ma a noi … chi ci rappresenta?

lo so, continuo a ripetermi e qualcuno si sarà anche stufato di leggermi.
Però, quando non mi leggerete più vorrà soltanto dire che anch’io sarò “sparito”, come continuano a sparire moltissime aziende, ogni giorno!
“Le piccole e medie imprese sono il motore dell’economia” continuano a ripeterci tutti i giorni.
Poi alle parole, nessuno (almeno nel nostro specialistico settore: spedizioni & logistica) fa seguire i fatti.
O meglio, nei fatti ogni giorno qualcuno si inventa una nuova procedura, una nuova regola, un nuovo documento da compilare, una nuova norma da seguire.
Allora noi, piccoli e medi, non avendo “santi in paradiso” ci rivolgiamo alle associazioni di categoria perchè intervengano.
Ma cosa volete che sia un’associazione di categoria che raggruppa qualche centinaia di aziende?
I nostri governanti guardano i numeri: un’associazione (ad esempio quella degli autotrasportatori) che ha centinaia di migliaia di aziende (e la possibilità di bloccare l’Italia mettendo i camion “di traverso” sulle strade) ha tutti i diritti (qualunque cosa chiedono gli viene concessa).
Noi, raggruppati in poche centinaia … che “voce in capitolo” possiamo avere?
A nessuno, nella stanza dei bottoni, importa vagliare richieste giuste e richieste sbagliate: quello che conta è, al solito, la forza.
Se poi, come massimo esponente dei rapporti con il parlamento viene scelto (a presiedere l’organismo preposto, cioè Confetra) un incaricato di una multinazionale (DHL-DANZAS) ecco che noi piccoli e medi non ci sentiamo più rappresentati nemmeno dalle nostre stesse associazioni.
Insomma, se chi dovrebbe rappresentare i nostri interessi ha più a cuore il futuro delle “sue” aziende (multinazionali, quindi in aperto conflitto con l’attività di piccole e medie imprese di spedizione), non viviamo forse un palese “conflitto di interessi”?
Ma il nostro Paese questo problema, ormai lo sappiamo, non se lo è mai posto, quindi non ci resta che continuare a gridare nel deserto.
Negli ultimi tempi è stata create l’unione di categoria (TRAsporti SPEdizioni LOGistica) all’interno di Confapi.
Forse uno spiraglio alla speranza (che, come sappiamo, è sempre l’ultima a morire) si sta aprendo.
Adesso sta alle piccole e medie imprese del settore … decidere se associarsi o meno.
D’altronde un analogo problema lo hanno anche in Assolombarda.
Basta rileggersi l’intervento dell’ex-presidente Michele Perini, sostituito da un “manager” di una multinazionale, che si interroga: “come fa il piccolo imprenditore a sentirsi rappresentato da chi guida imprese a capitale pubblico spesso in regime di monopolio?” (il suo intervento è del 4.12.2009, pubblicato su LIBERO con il titolo “questo vertice di Assolombarda non rappresenta gli imprenditori”)
Se poi – tanto per fare un esempio legato a quanto succede “oggi” – gli attuali vertici associativi (mi riferisco in modo particolare a Confetra) non ritengono nemmeno di dover spendere due righe per un comunicato teso ad “istruire” gli spedizionieri sul comportamento da adottare in merito alla situazione di blocco aereo verificatasi, a causa dell’eruzione dell’Eyjafjallajokull, ancora di più NON ci sentiamo rappresentati.
Forse, davvero, la speranza va riposta nella nuova creazione (CONFAPI TRA.SPE.LOG)
A noi non resta che aspettare fiduciosi.
Paolo Federici

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Archiviato in economia, riflessioni, Trasporti

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