La storia si ripete … sempre!

ConspirataLa saggezza dei nostri vecchi ce l’ha sempre detto:
HISTORIA MAGISTRA VITAE
CHI NON CONOSCE LA STORIA SARA’ COSTRETTO A RIVIVERLA
CHI NON HA MEMORIA NON HA FUTURO

In questo libro ci sono delle “similarità” impressionanti con quanto succede ai giorni nostri.
Siamo al tempo di Cicerone, quando comincia a brillare la stella di Cesare.
Altri due uomini ambiscono al “potere”: Pompeo (grande generale e quindi appoggiato dai soldati) e Crasso (uomo “molto ricco” che gode dell’appoggio dei patrizi).
Tra di loro, non possono vedersi.
Crasso non sopporta Pompeo e viceversa.
Però Crasso è amico di Cesare ed anche Pompeo è amico di Cesare.
Cesare, dunque, ha fatto da mediatore (da “sensale”!) negli interessi dello Stato (sic!)
Ed il triumvirato prende il potere!

Facciamo una piccola sostituzione di nomi in queste ultime righe?
Gianfranco non sopporta Umberto e viceversa.
Però Gianfranco è amico di Silvio ed anche Umberto è amico di Silvio.
Silvio, dunque, ha fatto da mediatore (da “sensale”!) negli interessi dello Stato (sic!)
Ed il triumvirato prende il potere!

Una frase a caso del libro?
Eccola: “Intanto Cesare avvia il suo progetto di distruzione deliberato della Costituzione”
Facciamo ancora il gioco delle sostituzioni?

E poi c’è Catone che dice: “i nostri antenati erano lavoratori indefessi, governatori giusti e in Senato portavano menti che non erano tormentate dalla colpa o schiave della passione!”
Oggi lo vedo reincarnato in Antonio Di Pietro.

Catilina, organizzatore di una rivolta contro lo Stato … me lo immagino, oggi, a capo delle BR (sconfitte queste, oggi, come fu sconfitto quello, allora)

Clodio, che illustra i trucchi delle campagne politiche:
– fare discorsi brevi
– ricordarsi i nomi
– raccontare barzellette
– mettere in piedi uno spettacolo
– trasformare cose complesse in comprensibili per tutti
sarebbe stato un ottimo “organizzatore” di eventi per il nostro Silvio.

E Cicerone? L’uomo che aveva creduto nella Repubblica, che aveva cercato il dialogo con Cesare, che si era opposto al potere del “triumvirato” … fino ad abbandonare la politica, lo vedo oggi in un novello Romano Prodi.
Da richiamare (come fu richiamato Cicerone) quando il potere del “triumvirato” cadrà!?
Mah, ai posteri l’ardua sentenza
Paolo

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