Lucio Sergio Catilina …. oggi!

CatilinaSto leggendo “COSPIRATA”, l’ultimo libro di Robert Harris.
Si parla del periodo di Cicerone e di Catilina, di Cesare e Crasso.
La figura di Catilina mi ha sempre inquietato.
La storia la scrive chi vince: in quel tempo il vincitore è stato Cicerone e di Catilina ci restano solo i resoconti ciceroniani (le famose Catiliniarie).
Catilina era un nobile patrizio che, della sua condizione “di sangue”, ne faceva un vanto contro gli arricchiti dell’ultima ora (tra i quali, ovviamente, metteva Cicerone, membro del meno importante ordine equeste).
Dotato di una notevole autostima, Catilina si considerava il vero “difensore” della libertà arrivando a legarsi a doppio filo a chi, in quel momento, stava salendo le scale del potere.
Due fra tutti: Crasso e … Caio Giulio Cesare.
D’altronde Cesare apparteneva alla “gens Julia”, quella che si diceva discendesse direttamente da Romolo, mentre Crasso più che nobile era ricco.
Se, come pare, i tre complottarono contro Cicerone, quello che ci mise (come si dice oggi!) la faccia e ci rimise le penne, fu solo Catilina.
Ho provato ad immaginare a chi potrebbe rassomigliare, Catilina, tra i politici di oggi ed una lettera pubblicata sul Corriere mi ha fatto sobbalzare: firmata da Deborah Bergamini (pubblicata il 18 giugno 2009) riporta queste frasi significative:
Cicerone trasforma Catilina in un hostis, un nemico della Patria, servendosi dei più efficaci strumenti dell’epoca: dalle accuse basate su lettere anonime, ai brogli elettorali, ai discorsi retorici tesi a costruire l’immagine più degenerata del suo avversario, fino alle palesi violazioni della legge romana. Tra le accuse più infamanti, Cicerone imputa a Catilina di aver corrotto una giovane vestale, vergine e consacrata alla dea del focolare.
Insomma, il paragone è presto fatto:
Ci spostiamo di oltre 2000 anni. Al famoso avvocato pensano di sostituirsi procure politicizzate e redazioni di giornali. Al posto delle orazioni di Cicerone, si ascoltano i teoremi mediatici e giudiziari, si assiste all’uso spesso indecente di foto, video e intercettazioni. La tentazione è sempre la stessa: demonizzare il «rivoluzionario conservatore» di oggi.
Ecco dunque identificato il novello Catilina: è lui, Silvio Berlusconi, e se lo dice una esponente del suo partito c’è da crederci.
A noi, dunque, non resta che dire (parafrasando invece Cicerone): quousque tandem, Silvio, abutere patientia nostra?
Paolo

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