debiti & crediti


oggi come oggi assistiamo ad una involuzione a spirale del debito.
Cosa succede?
Un mio cliente chiede di pagare i miei servizi a 60 giorni.
Io ho due possibilità (anzi tre!):
(1) gli dico di no e di rivolgersi altrove
(2) chiedo, a mia volta, ai miei fornitori di concedermi una analoga dilazione di pagamento
(3) vado in banca a chiedere un prestito
La prima opzione viene, normalmente, accantonata: c’è la crisi e non ci si può permettere di rifiutare del lavoro!
La terza (nonostante le belle parole delle pubblicità che fanno le banche) è praticamente inattuabile: se voglio un prestito devo “garantirlo”, spesso mettendo tra le grinfie della banca beni di ben altro valore!
Insomma, non resta che la soluzione (2).
Trasformandomi da vittima in carnefice, andrò a ribaltare il problema sulle spalle dei miei fornitori.
Anzi, già che ci siamo, se devo concedere 60 giorni di credito (al cliente), ne chiederò almeno 90 (ai fornitori).
Visto che i miei fornitori avranno, a loro volta, dei fornitori, il giochino si ripete.
Ed i tempi di pagamento si allungano.
Se poi un anello (debole) della catena si rompe (c’è sempre qualche fornitore che, nella veste di cliente, non onora i suoi debiti … e così fa crollare il castello di carta!) gli effetti ricadranno sull’intero sistema basato sul credito.
C’è anche chi, pur di stare in gioco, comincia a “giocare” sporco: se ha un costo di 100 … (che pagherà a 90 giorni), si inventa un prezzo di vendita a 80 (quindi in perdita) ma da incassare “prima”, così – pur lavorando in perdita – avrà un “giro d’affari” che gli permetterà di mettersi in buona luce con la banca.
Lo so, è ovvio: alla lunga tutti i nodi vengono al pettine!
Ma, quand’anche qualche fornitore non venisse pagato … prima che la cosa passi nelle mani di un legale … e soprattutto prima che un qualche Tribunale intervenga, saranno passati dieci anni!
Così, pur lavorando “in perdita”, quel giocatore pratico nel gioco sporco avrà acquisito una importante fetta di mercato.
E chissenefrega se, nel frattempo, saranno state le aziende serie a chiudere!
Quindi, tornando ai tre punti iniziali, se qualcuno NON vuole ribaltare sui propri fornitori le dilazioni di pagamento nè vuole sottomettersi ai ricatti bancari, non gli resta che rifiutare il lavoro.
Cioè, sembra evidente che ormai l’onestà non paghi più!
La legge la detta il mercato, il mercato lo fa il più forte,il più forte è quello che si fa meno scrupoli.
Non c’è via d’uscita!
E allora immaginiamo che da domani cambi la gestione finanziaria delle aziende: qualsiasi cosa si acquista (bene o servizio) si paga SUBITO.
Pensate:
(A) nessuno potrebbe più ritrovarsi a dover reclamare crediti scaduti
(B) non ci sarebbero “giochi sporchi” perché se uno compra a 100 e vende a 80, la magagna viene subito a galla
(C) non ci sarebbe concorrenza basata solo sulla legge del più forte “finanziariamente” ma si tornerebbe a premiare il più bravo
(D) le aziende “decotte” sparirebbero subito, evitando di far crescere il “buco” (finanziario) all’interno del quale, da tempo, annaspano
Insomma, solo lati positivi!
E allora?
Perché non metterlo in pratica?
Paolo

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