il vulcano ci complica la vita

sono migliaia (oseremmo dire centinaia di migliaia…!) le persone che sono rimaste a terra, bloccate in qualche aeroporto aspettando che una folata di vento faccia allontare la cenere dell’Eyjafjallajökul, vulcano islandese ormai più famoso dei nostri Etna e Vesuvio!
CONFAPI TRA.SPE.LOG. (l’unione di categoria di Confapi, che segue il mondo dei trasporti) ritiene importante far presenti le difficoltà che, ovviamente, si presentano anche per quanto riguarda lo spostamento, con aerei cargo, delle merci.
I nostri associati ci segnalano le difficoltà che stanno vivendo nello “spiegare” alla clientela il problema: sembra assurdo, ma ci viene chiesto di spedire con urgenza!
Ma se NON possono volare gli aerei passeggeri, NON possono volare nemmeno gli aerei cargo!
Le merci ferme negli aeroporti stanno ammassandosi (le “consegne” ai terminal aeroportuali continuano senza tema!) e smaltire tutta quella quantità di merce in attesa di imbarco non è cosa che si possa fare in poco tempo.
Ci saranno da tener presenti le dovute priorità legate alla deperibilità (soprattutto di generi alimentari) e, comunque, le merci che vengono consegnate in aeroporto OGGI (perché magari erano prenotate su un volo in partenza OGGI) dovranno “mettersi in fila” ed attendere il loro turno.
Il disagio c’è ed è tanto: bisogna armarsi di pazienza ed evitare l’assalto alla diligenza.
Certamente il fatto che “oggi” si stiano riaprendo gli aeroporti non significa che OGGI stesso tutte le merci “accatastate” nei terminal aeroportuali potranno partire.
Invitiamo tutti i nostri associati ma anche gli utenti dei servizi aerei (cargo) in generale ad evitare di “premere” per saltare la fila: questo servirebbe soltanto ad improbabili “bagarini” del trasporto per far salire le tariffe.
Certamente CONFAPI si fa parte diligente per monitorare la situazione e cercare di rendere i disagi (che purtroppo ci sono e continueranno, nei prossimi giorni, ad esserci) quanto meno gravi possibile.
Continueremo a tenervi informati …
Paolo Federici

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1 Commento

Archiviato in riflessioni, Trasporti

Una risposta a “il vulcano ci complica la vita

  1. anonimo

    Ma per quelli che hanno fretta non ci sono i camion, o i treni cargo? A meno che non si tratti di voli transoceanici? L'efficienza e l'immediata risposta all'emergenza di una nazione fa di questa un esempio da seguire ed un ottima pubblicità. Ti faccio un esempio che non c'entra: In un giorno la Slovenia con migliaia di cittadini volontari ha ripulito l'intero paese raccogliendo tonnellate di rifiuti che vrebbero richiesto mesi e mesi con un costo esorbitante. In prima fila c'erano i loro ministri. Vogliono dimostrare che se lavorano più di noi è perché sono bravi! E lo sono! Ho visto villaggi crescere come i funghi: percorrendo la strada verso Koper.  Dopo due mesi mi ritrovavo un villaggio nuovo, completo di giardini, alberi, e fiori. Perché non mi metti sul tuo blog? Io non ho tempo per farne uno mio. Accetto tutte le critiche ed i commenti che vogliono. Risponderò per le rime. Se saprò cosa dire senza dire cretinate.Forse il nostro governo stesso si aspetta un aiuto con suggerimenti validi dai cittadini. Specialmente se questi cittadini hanno conoscenze al Propeller in grado di raggiungere in breve tempo i vertici. I camion inutilizzati li trovano a Trieste in abbondanza….ma suppongo dappertutto in Italia. In gioventù si andava a sciare su camion attrezzati ma eravamo reduci da una guerra. Piuttosto che dormire sulle brandine in aeroporto….Credi che le azzimate hostess e gli ufficiali dell'Alitalia darebbero una mano? Sembra che la natura stessa ci dia degli avvertimenti: i miei amici londinesi che abitano a Heathrow con centinaia di aerei sulla testa ogni giorno hanno disfatto un laghetto che avevano in giardino. Per cercare i pesci rossi hanno immerso la rete in circa mezzo metro di morchia oleosa e nera tanto che i pesci erano invisibili, ma ancora vivi per fortuna. Abbiamo dovuto lavarli. Non lo dimenticherò mai.Passando alle multinazionali, delle quali ti lamenti, rinuncia al sogno: non è possibile far da soli senza gli strumenti finanziari detenuti dai potenti. Il governo non ce la può fare con tutte le grane di origine anche geoidrografica che ha. Rassegnati, chi ha soldi compra tutto e dovunque. Chi ne ha di più dovrà per forza essere solidale con chi ne ha di meno altrimenti ci tirano giù tutti insieme. Che io sappia anche noi compriamo all'estero dove ci conviene. Le ferrovie? L'America le ha costruite emettendo azioni da 1 Dollaro degli Americani. Se facessimo lo stesso potrebbero rimanere italiane. Ma in fretta!!!Di ieri la notizia che non ho ancora verificato ma se è vera dovremmo coccolarci tutte le multinazionali con DNA occidentale che possiamo.E'STATO FIRMATO IL PATTO "BRIC" (BRASILE-RUSSIA-INDIA-CINA). CIò significa una intensa collaborazione fra popolazioni emergenti che hanno la prerogativa di lavorare ai limiti della sopravvivenza causando una concorrenza con noi che ci può portare alla disoccupazione più terrificante e di conseguenza il calo dei consumi. (gatto che si morde la coda) :-)Dovremmo augurarci piogge torrenziali in Europa che formino acquitrini sufficienti a coltivare noi il pugno di riso per sfamarci, che loro hanno coltivato per secoli. E' la legge dei numeri ed io non amo fare la Cassandra… piuttosto esorto ad usare le meningi per migliorare il nostro mercato rendendolo competitivo non solo sulla qualità e sull'efficienza ma anche per il prezzo: in Sardegna hanno abbassato le tasse portuali del 90% per non subire la concorrenza dei porti nordafricani. Non c'è scampo! Inutile lamentarsi, sapessi di quanto poco si può vivere! Pane e lavoro sono già gli ingredienti necessari per risalire la china. Come fanno gli asiatici. Ma i nostri lavoratori se non possono comprarsi la seconda macchina protestano, scioperano. Non ti dico i portuali di Trieste. Erano abituati ad andare in Alfa Romeo. Dall'abbassamento dei prezzi qualcuno ci guadagnerà certo: i pensionati che avranno una capacità di acquisto moltiplicata. Purché non aumentino troppo i servizi e le tasse che comunque loro pagano.Ora sto per dire una cosa brutta: non mi piace la delazione ma siccome il governo non è in grado di controllare da solo la corruzione che tutti i paesi poveri coltivano con passione, dovrebbero essere i cittadini stessi a controllare gli imbroglioni  ed i disonesti denunciando: perlomeno i finti invalidi. L' unico pericolo consta nel fatto che qualcuno può usare l'odio per incriminare degli innocenti. Mala tempora, amico. Poco fa ho visto un servizio in televisione dove dei ragazzini di 10-12 anni hanno filmato con un telefonino dei coetanei che compravano alcol nei bar o supermercati ed i gestori glielo vendevano….L.

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