il Propeller Club (port of Milan) incontra la Direzione delle Dogane

dopo il convegno organizzato, lo scorso lunedì 22 febbraio, dal Propeller Club port of Milan, ecco che qualcosa si muove.
Al sottosegretario Giachino erano stati fatti presenti i problemi doganali che “rallentano” alquanto le operazioni soprattutto in import e lui ha immediatamente disposto un incontro tra alcuni spedizionieri (indicati dal Propeller Club: erano presenti Riccardo Fuochi, presidente di CONFAPI TRA.SPE.LOG.e Roberto Belloni, di SEA – AEROPORTI DI MILANO) ed il direttore delle dogane, Giuseppe Peleggi.
Sicuramente la possibilità di un dialogo “diretto” tra chi rappresenta l’utenza (gli spedizionieri, appunto) e chi, dai centri nevralgici romani, dirige le operazioni, non poteva che dare risultati utili.
Ecco dunque sviscerati i problemi vissuti quotidianamente da una parte e spesso nemmeno conosciuti dall’altra.
Si va dal pre-clearing (la possibilità di sdoganare le merci “prima” dell’arrivo, così da sveltire le operazioni: possibilità prevista da una precisa disposizione della direzione doganale ma, a quanto pare, disattesa dagli uffici periferici) ai vantaggi dell’essere certificati A.E.O. (che non pare dare benefici alle aziende certificate quando, da parte della Direzione delle Dogane, sembrerebbero esserci riscontri di tutt’altro genere. Verranno dunque fatti degli approfondimenti!).
Si è parlato dei ritardi cronici della Dogana di Genova per quanto riguarda le ispezioni e la direzione delle Dogane si è impegnata per un monitoraggio delle operazioni così da migliorare la situazione.
Per quanto riguarda l’apertura della dogana di Malpensa continuatamente per tutto il giorno … e per tutta la notte, mentre alla Direzione romana risulta in essere una disposizione che consentirebbe l’operatività 23 ore su 24, nella realtà la dogana aeroportuale NON accetta più i “flussi” dopo una certa ora del tardo pomeriggio.
L’intento comune (sia per quanto riguarda gli spedizionieri che per quanto riguarda le dogane) è quello di portare l’Italia ai livelli Europei, se non altro per fermare l’emorragia di merci che, anziché transitare per i nostri porti ed aeroporti, scelgono i valichi del Nord Europa.
Alla fine, se a beneficiarne sarà l’economia italiana, sicuramente questo avverrà nell’interesse di tutti.
Paolo Federici
(segretario del Propeller Club – Port of Milan)

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Archiviato in dogana, economia, Trasporti

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