chi rappresenta davvero le PMI del trasporto?

ormai ce lo raccontano in tutte le salse: l’economia italiana regge alla crisi mondiale grazie all’attività indefessa delle piccole e medie imprese.
Per quanto riguarda il nostro settore (quello dei trasporti!) l’associazione italiana delle piccole e medie imprese (CONFAPI) ha addirittura creato l’unione di categoria dedicata proprio al mondo dei trasporti, della logistica e delle spedizioni (CONFAPI TRA.SPE.LOG. nata alla fine del 2009).
Il Propeller club di Milano (nel cui consiglio direttivo sono presenti molti rappresentanti di piccole e medie imprese) ha organizzato un importante congresso (lo scorso 22 febbraio) per illustrare, al mondo della politica, quali siano i problemi del settore e dare indicazioni anche sulle soluzioni (un ampio reportage è stato fatto anche su questo blog).
Il sottosegretario ai trasporti (Bartolomeo Giachino), successivamente al convegno di Milano, ha voluto un incontro, a Roma, con tre rappresentanti del settore indicati proprio dal Propeller Club di Milano.
Tale incontro è stato allargato al direttore generale delle Dogane (Giuseppe Peleggi).
Insomma, le PMI del mondo del trasporto stanno dimostrando di darsi da fare per aiutare l’intero settore.
Intanto doveva essere nominato il nuovo presidente di Confetra (che rappresenta a livello politico, economico, sociale e sindacale le categorie imprenditoriali operanti nei settori del trasporto, della spedizione, della logistica e del deposito delle merci, nonché in settori a questi connessi ed ausiliari).
Ebbene, dovendo scegliere tra un “imprenditore” (magari titolare di una piccola o media impresa: una di quelle, insomma, che manda avanti la bistrattata baracca Italia!) ed un “dipendente” di una multinazionale estera (una di quelle che fa una concorrenza spietata alle piccole e medie imprese italiane, magari lavorando in perdita – almeno a vedere gli ultimi bilanci – tanto la forza finanziaria non le manca!) secondo voi su chi è caduta la scelta?
Forse è il momento che le piccole e medie imprese riprogrammino la loro adesione ad una associazione, anziché ad un’altra …
Sarebbe certamente un segnale importante per l’intero mondo dei trasporti e per il mondo della politica che – lasciatemelo dire – non sa più quale controparte riconoscere.
Insomma, al solito, le “rivoluzioni” possono solo partire dal basso, in questo caso dalle piccole e medie imprese del settore che certamente non possono stare a guardare, aspettando solo che arrivi il momento di dover chiudere.
Ho chiesto un “commento” anche a Riccardo Fuochi, presidente di Confapi Tra.Spe.Log..
Mi dice: “Confapi trasporti è, ormai, l’unica associazione che rappresenta gli interessi delle Pmi. Stiamo insistendo con il Governo perché vari un piano strategico nazionale della logistica. E poi i nostri punti sono ormai noti: formazione, prima di tutto (visto che mancano scuole che insegnino a fare il nostro lavoro!), centralità del ruolo dello spedizioniere (che non deve essere considerato un semplice passacarte, ma il vero architetto del trasporto) e difesa, anche nei trasporti, del Made in Italy (aiutando, preferibilmente, le aziende italiane nella loro contrapposizione perenne alle multinazionali estere)”
Paolo Federici

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