenzione sul contenuto della circolare 11 che impone analoghe procedure di controllo anche per quanto riguarda i certificati A.TR utilizzati negli scambi tra la Comunita’ e la Turchia per la gran parte dei prodotti. La Decisione 1/95 del Consiglio prevede, al Capitolo 1 – articolo 3 – punto 1, che le disposizioni del Capitolo si applicano alle merci “”….provenienti da Paesi Terzi e immessi in libera pratica nella Comunita’
    o in Turchia…” articolo ribadito, peraltro, dalla nota prot. 1618/X del 28 aprile 1998 del Dipartimento delle Dogane, senza menzionare la necessita’ di una istanza per il rilascio, in effetti non richiesta anche per la compilazione.Delle due, l’una: o le merci presentate hanno, di fatto, diritto al rilascio della richiesta certificazione oppure sono contrabbandate sul territorio della Comunita’ La norma prevede che le merci di contrabbando siano immediatamente confiscate……….quindi……….Quali operatori del settore e intermediari tra le Aziende produttrici e le autorita’ di controllo, ci auguriamo vivamente che il contenuto della circolare 11 venga meglio esplicitato, senza che venga meno lo spirito che l’ha motivata, per permettere a tutti, nessuno escluso, una  attivita’ che non metta a repentaglio gli interessi del commercio e la fluidita’ degli scambi, senza compromettere l’attivita’ di controllo che puo’ essere agevolmente posta in opera anche a posteriori e presso le aziende interessate. Resto a disposizione per eventuali maggiori delucidazioni e porgo cordiali saluti. <span style="font-family: times new …

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