operazioni doganali … e responsabilità

leggo un interessante articolo, sul SECOLO XIX del 5 aprile: “LO SPEDIZIONIERE RISPONDE DELLE OPERAZIONI DOGANALI”
In breve: quando viene gestita un’operazione doganale di importazione, lo “spedizioniere doganale” prepara la bolla doganale e, firmandola, si impegna al pagamento delle somme previste quali IVA e DAZIO.
Naturalmente lo “spedizioniere doganale” deve ricevere, dal suo mandante, le somme da versare in dogana.
I casi sono molteplici:
– (AA) lo “spedizioniere doganale” agisce per conto dell’importatore
– (BB) lo “spedizioniere doganale” agisce per conto dello “spedizioniere internazionale” il quale, a sua volta, agisce per conto dell’importatore.
E fin qui, mi sembra tutto chiaro.
La questione si complica (o meglio, si ramifica) in quanto lo “spedizioniere doganale” può agire in nome proprio (e allora diventa responsabile “in primis” dei versamenti alla dogana) oppure in nome e per conto dell’importatore (e allora diventa responsabile “in solido” con l’importatore).
Insomma nel primo caso (spedizioniere doganale che agisce in nome proprio) la dogana chiederà il pagamento allo “spedizioniere doganale” indipendentemente dal fatto che questi sia stato, a sua volta, pagato dall’importatore.
Nel secondo caso, invece, la dogana chiederà il pagamento “direttamente” all’importatore.
Se poi, nella gestione operativa, si inserisce l’operato di uno “spedizioniere internazionale” … cosa succede?
Chiamiamo le “tre” figure coinvolte come segue:
ALFA è l’importatore
BETA è lo spedizioniere internazionale
GAMMA è lo spedizioniere doganale
(1) ALFA versa le somme dovute a BETA, BETA versa le somme dovute a GAMMA, GAMMA versa le somme dovute in dogana. Questo è il caso normale, ovvio, regolare, senza problemi … insomma quelloche succede nella maggioranza assoluta dei casi
ma se …
(2) ALFA “non” versa le somme dovute a BETA, BETA “non” versa le somme dovute a GAMMA, GAMMA “non” versa le somme dovute in dogana. La DOGANA … chiederà a GAMMA il pagamento e questi NON può rifiutarsi di pagare se ha operato secondo la procedura “AA”. Potrà invece rifiutarsi di pagare se avrà operato secondo la procedura “BB”. Però, nel caso “BB”, lo spedizioniere doganale dovrà dimostrare di avere il mandato “NON” dallo spedizioniere internazionale ma direttamente dall’importatore. Poiché questo normalmente non succede (l’importatore da mandato allo spedizioniere internazionale, il quale, a sua volta, da mandato allo spedizioniere doganale), lo spedizioniere doganale dovrà RISPONDERE DELLE OPERAZIONI DOGANALI (ecco spiegato il titolo dell’articolo).
Ovviamente lo spedizioniere doganale andrà immediatamente a rivalersi sullo spedizioniere internazionale e questi – alla fin fine – potrebbe ritrovarsi con il famoso cerino in mano, se – ad esempio – nel frattempo l’importatore è fallito o comunque non è in grado di rimborsare il dovuto.
Riassumendo, anche perché mi rendo conto che la questione è piuttosto intricata e complicata:
– lo SPEDIZIONIERE DOGANALE deve “sempre” operare a nome e per conto dell’importatore (evitando quindi di agire “in nome proprio”)
– lo SPEDIZIONIERE INTERNAZIONALE deve “sempre” ottenere dall’importatore il mandato ad agire in dogana … indicando, nello stesso, il nome dello SPEDIZIONIERE DOGANALE
E così entrambi gli spedizionieri (sia quello internazionale che quello doganale) potranno tornare a dormire sonni tranquilli.
Paolo Federici

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